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Home / Assegno di inclusione » Invalidità Civile / Assegno di inclusione: l’indennità di frequenza fa reddito?

Assegno di inclusione: l’indennità di frequenza fa reddito?

Assegno di inclusione e indennità di frequenza sono compatibili? L’indennità viene conteggiata ai fini del calcolo del limite ISEE per il diritto al sussidio? Rispondiamo in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Marzo 2024

Parliamo di Assegno di inclusione e indennità di frequenza (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione e indennità di frequenza sono compatibili?

Sì, Assegno di inclusione e indennità di frequenza sono compatibili: l’assegno non fa reddito e come tale non va calcolato.

Il reddito familiare, però, include tutti i redditi del nucleo familiare, e deve essere confrontato con un limite di reddito per determinare l’ammissibilità all’Assegno di Inclusione.

Il DL 48/2023 specifica che nel calcolo del reddito familiare vanno inclusi tutti i trattamenti in corso di godimento, tranne quelli non sottoposti alla prova dei mezzi.

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È quindi necessario conoscere tutti i redditi dei membri della famiglia per avere certezze. Tuttavia, non ci sono restrizioni di compatibilità.

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Assegno di inclusione e indennità di frequenza: cosa viene conteggiato nel reddito familiare

Per avere diritto all’Assegno di Inclusione (ADI), sono conteggiati nel reddito familiare:

Sono invece esclusi:

Assegno di inclusione e carico di cura: vediamo cosa si intende per “carico di cura” e in quali casi spetta l’aumento dell’importo del sussidio.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=OiQcYeg6QFM?si=DOUNHPRg8QesSB1m&w=560&h=315]

Quale percentuale di invalidità per l’Assegno di inclusione

Per capire la percentuale necessaria per l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza, si prende come riferimento il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159.

Questo decreto parla di tre gradi di invalidità, gli stessi a cui si riferisce il Decreto lavoro e con cui si può richiedere l’Assegno di inclusione (Adi) per persone disabili: invalidità media, grave e gravissima.

Con l’invalidità media e grave si ottiene l’importo base destinato con l’ADI, mentre con un’invalidità gravissima è previsto un aumento. Parleremo di tutto questo tra poco, prima però guarda la tabella sotto, che è la stessa inserita nell’allegato 3 nel decreto 159/2913 e che riporta le caratteristiche della disabilità media, grave e gravissima:

CategorieDisabilità mediaDisabilità graveNon autosufficienza (disabilità gravissima)
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67     Invalidi civili minori di età                 Invalidi civili over 65 (dal 2019 over 67)           Ciechi civiliInvalidi 67-99%         Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza)    
Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99%     Articolo 4 Legge 138/2001
Inabili totali        
Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età        
Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100%     Ciechi civili parziali
Cittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento  
Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento             Cittadini
Over 67 con diritto all’indennità di accompagnamento         Ciechi civili assoluti
Sordi civiliInvalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesicaSordi pre-linguali 
INPSInvalidiInabiliInabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INAILInvalidi sul lavoro 50-79%
– Invalidi sul lavoro 35-59%
– Invalidi sul lavoro 80-100%
– Invalidi sul lavoro -59%
Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INPS gestione ex INPDAPInabili alle mansioniInabili 
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerraInvalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con diritto all’assegno di super invalidità
Handicap Handicap in situazione di gravità 
Tabella contenuta nell’allegato 3 del decreto 159/2013 e a cui si fa riferimento per l’Assegno di inclusione e invalidità civile.

Come vedi, i minori che percepiscono solo indennità di frequenza rientrano nella categoria delle persone con disabilità media.

Ma la percentuale di invalidità non è l’unico requisito da soddisfare per richiedere l’Assegno di inclusione per persone disabili. Vediamo quali sono gli altri requisiti.

Importo dell’Assegno di inclusione per persone con disabilità: perché in alcuni casi non si applicano gli aumenti e si arriva a prendere meno 500 euro al mese? Cerchiamo di capire come si calcola l’importo del sussidio e da cosa dipende il suo valore.

