Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Assegno di inclusione » Bonus e Incentivi / Assegno di inclusione con genitori non conviventi

Assegno di inclusione con genitori non conviventi

Scopri qual è la relazione tra i due concetti Assegno di inclusione e genitori non conviventi e come funziona con l'ISEE.

di Antonio Dello Iaco

Marzo 2024

Come cambia l’Assegno di inclusione e genitori non conviventi? Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto a questa e ad altre domande con apposite circolari e integrazioni alla normativa, come nel caso che vedremo in questo articolo (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e genitori non conviventi: cosa succede

Per calcolare l’Assegno di inclusione vengono utilizzati diversi parametri. Tra questi c’è l’ISEE che, qualora dovesse essere troppo alto, non darebbe la possibilità di accedere all’incentivo. È fondamentale quindi controllare bene la propria situazione reddituale prima di inoltrare la richiesta di sussidio.

In particolare, come spiega il Ministero del Lavoro, il genitore che non è convivente nel nucleo familiare, non è coniugato con l’altro genitore, ma che ha riconosciuto il figlio, viene considerato parte del nucleo familiare del figlio. Tuttavia ci sono delle eccezioni che si verificano quando si presentano uno dei seguenti cinque casi:

  1. il genitore non convivente è sposato con una persona diversa dall’altro genitore;
  2. il genitore che non è convivente ha uno o più figli con una persona diversa dall’altro genitore;
  3. l’autorità giudiziaria ha stabilito, con un apposito provvedimento, il versamento di assegni periodici per il mantenimento dei figli da parte di uno dei genitori;
  4. sussiste l’esclusione dalla potestà sui figli o è stato adottato, secondo l’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  5. in sede di giudizio o in seguito a verifiche condotte dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali, viene accertata l’assenza di rapporti affettivi ed economici tra il genitore non convivente e il minore.

ISEE e genitori non conviventi: la componente addizionale

Il reddito ISEE può essere integrato con una componente addizionale. Si tratta di un valore calcolato sulla base della situazione economica del genitore non convivente e secondo le modalità indicate nell’allegato 2, comma 2, del DPCM numero 159 del 2013.

Acquista la nostra Guida Completa sull’Assegno di Inclusione 2024 con risposte a oltre 100 domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Si ricorre a questo fattore aggiuntivo solo al verificarsi dei primi due casi indicati nel paragrafo precede e quindi, in situazioni nelle quali:

Come si calcola la componente addizionale ISEE?

A spiegarci come si calcola la componente aggiuntiva ai fini dell’Indicatore della situazione economica equivalente è, come dicevamo prima, il DPCM 159/2013. All’interno del comma 2 dell’allegato 2 si legge che si ottiene questo valore secondo le seguenti modalità:

ASSEGNO DI INCLUSIONE, CARTA ACQUISTI e DEDICATA A TE in arrivo, scadenze e nuova ricarica marzo

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Come il reddito ISEE influisce sull’Assegno di inclusione: figli maggiorenni

Ai fini del calcolo dell’aiuto finanziario, bisogna anche valutare la situazione dei figli a carico. In caso di presenza di un maggiorenne che non convive nessuno dei due genitori fa parte di un nucleo familiare diverso.

Fanno eccezione quelli che sono a loro carico ai fini IRPEF che invece fanno capo al nucleo dei propri genitori.

Qualora i due genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne fa parte del nucleo di uno dei due genitori solo se a carico IRPEF di entrambi. A scegliere a quale dei due nuclei appartenere è stesso il maggiorenne.

Una volta presa questa decisione, il genitore dichiarante deve acquisire la volontà del figlio maggiorenne su quale stato di famiglia vuole prendere come riferimento. Non è necessario aggiornare o rinnovare la documentazione, salvo cambiamenti di nucleo familiare.

Quando un figlio maggiorenne è a carico IRPEF dei genitori?

Di norma, al compimento della maggiore età, un figlio dovrebbe uscire dal nucleo familiare originario e, quindi, non dovrebbe più essere a carico dei propri genitori.

Tuttavia, ciò non avviene in automatico. Per la normativa italiana infatti, i figli maggiorenni sono considerati a carico IRPEF dei genitori solo se hanno redditi non superiori a 2.840,51 euro riportata nel Testo Unico delle imposte sui redditi.

Per la legge 205 del 2017, questo limite sale a 4.000 euro per i figli che non hanno oltre ventiquattro anni.

Assegno di inclusione con genitori non conviventi
L’immagine rappresenta il concetto di Assegno di inclusione e genitori non conviventi

FAQ sull’Assegno di inclusione

Quali sono le condizioni per mantenere l’Assegno di Inclusione?

Per mantenere l’Assegno di Inclusione, è necessario rispettare determinati obblighi e impegni stabiliti dalle normative vigenti.

Questi includono la partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa, la frequenza di incontri periodici con i servizi sociali o di assistenza fiscale, nonché l’aggiornamento costante delle informazioni relative alla situazione familiare e lavorativa.

Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare la sospensione o la revoca dell’Assegno.

Come richiedere l’Assegno di Inclusione?

La richiesta di questo aiuto finanziario avviene tramite modalità telematiche presso l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) o attraverso i patronati e i centri di assistenza fiscale convenzionati.

È fondamentale compilare correttamente tutti i moduli richiesti e fornire tutte le informazioni necessarie per valutare l’ammissibilità al beneficio.

Successivamente, è necessario seguire le indicazioni fornite dall’INPS riguardo alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale e all’adesione ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

A chi è destinato l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione è rivolto principalmente ai nuclei familiari che includono persone in situazioni particolarmente vulnerabili o svantaggiate.

Queste possono essere persone con disabilità, minori, anziani con almeno 60 anni di età o individui inseriti in programmi di assistenza sociale e sanitaria.

È importante che i nuclei familiari soddisfino specifici requisiti di cittadinanza, residenza, situazione economica e patrimoniale per poter accedere a questo beneficio.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp