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Home / Assegno di inclusione » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Assegno di inclusione e Supporto alla formazione: cambiano?

Assegno di inclusione e Supporto alla formazione: cambiano?

Assegno di inclusione e Supporto alla formazione e al lavoro: sono in arrivo possibili modifiche.

di Alda Moleti

Novembre 2023

In questo articolo vedremo come potrebbero cambiare Assegno di inclusione e Supporto alla formazione e al lavoro, dopo le affermazioni del Ministro Calderone (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cosa accadrà dopo la fine del Reddito di cittadinanza?

Il Reddito di cittadinanza verrà completamente eliminato entro il 2024 e l’ultima mensilità erogata per tutti i beneficiari sarà quella di dicembre 2023.

La prestazione sarà rimpiazzata dall’Assegno di inclusione e dal Supporto per la formazione e il lavoro, due misure la cui normativa è già stata delineata nel Decreto Lavoro.

L’Assegno di inclusione (Adi), operativo dal 1° gennaio 2024, mira a fornire sostegno economico e promuovere l’inclusione professionale e sociale. Destinato a individui in situazioni di fragilità, coinvolge nuclei familiari con membri disabili, minorenni, anziani o in condizioni svantaggiate, impegnati in percorsi di assistenza con i servizi sociali.

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Il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), invece, rivolto a individui tra i 18 e i 59 anni, offre supporto nella ricerca di nuove opportunità lavorative attraverso programmi formativi mirati.

Il Ministro Calderone ha sottolineato però come il mercato del lavoro sia in costante evoluzione e che il modello attuale di sostegno non è esente da possibili modifiche future, soprattutto in risposta ai cambiamenti degli scenari. Del resto, l’intervento sul Reddito di cittadinanza è stato necessario a causa del fallimento della politica attiva nel favorire l’inclusione lavorativa dei beneficiari.

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Come cambiano l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro?

Chiariamo subito che non è previsto nessun cambiamento rispetto al funzionamento dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, cioè in relazione ai requisiti o gli importi offerti dalle due prestazione.

Semplicemente, il Governo mira a fare in modo che le due misure fungano effettivamente da strumento di inserimento nel mondo del lavoro.

L’accesso al mondo del lavoro, ha sottolineato il Ministro, non si esaurisce con il Reddito di cittadinanza e misure alternative. Calderone ha evidenziato che solo il 40% degli occupabili usciti dal Reddito di cittadinanza ha richiesto il Sfl, suggerendo la necessità di altri canali di reinserimento lavorativo.

Di conseguenza, lo ripetiamo, i cambiamenti non riguarderanno la normativa in senso stretto delle due prestazioni. Soltanto dovranno essere implementati gli strumenti volti a far si che chi riceve i sussidi possa trovare lavoro. In che modo questo si concretizzerà non è ancora chiaro.

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L’articolo 4, comma 1 del Decreto Lavoro.

Quando scade il Reddito di cittadinanza?

Al termine del Reddito di cittadinanza, le prospettive si orientano verso l’introduzione di due nuove misure, l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, come sostituti previsti dal Decreto Lavoro.

L’Assegno di inclusione, programmato per entrare in vigore il 1° gennaio 2024, sarà riservato esclusivamente ai nuclei familiari che soddisfano specifici requisiti. Questo beneficio mira a supportare le famiglie con almeno un membro in situazioni di fragilità, come disabilità, minore età, anzianità o gravi disagi bio-psico-sociali.

Parallelamente, il Supporto per la formazione e il lavoro è attivo dal 1° settembre 2023 e indirizzato ai nuclei familiari non idonei all’Assegno di inclusione. Questo sostegno sarà dedicato a famiglie con membri tra i 18 e i 59 anni, senza condizioni di disabilità.

Come funziona l’Assegno di Inclusione

L’Assegno di inclusione sarà attivo dal 2024 e funzionerà con un meccanismo simile al Reddito di cittadinanza, dove l’importo è basato sulla composizione del nucleo familiare.

I requisiti reddituali per accedere all’Assegno di inclusione saranno in linea con quelli del Reddito di cittadinanza, con un limite massimo di reddito ISEE annuo di 9.360 euro.

Gli importi dell’Assegno di inclusione variano ed è prevista una quota extra per le famiglie che vivono in una casa in affitto. Tuttavia, le somme in alcuni casi saranno inferiori al Reddito di cittadinanza, poiché gli adulti non disabili e sotto i 60 anni non influenzeranno più l’assegno.

I beneficiari riceveranno un importo mensile tramite una carta ricaricabile. Per dettagli specifici su importi e requisiti è possibile consultare l’articolo dedicato all’Assegno di inclusione.

Come funziona il Supporto per la formazione e il lavoro:

Il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) attivo dal 1° settembre 2023 è disponibile per coloro che hanno diritto al Reddito di cittadinanza per soli 7 mesi nel 2023. Questa misura si rivolge gli individui esclusi dall’Assegno di inclusione e che rispettano determinati requisiti:

L’importo del Supporto per la formazione e il lavoro è di 350 euro al mese, erogati per un massimo di 12 mesi. Per informazioni più dettagliate, è possibile consultare l’articolo dedicato al Sfl.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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