Requisiti per l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza

Per richiedere l’Assegno di inclusione è necessario rispettare anche altri requisiti, che riguardano il reddito, il patrimonio e il tenore di vita.

Nella tabella che segue ti riassumiamo questi requisiti e li paragoniamo con l’uscente Reddito di cittadinanza:

Requisiti per l’Assegno di inclusione
Valore ISEE
Non superiore a 9.360 euro
Valore del patrimonio immobiliare
Non superiore a 30.000 euro
Valore del patrimonio mobiliare
Non superiore a 6.000 euro per chi abita da solo. Incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10mila euro: 1000 euro per ogni figlio ulteriore al secondo; 5000 euro in caso di figli con disabilità media; 7.500 euro in caso di figli con disabilità grave.
Valore del reddito familiare
Non superiore a 6.000 euro annui, soglia moltiplicata per il corrispondente parametro di equivalenza
Tenore di vita dei membri della famiglia
Componenti: non intestatari di autoveicoli nei 36 mesi precedenti alla richiesta del Rdc (esclusi quelli con agevolazioni fiscali per persone con disabilità);non intestatari di navi e imbarcazioni di diporto;non sottoposti a misura cautelare e personale
Requisiti di residenza
Risiedere da almeno 5 anni in Italia
Tabella con i requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza

Assegno di inclusione e persone con disabilità sole: le persone con disabilità che vivono da sole, ma sono ancora considerate fiscalmente a carico dei genitori, rischiano di essere ingiustamente escluse dal sussidio. Scopri perché.

Come si calcola l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza

Se tuo figlio o tua figlia percepisce indennità di frequenza e hai diritto all’Assegno di inclusione, l’importo che riceverai dipende dalla scala di equivalenza, stabilita dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge n. 48/2023.

Questa scala varia da 1 a un massimo di 2,3, aumentando ulteriormente a 2,3 se ci sono membri con disabilità grave o non autosufficienza.

Assegno-di-inclusione-con-3-figli-scala
La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione spiegata sul sito del Ministero del Lavoro.

Ecco come funziona il calcolo:

Non vengono conteggiati nella scala di equivalenza i membri del nucleo familiare che risiedono in strutture a totale carico pubblico o durante periodi di interruzione della residenza in Italia per gravi motivi di salute.

Il parametro della scala di equivalenza per i carichi di cura si applica a un solo componente del nucleo familiare (circolare INPS n. 105/2023).

La formula per calcolare l’importo è:

Composizione del nucleo familiareParametro applicatoSoglia di reddito in euro annui
Nucleo di un adulto in condizione di disabilità16.000
Nucleo di due adulti di cui uno in condizioni di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza1,307.800
Nucleo con due adulti e due figli minori sopra i tre anni1,307.800
Nucleo con due figli minori di cui uno sotto i tre anni1,7010.200
Nucleo con due adulti e tre figli minori1,8010.800
Nucleo con due adulti e un figlio minore disabile1,9011.400
Assegno di inclusione: parametro della scala di equivalenza applicato e soglia del reddito in base alla composizione del nucleo familiare

Riceverai l’assegno ogni mese per un massimo di 18 mesi, con la possibilità di rinnovare per un ulteriore anno dopo una sospensione di un mese.

L’importo sarà erogato tramite la “Carta di inclusione“, da ritirare presso gli uffici postali.

Assegno di inclusione per persone con disabilità e rinnovo: cerchiamo di capire dopo quanto deve essere rinnovato il sussidio, per quante volte e cosa potrebbe accadere dopo 30 mesi.

Assegno di inclusione e indennità di frequenza
Assegno di inclusione e indennità di frequenza. Nella foto: blocco note con un punto interrogativo e una penna.

