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Assegno di inclusione: quanto ci vuole per una risposta

Scopri quanto tempo ci vuole per una risposta alla domanda per l’Assegno di inclusione.

di Romina Cardia

Marzo 2024

Parliamo di domanda per l’Assegno di inclusione e dei tempi di risposta da parte dell’INPS (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quanto tempo ci vuole per una risposta alla domanda per l’Assegno di inclusione

Nel messaggio numero 682 del 14 febbraio 2024 l’INPS ha spiegato che ci vogliono 60 giorni al massimo per controllare i dati forniti dai cittadini, in caso di domande sospese. Un massimo di 60 giorni è anche il tempo previsto da enti come le Asl per certificare i documenti forniti dai cittadini. In questo caso i 60 giorni sono calcolati dal momento nel quale l’INPS ha contatto l’ente.

Per l’Assegno di inclusione, il decreto numero 48 del 2023 non stabilisce chiaramente le scadenze entro le quali l’INPS deve fornire una risposta.

Si conferma solamente che il riconoscimento avviene dopo la verifica dei requisiti e delle condizioni previste, con accesso alle banche dati personali e a quelle fornite da diverse istituzioni pubbliche.

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Non è quindi definito in modo chiaro quando si ottiene una risposta per la richiesta di Assegno di inclusione, sebbene sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella pagina dedicata all’Assegno di inclusione, si specifichi sempre il termine di 60 giorni a partire dall’inizio della fase istruttoria dell’INPS, i cui controlli sui dati anagrafici sono affidati ai singoli Comuni.

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Come controllare lo stato della domanda per Assegno di inclusione

Per sapere se la tua domanda per l’Assegno di inclusione è stata accettata, puoi visitare la sezione dedicata alla misura sul sito dell’INPS. Qui puoi monitorare il progresso della tua pratica.

Inizialmente, la tua domanda sarà registrata come “Acquisita“, fino a quando non supererà la prima fase di valutazione e diventerà “Verificata salvo ulteriori controlli“.

Le domande di Assegno di inclusione che non superano questa fase dovranno affrontare un ulteriore esame, per cui dovrai fornire ulteriori informazioni sui requisiti di accesso.

Se hai già compilato e firmato il Patto di Attivazione Digitale (PAD), la tua domanda sarà registrata come “Accolta salvo ulteriori controlli“.

Se tutti i controlli hanno esito positivo, la tua domanda passerà allo stato di “Accolta” e successivamente a “Accolta in pagamento“.

Assegno di inclusione e domanda cancellata: cosa fare? Scopriamolo insieme.

Domanda per l'Assegno di inclusione
Domanda per l’Assegno di inclusione. Nella foto: un uomo di fronte a grande calendario.

Quali esiti si possono trovare nello stato della domanda per l’Assegno di inclusione

Vediamo nel dettaglio quali sono gli esiti che puoi trovare controllando lo stato della domanda dell’Assegno di inclusione:

Se la tua domanda viene accolta, il denaro relativo all’Assegno di Inclusione ADI verrà depositato sulla tua Carta di Inclusione, intestata a te, oppure, se hai richiesto l’individualizzazione della carta, ai singoli adulti del nucleo familiare che ne hanno diritto, in base alla quota pro-capite.

La Carta ADI è un mezzo di pagamento elettronico che viene consegnato dagli uffici postali dopo il primo pagamento.

I beneficiari vengono avvisati tramite il portale SIISL o tramite SMS/e-mail sulla disponibilità della carta (Circolare INPS 16 dicembre 2023, numero 105).

Il Messaggio del 14 febbraio 2024 aggiunge che la Carta viene comunque consegnata anche se il titolare non ha ricevuto il relativo SMS.

Durante l’istruttoria, potrebbe accadere che il nucleo familiare non soddisfi tutti i requisiti richiesti dalla legge. In questi casi, la domanda per l’ADI viene respinta.

Viene fornito anche il dettaglio delle singole ragioni di rifiuto. In caso di rifiuto, il richiedente può presentare un’istanza motivata di riesame entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito della domanda di ADI, oppure proporre ricorso giudiziario.

Al contrario, alcune domande possono richiedere ulteriori approfondimenti durante l’istruttoria. Queste domande vengono messe in stato di “evidenza” o “sospensione”.

In particolare, le domande vengono messe in stato di “evidenza” quando l’attestazione ISEE presenta errori o omissioni, individuati durante i controlli automatizzati effettuati dall’Agenzia delle Entrate.

L’ISEE può presentare omissioni o difformità nei seguenti casi:

Nel caso di omissioni o difformità nell’ISEE, l’INPS richiede al richiedente di fornire documentazione aggiuntiva o di correggere la dichiarazione.

Se entro 60 giorni vengono forniti documenti giustificativi adeguati o viene corretta la dichiarazione ISEE, la domanda verrà sbloccata per proseguire l’istruttoria.

Se, entro 60 giorni, il richiedente non fornisce documentazione sufficiente o non corregge la dichiarazione ISEE, la domanda per l’Assegno di inclusione verrà respinta.

FAQ sull’Assegno di inclusione

Cos’è l’Assegno di Inclusione e a chi si rivolge?

L’Assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e inclusione sociale e professionale rivolta a:

Come va presentata la domanda per l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione dovrà essere richiesto:

Per avviare il percorso di attivazione che dà diritto al beneficio, è inoltre necessaria l’iscrizione alla piattaforma SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), che possono essere effettuate contestualmente alla presentazione della domanda.

C’è una scadenza per presentare la domanda per l’Assegno di inclusione?

No, non sono previste scadenze. Il beneficio sarà riconosciuto dall’INPS, previa verifica dei requisiti, entro la fine del mese successivo a quello di sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

Che cos’è l’ISEE corrente e quando va presentato?

L’ISEE corrente aggiorna il valore dell’Indicatore ISEE prendendo a riferimento i redditi e /o i patrimoni relativi ad un periodo di tempo più ravvicinato.

Per poter richiedere l’ISEE corrente è necessario il possesso di un ISEE in corso di validità nonché alternativamente:

Nel caso in cui siano aggiornati solo i redditi, l’ISEE corrente ha validità di sei mesi dal momento della presentazione della DSU a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nell’ipotesi in cui siano aggiornati solo i patrimoni ovvero i patrimoni e i redditi l’ISEE corrente ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della DSU. Se durante il periodo di validità dell’ISEE corrente, nel quale sia stata aggiornata anche o solo la componente reddituale, intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nel caso di mancato rinnovo dell’ISEE corrente, sarà considerato l’ISEE ordinario.

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