Parliamo di Assegno di inclusione e indennità di frequenza - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
Indice
Assegno di inclusione e indennità di frequenza sono compatibili?
Sì, Assegno di inclusione e indennità di frequenza sono compatibili: l’assegno non fa reddito e come tale non va calcolato.
Il reddito familiare, però, include tutti i redditi del nucleo familiare, e deve essere confrontato con un limite di reddito per determinare l’ammissibilità all’Assegno di Inclusione.
Il DL 48/2023 specifica che nel calcolo del reddito familiare vanno inclusi tutti i trattamenti in corso di godimento, tranne quelli non sottoposti alla prova dei mezzi.
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È quindi necessario conoscere tutti i redditi dei membri della famiglia per avere certezze. Tuttavia, non ci sono restrizioni di compatibilità.
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Assegno di inclusione e indennità di frequenza: cosa viene conteggiato nel reddito familiare
Per avere diritto all’Assegno di Inclusione (ADI), sono conteggiati nel reddito familiare:
- le pensioni in corso (dirette e indirette) con decorrenza successiva al periodo di riferimento ISEE;
- i compensi di lavoro sportivo dilettantistico fino all’importo complessivo di 15.000 euro annui.
Sono invece esclusi:
- arretrati;
- misure di sostegno di carattere straordinario, aggiuntive all’ADI, nell’ambito del progetto personalizzato;
- maggiorazioni compensative a livello regionale per le componenti aggiuntive all’ADI;
- riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
- erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute;
- buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.
Assegno di inclusione e carico di cura: vediamo cosa si intende per “carico di cura” e in quali casi spetta l’aumento dell’importo del sussidio.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=OiQcYeg6QFM?si=DOUNHPRg8QesSB1m&w=560&h=315]Quale percentuale di invalidità per l’Assegno di inclusione
Per capire la percentuale necessaria per l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza, si prende come riferimento il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159.
Questo decreto parla di tre gradi di invalidità, gli stessi a cui si riferisce il Decreto lavoro e con cui si può richiedere l’Assegno di inclusione (Adi) per persone disabili: invalidità media, grave e gravissima.
Con l’invalidità media e grave si ottiene l’importo base destinato con l’ADI, mentre con un’invalidità gravissima è previsto un aumento. Parleremo di tutto questo tra poco, prima però guarda la tabella sotto, che è la stessa inserita nell’allegato 3 nel decreto 159/2913 e che riporta le caratteristiche della disabilità media, grave e gravissima:
| Categorie | Disabilità media | Disabilità grave | Non autosufficienza (disabilità gravissima) |
| Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67 Invalidi civili minori di età Invalidi civili over 65 (dal 2019 over 67) Ciechi civili | Invalidi 67-99% Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza) Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99% Articolo 4 Legge 138/2001 | Inabili totali Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% Ciechi civili parziali | Cittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento Cittadini Over 67 con diritto all’indennità di accompagnamento Ciechi civili assoluti |
| Sordi civili | Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica | Sordi pre-linguali | |
| INPS | Invalidi | Inabili | Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa |
| INAIL | – Invalidi sul lavoro 50-79% – Invalidi sul lavoro 35-59% | – Invalidi sul lavoro 80-100% – Invalidi sul lavoro -59% | Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa |
| INPS gestione ex INPDAP | Inabili alle mansioni | Inabili | |
| Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra | Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 | Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 | Invalidi con diritto all’assegno di super invalidità |
| Handicap | Handicap in situazione di gravità |
Come vedi, i minori che percepiscono solo indennità di frequenza rientrano nella categoria delle persone con disabilità media.
Ma la percentuale di invalidità non è l’unico requisito da soddisfare per richiedere l’Assegno di inclusione per persone disabili. Vediamo quali sono gli altri requisiti.
Importo dell’Assegno di inclusione per persone con disabilità: perché in alcuni casi non si applicano gli aumenti e si arriva a prendere meno 500 euro al mese? Cerchiamo di capire come si calcola l’importo del sussidio e da cosa dipende il suo valore.
