L’Assegno di inclusione prevede un passaggio attraverso i servizi sociali, ma se non ci si presenta si perde l’Adi? Vediamo come funziona la convocazione dei servizi sociali entro 120 giorni e come non rischiare di perdere il sussidio - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Assegno di inclusione: cosa fare con i servizi sociali?
La domanda per l’Assegno di inclusione prevede l’iscrizione al SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale e, tra le conseguenze dell’aver svolto tutti gli step correttamente, c’è la convocazione da parte dei servizi sociali entro 120 giorni dal momento in cui viene inviata la domanda.
Quindi, in linea di massima, non è il cittadino che ha richiesto l’Adi a dover organizzare l’appuntamento.
In genere, la convocazione arriva entro i primi due mesi da quando si è presentata domanda, ma se dovesse essere necessario il cittadino può recarsi direttamente dai servizi sociali di sua spontanea volontà per sbloccare la pratica, non rischiando di andare incontro alla sospensione del sussidio.
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Infatti, se non si svolge questo step molto importante si blocca la pratica e ciò comporta uno stop anche all’erogazione dei pagamenti. Quindi, in linea di massima, questi sono gli step:
- Presentare domanda completa;
- Attendere convocazione dei servizi sociali (in genere entro 60 giorni);
- Presentarsi ai servizi sociali alla data concordata o di propria spontanea volontà se la convocazione non è arrivata;
- Ripresentarsi ai servizi sociali ogni 90 giorni per aggiornare la propria posizione.

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Assegno di inclusione: come funziona?
L’Assegno di inclusione (Adi) è la nuova misura messa in campo dal Governo nel corso del 2023 e diventata disponibile nel 2024 come forma di aiuto alle famiglie. Ma come funziona esattamente? Prima di approfondire l’aspetto relativo ai servizi sociali, ecco qualche informazione sul sussidio.
Come definito da INPS, l’Adi è “è una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro, istituita a decorrere dal 1° gennaio 2024 dall’articolo 1 1 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85.”
In particolare, l’obiettivo della misura è quello di sostenere i nuclei familiari con persone particolarmente vulnerabili, ad esempio con disabilità, un minorenne, una persona con almeno 60 anni di età, o una persona in condizione di svantaggio coinvolta in un programma di cura e assistenza certificato dalla pubblica amministrazione.
Per disabilità si intendono condizioni come invalidità civili (>67%), cecità parziale o totale, ipovedenza media o grave, sordità, gravi disabilità secondo la Legge 104/1992, minori con indennità di frequenza o accompagnamento, e altre invalidità legate al lavoro o al servizio.
Per avere maggiori informazioni circa i pagamenti dell’Assegno di inclusione, ti suggeriamo questo video:
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=SXJYH3uI-0s?si=8TcFCDpfYL-gusam&w=560&h=315]Assegno di inclusione: come si presenta domanda?
Abbiamo visto come funziona lo step successivo alla domanda, ma non come si presenta la domanda stessa. Dunque, è il caso di capire al meglio quali sono i tre step per presentare domanda:
- Invio della domanda: attraverso il sito INPS (con Spid, Carta Nazionale dei Servizi o Carta d’Identità Elettronica), a partire dal 18 dicembre 2023. L’erogazione è comunque prevista a partire da gennaio 2024;
- Iscrizione al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL);
- Sottoscrizione del PAD, il Patto di Attivazione Digitale, che “sblocca” il resto della procedura. In seguito vedremo un esempio, perché sostanzialmente senza questo step l’Assegno di inclusione non può essere erogato.
Ricordiamo anche che è possibile presentare domanda a partire dal 18 dicembre 2023 e, in genere, l’approvazione arriva a partire dal mese successivo (se ci sono tutti i requisiti). Quindi, chi dovesse aver presentato domanda nel corso del mese di febbraio, si può aspettare la prima erogazione a marzo.
FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione
Assegno di inclusione e lavoro, come funziona?
L’Assegno di inclusione, come anche il Rdc, è una misura volta al reinserimento lavorativo delle persone occupabili. Ciò significa che tutte le specifiche (anche in relazione agli appuntamenti dai servizi sociali) vanno in questa direzione e l’auspicio è che il sussidio diventi il prima possibile superfluo per il nucleo familiare beneficiario.
L’Adi si può accumulare?
Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.
Come si calcola l’Adi?
Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:
[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12
O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:
[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12
Come funziona la scala di equivalenza?
Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:
- + 0,50 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
- + 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
- + 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
- + 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psicosociale e inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla PA;
- + 0,15 per ciascun minore di età, fino al secondo;
- + 0,10 per ogni ulteriore minore di età.
Quanto dura l’Adi?
Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.
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