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Assegno di inclusione e Rdc: quali importi

Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza: quali sono le differenze? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Dicembre 2023

In questo articolo vedremo quali sono le differenze negli importi tra Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza: quali sono le differenze?

L’Assegno di inclusione (Adi) è la nuova misura che, a partire dal 1° gennaio 2024, sostituirà il Reddito di cittadinanza (Rdc). Questo assegno è riservato ai nuclei familiari che includono almeno un disabile, un minorenne, un ultrasessantenne o una persona seguita dai servizi sociali.

I requisiti economici per accedere sia all’Adi sia al Rdc sono gli stessi: un ISEE familiare non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare massimo di 6.000 euro, oltre ad altre condizioni legate a reddito e patrimonio, descritte dettagliatamente nel nostro articolo di approfondimento sull’Assegno di inclusione.

La differenza sostanziale tra Adi e Rdc è il target di beneficiari: l’Adi è infatti più selettivo rispetto al Reddito di cittadinanza.

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Cosa cambia negli importi tra Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza?

La questione se gli importi dell’Assegno di inclusione siano diversi rispetto a quelli del Reddito di cittadinanza (Rdc) è complessa e la risposta è che dipende dalle specifiche situazioni familiari.

Per il Rdc l’importo aumenta con ogni componente aggiuntivo della famiglia, senza distinzione di età o condizioni di salute.

Gli importi dell’Assegno di inclusione, invece, aumentano solo con la presenza di minori, disabili o ultrasessantenni oltre il primo membro del nucleo familiare. Quindi, l’importo assegnato è più specificamente mirato a famiglie con queste particolari esigenze.

In generale, il Rdc tende ad essere più generoso e a coprire una platea di beneficiari più ampia. Ad esempio, due adulti di 40 anni senza particolari condizioni possono qualificarsi per il Rdc, ma non per l’Assegno di inclusione.

Tuttavia, in alcuni casi, ad esempio se si tratta di un nucleo familiare con più membri in condizione di disabilità, l’Assegno di inclusione potrebbe avere importi più elevati.

Come si calcolano gli importi di Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza

L’Assegno di inclusione e il Reddito di cittadinanza sono entrambe misure destinate a integrare il reddito familiare. L’obiettivo di questi sussidi è portare il reddito di un nucleo familiare composto da una sola persona senza redditi a 6.000 euro all’anno, ovvero 500 euro al mese.

Una differenza importante è che l’Assegno di inclusione sostituisce anche la Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone con almeno 67 anni, in condizioni di disabilità grave o non autosufficienti. In questi casi, l’integrazione al reddito familiare è maggiore, portandolo, per un single senza redditi, a 7.560 euro all’anno.

Questi importi massimi sono accessibili solo ai nuclei familiari con reddito zero. L’importo effettivamente percepito diminuisce se ci sono altri redditi nel nucleo familiare, ma aumenta con l’aggiunta di altri membri in famiglia. Per calcolare l’importo dovuto, si moltiplica il beneficio massimo per un single senza redditi (6.000 euro o 7.560 euro) per il parametro della scala di equivalenza, che riflette la composizione del nucleo familiare.

Dopo aver ottenuto l’importo annuale teorico, si sottrae qualsiasi reddito familiare per avere l’importo effettivamente dovuto. Dividendo questo risultato per 12, si ottiene l’importo mensile della prestazione.

Che cos’è la scala di equivalenza e che differenza c’è tra quella dell’Adi e del Rdc

La formula di calcolo per stabilire gli importi dell’Assegno di inclusione e del Reddito di cittadinanza è effettivamente la stessa, poiché entrambi considerano la scala di equivalenza. Tuttavia, ciò che differisce tra le due misure è il modo in cui la scala di equivalenza viene determinata e applicata.

Il parametro della scala di equivalenza rappresenta un numero che descrive la composizione di un nucleo familiare.

Per calcolare il parametro della scala di equivalenza sia per l’Assegno di inclusione che per il Reddito di cittadinanza, si inizia assegnando 1 punto al nucleo familiare. Successivamente, questo punteggio viene incrementato a seconda della composizione del nucleo, come mostra la tabella qui sotto.

Scala di equivalenza dell’Assegno di inclusioneScala di equivalenza del Reddito di cittadinanza
+ 0,50 per ciascun altro componente con disabilità grave o non autosufficiente+ 0,4 per ogni componente maggiorenne oltre al richiedente
+ 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni+ 0,2 per ogni minorenne presente nel nucleo
+ 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura 
+ 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e di assistenza certificati dalla pubblica amministrazione 
+ di 0,15 per ciascun minore di età, fino a due   
+ di 0,10 per ciascun minore di età, dopo il secondo  
Assegno-di-inclusione-e-Reddito-di-cittadinanza-decreto
La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione riportata sul Decreto Lavoro (a destra il testo corretto).

La formula di calcolo degli importi di Adi e Rdc

In sintesi, la formula per calcolare gli importi mensili dell’Assegno di inclusione e del Reddito di cittadinanza è la seguente:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Tuttavia, per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone di oltre 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza, si utilizza una formula diversa, che porta a importi maggiori:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Esempi di calcolo degli importi di Adi e Rdc

Consideriamo una famiglia formata da due adulti e due minori sotto i 3 anni senza redditi. Analizziamo prima il caso in cui percepiscano il Rdc, poi quello dell’Assegno di inclusione, e calcoliamo gli importi di entrambe le misure.

Con il Reddito di cittadinanza, la scala di equivalenza per il nucleo familiare è 1,8 (1 per il richiedente + 0,4 per l’altro genitore + 0,2 per il primo figlio minorenne + 0,2 per il secondo figlio minorenne).

Per calcolare l’importo annuale del Rdc, moltiplichiamo 6.000 euro (importo massimo per un single senza redditi) per 1,8, il parametro della scala di equivalenza. In conclusione, una famiglia così composta otterrà 10.800 euro all’anno di Rdc (= 6.000 euro x 1,8), equivalenti a 900 euro al mese (10.800 euro diviso 12 mesi).

Se la stessa famiglia fosse beneficiaria dell’Assegno di inclusione, il coefficiente della scala di equivalenza scenderebbe a 1,7 (1 per il richiedente + 0,4 per un adulto con responsabilità di cura verso figli minori di 3 anni + 0,15 per il primo figlio minorenne + 0,15 per il secondo).

Moltiplicando 1,7 per 6.000 euro, l’importo annuale dell’Assegno di inclusione si attesta a 10.200 euro, ovvero 850 euro mensili.

In questo scenario, il Reddito di cittadinanza fornisce un importo leggermente superiore rispetto all’Assegno di inclusione.

FAQ (Domande e risposte) sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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