Requisiti per l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza
Per richiedere l’Assegno di inclusione è necessario rispettare anche altri requisiti, che riguardano il reddito, il patrimonio e il tenore di vita.
Nella tabella che segue ti riassumiamo questi requisiti e li paragoniamo con l’uscente Reddito di cittadinanza:
| Requisiti per l’Assegno di inclusione |
| Valore ISEE |
| Non superiore a 9.360 euro |
| Valore del patrimonio immobiliare |
| Non superiore a 30.000 euro |
| Valore del patrimonio mobiliare |
| Non superiore a 6.000 euro per chi abita da solo. Incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10mila euro: 1000 euro per ogni figlio ulteriore al secondo; 5000 euro in caso di figli con disabilità media; 7.500 euro in caso di figli con disabilità grave. |
| Valore del reddito familiare |
| Non superiore a 6.000 euro annui, soglia moltiplicata per il corrispondente parametro di equivalenza |
| Tenore di vita dei membri della famiglia |
| Componenti: non intestatari di autoveicoli nei 36 mesi precedenti alla richiesta del Rdc (esclusi quelli con agevolazioni fiscali per persone con disabilità);non intestatari di navi e imbarcazioni di diporto;non sottoposti a misura cautelare e personale |
| Requisiti di residenza |
| Risiedere da almeno 5 anni in Italia |
Assegno di inclusione e persone con disabilità sole: le persone con disabilità che vivono da sole, ma sono ancora considerate fiscalmente a carico dei genitori, rischiano di essere ingiustamente escluse dal sussidio. Scopri perché.
Come si calcola l’Assegno di inclusione e indennità di frequenza
Se tuo figlio o tua figlia percepisce indennità di frequenza e hai diritto all’Assegno di inclusione, l’importo che riceverai dipende dalla scala di equivalenza, stabilita dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge n. 48/2023.
Questa scala varia da 1 a un massimo di 2,3, aumentando ulteriormente a 2,3 se ci sono membri con disabilità grave o non autosufficienza.

Ecco come funziona il calcolo:
- 0,50 per ogni componente con disabilità o non autosufficiente, anche minore;
- 0,40 per ogni componente sopra i 60 anni;
- 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
- 0,30 per ogni adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e in programmi di cura certificati;
- 0,15 per ogni minore fino a due anni;
- 0,10 per ogni ulteriore minore.
Non vengono conteggiati nella scala di equivalenza i membri del nucleo familiare che risiedono in strutture a totale carico pubblico o durante periodi di interruzione della residenza in Italia per gravi motivi di salute.
Il parametro della scala di equivalenza per i carichi di cura si applica a un solo componente del nucleo familiare (circolare INPS n. 105/2023).
La formula per calcolare l’importo è:
- [(valore soglia del reddito familiare – reddito familiare + canone di locazione)]:12
| Composizione del nucleo familiare | Parametro applicato | Soglia di reddito in euro annui |
| Nucleo di un adulto in condizione di disabilità | 1 | 6.000 |
| Nucleo di due adulti di cui uno in condizioni di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza | 1,30 | 7.800 |
| Nucleo con due adulti e due figli minori sopra i tre anni | 1,30 | 7.800 |
| Nucleo con due figli minori di cui uno sotto i tre anni | 1,70 | 10.200 |
| Nucleo con due adulti e tre figli minori | 1,80 | 10.800 |
| Nucleo con due adulti e un figlio minore disabile | 1,90 | 11.400 |
Riceverai l’assegno ogni mese per un massimo di 18 mesi, con la possibilità di rinnovare per un ulteriore anno dopo una sospensione di un mese.
L’importo sarà erogato tramite la “Carta di inclusione“, da ritirare presso gli uffici postali.
Assegno di inclusione per persone con disabilità e rinnovo: cerchiamo di capire dopo quanto deve essere rinnovato il sussidio, per quante volte e cosa potrebbe accadere dopo 30 mesi.

Esempi di calcolo dell’Assegno di inclusione e indennità di frequenza
In base alla formula per il calcolo dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile che percepisce indennità di frequenza riportata nel precedente paragrafo, facciamo un esempio pratico.
