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Assegno di inclusione, domanda sospesa: 60 giorni da quando?

Assegno di inclusione e domanda sospesa o accolta: quanto può durare? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e domanda sospesa e vedremo cosa fare nelle varie circostanze e quanto può durare questa condizione (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e domanda sospesa: come funziona?

Dal 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza (Rdc) è stato sostituito dall’Assegno di inclusione (Adi), come stabilito dal Decreto Lavoro (48/2023, articolo 1 e seguenti).

Destinato a nuclei familiari che rispondono a specifici requisiti, l’Assegno di inclusione richiede la presenza all’interno del nucleo di almeno un minore, un individuo con disabilità, un anziano di età superiore ai sessanta anni o una persona sotto la cura dei servizi sociali. È inoltre essenziale osservare certi limiti relativi a reddito e patrimonio, dettagliatamente illustrati nel nostro articolo sui requisiti dell’Assegno di inclusione.

Alcuni lettori che hanno richiesto o ricevuto l’Assegno di inclusione nei mesi scorsi ci hanno informato che a marzo lo stato della loro domanda risulta classificato come “sospeso“.

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Questo articolo esplorerà le ragioni di tale situazione e illustrerà i passi da seguire nel caso in cui la domanda per l’Assegno di inclusione sia classificata “sospesa” o come “in evidenza”.

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Assegno di inclusione e domanda sospesa: da quando?

L’INPS, mediante i messaggi n. 684/2024 e 835/2024, ha fornito chiarimenti secondo cui, adottando il principio del silenzio-assenso, le richieste per l’Assegno di inclusione attualmente in stato di “sospensione” saranno automaticamente approvate con esito positivo dopo il superamento dei 60 giorni dalla data di sospensione.

Questo si applica sia alle situazioni che richiedono verifiche riguardanti la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE sia per quelle necessarie all’accertamento delle condizioni di svantaggio.

In sostanza, l’assenza di comunicazioni o risposte dall’INPS entro il termine di 60 giorni dall’inizio della sospensione equivale a un’accettazione della domanda.

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Uno screen del messaggio INPS n. 684/2024.

Perché la domanda dell’Assegno di inclusione viene sospesa?

Quando le domande per l’Assegno di inclusione richiedono ulteriori indagini durante la fase di verifica, vengono categorizzate come “in evidenza” o “sospese“. In particolare, le domande sono etichettate come “in evidenza” se, attraverso controlli automatici condotti dall’Agenzia delle Entrate, emergono lacune o incoerenze nell’attestazione ISEE.

Queste incoerenze o omissioni nell’ISEE possono verificarsi nelle seguenti circostanze:

Al contrario, le domande vengono considerate “sospese” se si scoprono discrepanze legate alla composizione del nucleo familiare, attraverso il confronto tra le informazioni presentate nell’ISEE e i dati registrati all’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).

Infine, il messaggio INPS n. 835/2024 chiarisce ulteriormente che i richiedenti dell’Assegno di inclusione che hanno fornito l’ISEE 2023 devono aggiornare l’ISEE all’anno 2024 entro il mese di marzo. In mancanza di ciò, anche in questo caso, la domanda sarà “sospesa“.

Cosa fare se la domanda di Assegno di inclusione viene sospesa?

Per gestire efficacemente la situazione in cui la domanda per l’Assegno di inclusione viene sospesa, al fine di prevenire la perdita del beneficio, è fondamentale seguire alcuni passaggi pratici. Vediamo cosa fare nelle varie circostanze.

Assegno di inclusione sospeso per difformità con i dati ISEE

Nei casi in cui la domanda per l’Assegno di inclusione venga classificata come “in evidenza” a causa di omissioni nell’ISEE o di discrepanze rispetto ai dati registrati nei database dell’Agenzia delle Entrate, l’INPS intraprende specifici passaggi verso i richiedenti, a cui viene chiesto di:

Assegno di inclusione sospeso per mancanza dell’ISEE 2024

Il messaggio INPS n. 835/2024 chiarisce che i beneficiari dell’Assegno di inclusione devono aggiornare l’ISEE all’anno 2024 entro il mese di marzo per evitare interruzioni nel ricevere il beneficio. Questa indicazione ricalca quanto già espresso nella circolare INPS n. 105/2023, la quale specificava che l’ISEE 2023 poteva essere utilizzato per la verifica dei requisiti necessari all’ottenimento dell’Assegno di inclusione solo fino a febbraio 2024.

Pertanto, a partire da marzo 2024, l’assenza di un ISEE aggiornato comporterà una sospensione temporanea dell’Assegno di inclusione per coloro che non hanno ancora compilato la DSU 2024. Tuttavia, è previsto che, una volta presentato l’ISEE aggiornato, i pagamenti sospesi verranno non solo ripristinati, ma sarà anche corrisposto retroattivamente qualsiasi arretrato dovuto.

Per i beneficiari che hanno già richiesto l’ISEE 2024 prima di marzo, il pagamento dell’Assegno di inclusione proseguirà senza interruzioni con l’accredito previsto il 27 del mese.

Assegno di inclusione sospeso per discordanza del nucleo familiare

Quando la domanda per l’Assegno di inclusione è classificata come “in evidenza” a seguito di omissioni nell’ISEE o discrepanze rispetto ai dati contenuti nei database dell’Agenzia delle Entrate, l’INPS sollecita i richiedenti a prendere misure correttive. Tuttavia, se la domanda per l’Assegno di inclusione risulta “sospesa” a causa di discrepanze nella composizione del nucleo familiare tra quanto riportato nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e i dati dell’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), la procedura da seguire da parte dei richiedenti differisce notevolmente.

In questi casi, i richiedenti devono semplicemente attendere che l’ufficio INPS competente effettui le dovute verifiche. Questo perché l’ufficio ha il compito di valutare le informazioni presentate nella DSU, tenendo conto delle varie eccezioni e deroghe che possono influenzare la definizione del nucleo familiare ai fini ISEE. Per il calcolo dell’ISEE, infatti, la composizione del nucleo familiare può differire da quella registrata nell’ANPR o dallo stato di famiglia, poiché considera tutti i membri conviventi, indipendentemente dai legami di parentela.

Dopo le necessarie verifiche, qualora l’operatore INPS riscontri che le discrepanze rispetto al sistema ISEE sono fondate, la domanda potrebbe essere respinta. In tale eventualità, il richiedente è tenuto a presentare un nuovo ISEE corretto e a inviare una nuova domanda per l’Assegno di inclusione.

Se, al contrario, l’indagine dimostra che, nonostante le differenze rispetto ai dati dell’ANPR, la composizione del nucleo familiare dichiarata per l’ISEE è corretta, l’operatore INPS ha la facoltà di revocare lo stato di “sospensione” della domanda. Questa azione permette la continuazione dell’iter procedurale della domanda, per far sì che il richiedente ottenga l’Assegno di inclusione.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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