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Assegno di inclusione, domanda ancora sospesa: perché?

Assegno di inclusione e domanda sospesa: quando succede? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Maggio 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e domanda sospesa e vedremo quali sono le soluzioni possibili (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e domanda sospesa: quando succede?

Dal 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza (Rdc) è stato sostituito dall’Assegno di inclusione (Adi), come previsto dal Decreto Lavoro (48/2023, articolo 1 e seguenti).

L’Assegno di inclusione si rivolge ai nuclei familiari che rispondono a determinati requisiti: è indispensabile la presenza, all’interno del nucleo, di un minore, una persona disabile, un anziano oltre i sessant’anni o un individuo che beneficia dell’assistenza sociale. Sono inoltre richiesti specifici criteri di reddito e patrimonio.

Perché l’Assegno di inclusione è stato sospeso?

Il passaggio allo stato “sospeso” dell’Assegno di inclusione può essere verificato attraverso l’area personale del sito dell’INPS, dove è possibile individuare anche le motivazioni di tale sospensione.

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Le cause principali della sospensione sono generalmente due:

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Cosa fare se l’Assegno di inclusione viene sospeso

Come abbiamo detto, in genere, le cause che portano alla sospensione della domanda di Assegno di inclusione sono due, tuttavia ci sono delle soluzioni che si possono adottare per risolvere il problema.

Se la sospensione deriva da discrepanze tra il nucleo familiare dichiarato nell’ISEE e quello registrato nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), i richiedenti dovranno attendere l’esito dei controlli supplementari. In caso di errori, potrebbe essere necessario richiedere un nuovo ISEE e presentare una nuova domanda per l’Assegno di Inclusione.

Alcune domande possono invece essere sospese perché non è stato possibile verificare la presenza nel nucleo di componenti che danno diritto all’Assegno di inclusione, come individui presi in carico dai servizi sociali. La difficoltà di comunicazione con i servizi sociali tramite la piattaforma Gepi può complicare la situazione. In questi casi, è consigliabile contattare direttamente i servizi sociali del proprio Comune per chiarimenti.

Quando arriva il primo pagamento dell’Adi dopo la domanda?

Per ottenere l’Assegno di inclusione, i richiedenti devono compiere due passaggi fondamentali dopo aver inoltrato la domanda: registrarsi al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e aderire a un patto di attivazione digitale.

L’accesso all’Adi viene concesso il mese seguente alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale.

Come richiedere l’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione, introdotto a partire dal 1° gennaio 2024 grazie al Decreto Lavoro (n. 48/2023, art. 4, comma 1), può essere richiesto online sul portale web dell’INPS.

È sufficiente accedere al portale, con le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), e poi seguire la procedura guidata per la compilazione e l’invio del modulo di richiesta online.

Il decreto prevede anche un’alternativa per chi preferisce un supporto diretto nella presentazione della domanda: è possibile infatti rivolgersi ai Patronati, che offrono assistenza nella compilazione e nell’inoltro delle domande.

Assegno-di-inclusione-e-domanda-sospesa-decreto
L’articolo 4, comma 1 del Decreto Lavoro.

Quali sono i requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione rappresenta una misura di supporto per i nuclei familiari che includono persone con disabilità, minori, anziani oltre i 60 anni o individui impegnati in programmi di assistenza riconosciuti dalle autorità pubbliche perché affrontano problematiche complesse di natura bio-psico-sociale.

Per accedere a tale beneficio, i nuclei familiari devono rispettare specifici criteri stabiliti dalla normativa, che sono i seguenti:

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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