Esempi di calcolo dell’Assegno di inclusione e indennità di frequenza

In base alla formula per il calcolo dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile che percepisce indennità di frequenza riportata nel precedente paragrafo, facciamo un esempio pratico.

Immaginiamo quindi di dover calcolare l’Assegno di inclusione di una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità.

Si parte sempre da un numero che è 6000 euro, che poi si va a moltiplicare al parametro della scala di equivalenza.

La scala di equivalenza ci dice che per una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità, il parametro applicato è di 1,90.

Dobbiamo quindi moltiplicare 6000 euro per 1,90:

Da questa somma, si deve poi togliere, se presente, il reddito familiare. Quindi, ipotizziamo che la famiglia ha un reddito di 3000 euro annui:

A questo punto si divide 8.400 euro x 12:

Questo è l’importo mensile dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile che percepisce indennità di frequenza, per una famiglia che ha un reddito annuo di 3000 euro.

Ovviamente, se non c’è un reddito, non va sottratto nulla a 11.400. Quindi l’importo sarà il seguente:

Se in questo nostro esempio, poi, la famiglia con un figlio disabile paga l’affitto, all’importo mensile dell’Assegno di inclusione si aggiunge anche l’importo per l’affitto fino a un massimo di 280 euro, se in famiglia ci sono persone che hanno meno di 67 anni.

Se le persone che compongono il nucleo familiare sono tutte più anziane di 67 anni o sono tutte non autosufficienti, allora l’importo dell’affitto si riduce.

Scopri come funziona nel dettaglio l’Assegno di inclusione e affitto.

Come presentare domanda per l’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione e indennità di frequenza va richiesto all’INPS. Per presentare la domanda dovrai seguire questo iter:

sottoscrivere il patto di attivazione digitale, cioè iscriverti al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), che garantisce l’interazione tra diverse banche dati e aiuti INPS e forze dell’ordine nei controlli;

aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa (patto di servizio personalizzato). Il percorso viene definito nell’ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti.  Il patto di servizio personalizzato può essere coordinato con i percorsi formativi previsti dal Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Programma GOL), di cui alla Missione M5, componente C1, del Piano nazionale per la ripresa e resilienza PNRR.

Ovviamente, non ha l’obbligo di aderire al percorso lavorativo la persona disabile considerata “inoccupabile”, a meno che non richieda essa stessa di parteciparne.

Devono farlo, invece, tutti gli altri componenti del nucleo familiare con un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, considerati “occupabili”.

Se non lo fanno, si rischia di perdere il diritto all’Assegno di inclusione per persone disabili, così come il sussidio verrà revocato se uno dei componenti del nucleo rifiuta già la prima offerta di lavoro congrua.

I nuclei familiari che intendono fare richiesta per l’Assegno di inclusione, al momento della domanda e per tutta la fruizione del sussidio, devono possedere una serie di requisiti, altrimenti vengono esclusi dalla misura.

FAQ sull’Assegno di inclusione per persone disabili

Quanto dura l’Assegno di inclusione per persone disabili?

L’Assegno di inclusione per persone disabili viene riconosciuto per un periodo di 18 mesi e può essere rinnovato al termine di tale periodo, previa sospensione di un mese, per altri 12 mesi. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che l’assegno non ha una durata illimitata e può essere sospeso o revocato in determinate circostanze, come ad esempio nel caso in cui le condizioni della persona disabile cambino o migliorino in modo significativo.

Cos’è la scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione per persone disabili?

La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione per persone disabili rappresenta un parametro utilizzato per determinare l’ammontare dell’assegno stesso. La scala di equivalenza tiene conto della composizione del nucleo familiare della persona disabile e tiene conto di vari fattori, come ad esempio il numero di componenti e le eventuali situazioni di disagio economico.

In base alla scala di equivalenza, vengono attribuiti dei coefficienti che vengono moltiplicati per l’importo di base dell’assegno, al fine di calcolare l’importo effettivo che sarà corrisposto alla persona disabile.

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