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Home / Assegno di inclusione » Bonus e Incentivi / Assegno di inclusione: devo andare io dai servizi sociali?

Assegno di inclusione: devo andare io dai servizi sociali?

Le regole in merito ad Assegno di inclusione e servizi sociali prevedono che il beneficiario venga convocato dagli stessi. Ma cosa succede se non arriva la lettera di convocazione? Cosa bisogna fare? Rispondiamo in questo post.

di Romina Cardia

Gennaio 2024

In questo articolo parliamo di Assegno di inclusione e servizi sociali. Capiremo se devono essere i cittadini a organizzare l’appuntamento o viceversa. L’incontro con i servizi sociali è fondamentale per continuare a ricevere l’Assegno di inclusione (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione e servizi sociali: devo organizzare io l’appuntamento entro 120 giorni?

Dopo aver presentato domanda per l’Assegno di inclusione ed esserti iscritto alla Piattaforma SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa ) e aver sottoscritto il PAD (Patto di Attivazione Digitale), devi essere convocato dai servizi sociali entro 120 giorni.

Ma cosa succede se non arriva la convocazione? In questo caso è importante presentarsi ai servizi sociali anche senza aver ricevuto alcuna comunicazione, altrimenti rischi la sospensione del sussidio.

Ovviamente non devi precipitarti se hai da poco presentato domanda. Considera che comunque i servizi sociali hanno bisogno di tempo per evadere tutte le domande.

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È ovvio che, se passano più di due mesi e ancora nulla si muove, a quel punto dovrai essere tu a farlo, altrimenti, come abbiamo detto, il pagamento dell’Assegno di inclusione verrà sospeso.

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Assegno di inclusione e servizi sociali: cosa prevede la convocazione

I servizi sociali valutano i bisogni della famiglia per stipulare un patto di inclusione. I componenti attivabili al lavoro tra i 18 e i 59 anni devono firmare un patto di servizio personalizzato presso centri per l’impiego o servizi accreditati, entro 60 giorni dall’avvio.

Successivamente, devono poi aggiornare la loro posizione ogni 90 giorni presentandosi presso gli enti coordinatori dei percorsi lavorativi (centri per l’impiego) o sociali individuati dai servizi sociali o, anche in questo caso, rischiano la sospensione del beneficio.

Tuttavia, l’INPS ha spiegato che ci possono essere membri della famiglia esonerati dall’obbligo di presentazione ogni 90 giorni.

Si tratta di persone con disabilità, che hanno 60 anni o più, minori e persone che sono inserite nei percorsi di tutela contro la violenza di genere. Tutti gli altri hanno l’obbligo di presentazione ogni 90 giorni.

Approfittiamo per ricordare chi ha diritto all’Assegno di inclusione, cosa spetta e come richiederlo.

Chi sono gli esclusi dal pagamento dell’Assegno di inclusione di gennaio? Scopriamolo insieme.

A chi spetta l’Assegno di inclusione

L’Assegno di Inclusione (ADI) è un sostegno economico che viene assegnato a famiglie con determinate condizioni.

Può essere ottenuto se nel nucleo familiare sono presenti una persona con disabilità, un minorenne, una persona con almeno 60 anni di età, o una persona in condizione di svantaggio coinvolta in un programma di cura e assistenza certificato dalla pubblica amministrazione.

Per disabilità si intendono condizioni come invalidità civili (>67%), cecità parziale o totale, ipovedenza media o grave, sordità, gravi disabilità secondo la Legge 104/1992, minori con indennità di frequenza o accompagnamento, e altre invalidità legate al lavoro o al servizio.

I criteri minimi per accedere all’ADI sono basati su queste condizioni. Il beneficio economico viene determinato attraverso una scala di equivalenza, che considera i membri della famiglia in una delle condizioni elencate, ma anche quelli che svolgono funzioni di cura, soprattutto se ci sono minori di 3 anni, 3 o più figli minorenni, o componenti con disabilità o non autosufficienti.

Come calcolare l’Assegno di inclusione? Ecco i parametri della scala di equivalenza e alcuni pratici esempi per sapere l’importo del vostro Assegno.

Requisiti ISSE per l’ADI

L’Assegno di Inclusione, a differenza del Reddito di Cittadinanza, ha un limite ISEE fisso di massimo 9360 euro per l’accesso.

L’ISEE è il normale, tranne che per i nuclei con minori, per i quali le formule di calcolo sono leggermente diverse.

Quindi, il primo punto da tenere presente è che se il reddito del tuo nucleo familiare supera i 9360 euro di ISEE, non avrai diritto all’Assegno di Inclusione.

Assegno di inclusione e servizi sociali
Assegno di inclusione e servizi sociali. Nella foto: una donna con la sua bambina ai servizi sociali.

Requisiti di reddito per l’ADI

La concessione dell’ADI dipende principalmente dalla componente reddituale del nucleo familiare, diventando più significativa rispetto al precedente RdC.

Il limite massimo di reddito annuo è di 6.000 euro, ma può essere superato in alcune condizioni.

Se tutti i membri del nucleo familiare hanno almeno 67 anni o sono in condizioni di disabilità o non autosufficienza, il limite è elevato a 7.560 euro annui, moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza.

La scala di equivalenza prevede punteggi diversi per i vari componenti del nucleo, come ad esempio 1 per il primo membro, 0,50 per ogni componente con disabilità o non autosufficienza, 0,40 per quelli sopra i 60 anni, e così via.

Ad esempio, un genitore, un genitore oltre i 60 anni e un figlio con disabilità avrebbero un punteggio totale di 1,90, moltiplicato per la soglia di reddito base di 6.000 euro, porterebbe a un limite di 11.400 euro.