Immaginiamo quindi di dover calcolare l’Assegno di inclusione di una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità.
Si parte sempre da un numero che è 6000 euro, che poi si va a moltiplicare al parametro della scala di equivalenza.
La scala di equivalenza ci dice che per una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità, il parametro applicato è di 1,90.
Dobbiamo quindi moltiplicare 6000 euro per 1,90:
- 6000 x 1,90 = 11.400
Da questa somma, si deve poi togliere, se presente, il reddito familiare. Quindi, ipotizziamo che la famiglia ha un reddito di 3000 euro annui:
- 11.400 – 2000 = 8.400 euro
A questo punto si divide 8.400 euro x 12:
- 8.400/12 = 700 euro
Questo è l’importo mensile dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile che percepisce indennità di frequenza, per una famiglia che ha un reddito annuo di 3000 euro.
Ovviamente, se non c’è un reddito, non va sottratto nulla a 11.400. Quindi l’importo sarà il seguente:
- 11.400/12 = 950 euro.
Se in questo nostro esempio, poi, la famiglia con un figlio disabile paga l’affitto, all’importo mensile dell’Assegno di inclusione si aggiunge anche l’importo per l’affitto fino a un massimo di 280 euro, se in famiglia ci sono persone che hanno meno di 67 anni.
Se le persone che compongono il nucleo familiare sono tutte più anziane di 67 anni o sono tutte non autosufficienti, allora l’importo dell’affitto si riduce.
Scopri come funziona nel dettaglio l’Assegno di inclusione e affitto.
Come presentare domanda per l’Assegno di inclusione
L’Assegno di inclusione e indennità di frequenza va richiesto all’INPS. Per presentare la domanda dovrai seguire questo iter:
sottoscrivere il patto di attivazione digitale, cioè iscriverti al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), che garantisce l’interazione tra diverse banche dati e aiuti INPS e forze dell’ordine nei controlli;
aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa (patto di servizio personalizzato). Il percorso viene definito nell’ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. Il patto di servizio personalizzato può essere coordinato con i percorsi formativi previsti dal Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Programma GOL), di cui alla Missione M5, componente C1, del Piano nazionale per la ripresa e resilienza PNRR.
Ovviamente, non ha l’obbligo di aderire al percorso lavorativo la persona disabile considerata “inoccupabile”, a meno che non richieda essa stessa di parteciparne.
Devono farlo, invece, tutti gli altri componenti del nucleo familiare con un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, considerati “occupabili”.
Se non lo fanno, si rischia di perdere il diritto all’Assegno di inclusione per persone disabili, così come il sussidio verrà revocato se uno dei componenti del nucleo rifiuta già la prima offerta di lavoro congrua.
I nuclei familiari che intendono fare richiesta per l’Assegno di inclusione, al momento della domanda e per tutta la fruizione del sussidio, devono possedere una serie di requisiti, altrimenti vengono esclusi dalla misura.
FAQ sull’Assegno di inclusione per persone disabili
Quanto dura l’Assegno di inclusione per persone disabili?
L’Assegno di inclusione per persone disabili viene riconosciuto per un periodo di 18 mesi e può essere rinnovato al termine di tale periodo, previa sospensione di un mese, per altri 12 mesi. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che l’assegno non ha una durata illimitata e può essere sospeso o revocato in determinate circostanze, come ad esempio nel caso in cui le condizioni della persona disabile cambino o migliorino in modo significativo.
Cos’è la scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione per persone disabili?
La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione per persone disabili rappresenta un parametro utilizzato per determinare l’ammontare dell’assegno stesso. La scala di equivalenza tiene conto della composizione del nucleo familiare della persona disabile e tiene conto di vari fattori, come ad esempio il numero di componenti e le eventuali situazioni di disagio economico.
In base alla scala di equivalenza, vengono attribuiti dei coefficienti che vengono moltiplicati per l’importo di base dell’assegno, al fine di calcolare l’importo effettivo che sarà corrisposto alla persona disabile.
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