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Home / Assegno di inclusione » Bonus e Incentivi / Assegno di inclusione: quanti figli per il carico di cura

Assegno di inclusione: quanti figli per il carico di cura

Come funziona il concetto di carico di cura ai fini dell'Assegno di inclusione? Ecco tutto ciò che c'è da sapere.

di Marco Cagiano

Maggio 2024

L’Assegno di inclusione è “una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”. Per determinare il diritto a questo sussidio e la somma mensile, capiamo come funziona per i figli intesi come carichi di cura (la classica definizione di “figlio a carico”). Ecco tutto ciò che c’è da sapere (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e figli per il carico di cura, ecco come funziona

L’Assegno di inclusione è una misura relativamente nuova, in quanto è attivo solo dall’inizio di gennaio 2024, anche se si può fare domanda da dicembre 2023. In particolare, possono richiederlo le famiglie in cui vi sia almeno un componente:

Il concetto di carico di cura, si attiva quando c’è un componente della famiglia con:

Come si può intuire, si tratta di membri del nucleo familiare che per diverse motivazioni non sono indipendenti e hanno quindi bisogno di cure e attenzioni. Vale naturalmente per figli molto piccoli, cioè con meno di tre anni di età, o in caso di tre o più figli minorenni o ancora in caso di membro con disabilità.

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Questa composizione del nucleo familiare impatta poi sul calcolo del coefficiente della scala di equivalenza, un numero che permette di capire anche quale importo spetta.

Si può arrivare anche a oltre 1400 euro al mese, come spiega questo video di approfondimento sugli importi dell’Assegno di inclusione:

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Assegno di inclusione e carichi di cura: le conseguenze

Come abbiamo già accennato la questione dei carichi di cura non interviene solo nel definire se si ha diritto all’Assegno di inclusione e sul suo importo, ma anche su una serie di conseguenze che vanno considerate con molta attenzione.

Infatti, bisogna tener presente che lo scopo della misura è quello del reinserimento lavorativo, cioè del trovare un’occupazione ai membri familiari che concretamente possono farlo. Ciò esclude evidentemente i minorenni, i membri con disabilità, ma anche chi se ne deve occupare, cioè esattamente il concetto dei carichi di cura.

Da normativa, sono esclusi dagli obblighi di partecipazione al percorso:

Assegno di inclusione 2024: quali requisiti bisogna rispettare?

Per ottenere l’Adi, bisogna presentare domanda e, soprattutto, rispettare diversi requisiti. A partire dai seguenti requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza secondo cui il richiedente deve essere alternativamente in condizione di:

I requisiti economici da rispettare sono invece i seguenti:

Il rispetto dei requisiti è ovviamente l’elemento fondamentale per poter accedere alla misura, ma anche per poterla mantenere nel tempo.

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Assegno di inclusione e figli per il carico di cura. In foto: bambina che sorride.

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

L’Adi si può accumulare?

Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.

Come si calcola l’Adi?

Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Come funziona la scala di equivalenza?

Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Quanto dura l’Adi?

Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza, infatti anche in questo caso l’obiettivo è il reinserimento lavorativo.

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