Il massimo complessivo ammesso sulla scala di equivalenza è 2,2, aumentato a 2,3 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

I componenti maggiorenni senza disabilità o disagio non influenzano la scala di equivalenza, quindi non aumentano il limite di reddito.

Nel calcolo del reddito e nella determinazione dell’importo dell’ADI, non vengono considerate le provvidenze assistenziali per la disabilità, come pensioni, indennità o assegni per minorazioni civili, né altri contributi regionali o locali.

Sono invece inclusi nel calcolo le pensioni previdenziali, comprese quelle di reversibilità e per invalidità previdenziale.

Assegno di inclusione e lavoro: come funziona la nuova misura post Reddito di Cittadinanza e chi potrà richiederla.

Requisiti patrimoniali per l’ADI

Per ottenere l’Assegno di inclusione (ADI), è importante conoscere i limiti di patrimonio immobiliare e mobiliare.

Il patrimonio immobiliare totale, considerato per l’ISEE, non deve superare i 30.000 euro, calcolato sottraendo il valore IMU della casa di abitazione fino a un massimo di 150.000 euro.

Per il patrimonio mobiliare, che riguarda l’intero nucleo familiare, ci sono limiti diversi:

Questi massimali possono essere incrementati per i componenti con disabilità:

Per esempio, una famiglia composta da marito e moglie con un componente con indennità di accompagnamento avrà un limite patrimoniale di 15.500 euro. Un nucleo familiare con un componente con disabilità grave avrà un limite di 17.500 euro.

Nel computo del patrimonio, vengono considerati anche i veicoli. Nessun componente della famiglia può essere proprietario o avere la piena disponibilità di veicoli con cilindrata superiore a 1600 cc (auto) o 250 cc (moto), immatricolati nei 36 mesi precedenti la richiesta, a meno che non siano veicoli agevolati fiscalmente per le persone con disabilità.

Assegno di inclusione a più persone in famiglia? Scopriamolo insieme.

Importo dell’ADI

L’importo dell’assegno varia, ma in generale, include un contributo fino a 6.000 euro all’anno per l’integrazione del reddito familiare.

Questo importo aumenta a 7.560 euro all’anno se il nucleo familiare è composto interamente da persone di età pari o superiore a 67 anni o da persone anziane e altri familiari con gravi disabilità o non autosufficienza.

Gli importi massimi sono erogati in caso di assenza totale di reddito e diminuiscono man mano che il reddito familiare si avvicina alla soglia prevista.

Ad esempio, se la soglia è di 11.400 euro e il nucleo familiare ha già un reddito di 7.000 euro, l’assegno sarà di 4.400 euro per raggiungere la soglia.

Il beneficio minimo garantito è di 480 euro all’anno (40 euro al mese). Inoltre, è possibile ottenere un contributo per l’affitto dell’abitazione, pari al canone annuo registrato nel contratto di locazione, fino a un massimo di 3.360 euro all’anno, o 1.800 euro all’anno se il nucleo familiare è composto interamente da persone di età pari o superiore a 67 anni o da persone anziane e altri familiari con gravi disabilità o non autosufficienza.

L’assegno è erogato mensilmente per un massimo di 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 12 mesi, previa sospensione di un mese. Alla scadenza dei periodi di rinnovo, è sempre prevista una sospensione di un mese.

Scopri se l’Assegno Unico spetta in automatico a chi riceve l’Assegno di inclusione o se va presentata una domanda.

Come presentare domanda per l’ADI

Per ottenere l’Assegno di Inclusione, devi presentare la domanda all’INPS. Puoi farlo online sul sito dell’INPS con SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica, oppure presso patronati autorizzati o Centri di Assistenza Fiscale.

Dopo aver presentato la domanda, i dati saranno disponibili sulla piattaforma SIISL. Successivamente, devi registrarti su SIISL, sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) per il tuo nucleo familiare e autorizzare la trasmissione dei dati alle autorità competenti.

I dati vengono inviati automaticamente al servizio sociale del tuo comune di residenza per valutare i bisogni e attivare eventuali sostegni.

FAQ sull’Assegno di inclusione e servizi sociali

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Cosa sono i servizi sociali?

I servizi sociali sono programmi e interventi che forniscono supporto e assistenza a individui e comunità per migliorare la qualità della vita. Questi servizi possono coprire una vasta gamma di bisogni, tra cui assistenza economica, servizi sanitari, alloggio, istruzione e supporto emotivo.

Chi ha diritto ai servizi sociali?

I diritti ai servizi sociali dipendono spesso dal reddito, dallo stato di salute, dalla situazione familiare e da altri fattori. Le persone in condizioni di disagio economico, disoccupate, anziane, disabili o con bisogni speciali sono spesso tra coloro che possono beneficiare di tali servizi.

Dove si trovano i servizi sociali?

In Italia, i servizi sociali sono gestiti a livello comunale. Pertanto, la posizione esatta dei servizi sociali può variare da comune a comune. Tuttavia, in genere, è possibile trovare i servizi sociali presso gli uffici comunali o gli uffici dei servizi sociali del proprio comune di residenza.

Per ottenere informazioni specifiche sulla posizione e i contatti dei servizi sociali nella tua zona, ti consigliamo di contattare direttamente l’ufficio comunale del tuo comune di residenza. Puoi cercare il numero di telefono dell’ufficio comunale sul sito web del comune o nelle pagine gialle locali. In alternativa, potresti recarti di persona presso l’ufficio comunale e chiedere informazioni direttamente al personale.

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