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Assegno di inclusione mensilità: quante me ne pagano

Assegno di inclusione e mensilità: quante sono? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Febbraio 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e mensilità e vedremo quanto dura questo sussidio (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e mensilità: quante sono?

L’Assegno di inclusione (Adi) è la prestazione, introdotta dal Decreto Lavoro, che nel 2024 ha preso il posto del Reddito di cittadinanza (Rdc). La prestazione è destinata però solo alle famiglie che rispettano determinate condizioni di reddito e che includono al loro interno almeno un membro in una delle seguenti categorie:

Nello specifico, al pari del Rdc, l’Assegno di inclusione rappresenta un contributo mensile che viene versato per 18 mesi ai beneficiari. Tuttavia, c’è la possibilità di ottenere altri due rinnovi e ricevere il sussidio per altri due cicli di 12 mesi ciascuno.

In ogni caso, dopo la scadenza, prima di poter rinnovare il beneficio è previsto un periodo di sospensione di un mese dai pagamenti.

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Ovvero, immaginando di aver ricevuto l’Adi per 18 mesi a partire da gennaio 2024 fino a giugno 2025, a luglio è possibile chiedere il rinnovo per altri 12 mesi. Tuttavia, ci sarà un mese di sospensione, in questo caso luglio 2025, in cui non si riceverà alcun accredito. I pagamenti riprenderanno solo ad agosto 2025 e saranno corrisposti per altri 12 mesi. Passati questi 12 mesi è possibile richiedere ancora un ultimo rinnovo per altri 12 mesi e tra un rinnovo e l’altro ci sarà sempre un mese di sospensione.

Quindi in conclusione è possibile ottenere l’Assegno di inclusione per un totale complessivo di 42 mesi, cioè 3 anni e mezzo.

Si tenga inoltre presente anche che i beneficiari dell’Assegno di inclusione sono comunque tenuti ogni anno solare a rinnovare l’ISEE, al fine di dimostrare che continuano a possedere i requisiti per ricevere l’Adi.

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Come chiedere il rinnovo dell’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione viene erogato per una durata massima iniziale di 18 mesi, al termine dei quali è possibile richiederne il rinnovo.

L’Assegno di inclusione non è infatti un beneficio che si rinnova in modo automatico ed è necessario inviare una domanda per continuare a ricevere il sussidio.

Se il beneficiario possiede ancora i requisiti, può inoltrare una nuova richiesta immediatamente dopo il mese di scadenza del beneficio, ma ci sarà comunque un mese di sospensione.

A seguito dell’accettazione della domanda di rinnovo, l’assegno verrà erogato per un altro anno sulla medesima Carta di pagamento già in uso. Il processo e i moduli per le domande di rinnovo sono identici a quelli previsti per le prime richieste.

Nello specifico, per inviare domanda di richiesta o rinnovo gli interessati devono collegarsi alla pagina dell’Adi sul sito dell’INPS e accedere utilizzando le proprie credenziali, che possono essere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Dopo l’accesso occorre compilare e inviare online il modulo di richiesta. Per ulteriori dettagli, consultate il nostro articolo su come richiedere l’Adi.

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In foto, la pagina dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Quali sono i requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione

Per richiedere o rinnovare l’Assegno di inclusione è necessario possedere una serie di requisiti elencati nel Decreto Lavoro (DL 48/2023, art. 2, comma 1), che sono i seguenti:

Quali sono gli obblighi per i percettori dell’Assegno di inclusione

Per mantenere il diritto all’Assegno di inclusione e ottenere tutte le 18 mensilità non basta possedere i requisiti ISEE, di reddito e patrimonio. I beneficiari sono infatti tenuti a rispettare anche degli obblighi, ad esempio devono partecipare a corsi e attività formative, che trovate ampiamente descritti in questo articolo di approfondimento sull’Adi.

Oltre a questo, i componenti del nucleo familiare beneficiario dell’Assegno di inclusione attivabili al lavoro sono tenuti ad accettare la prima offerta di lavoro “congrua”. Un’offerta di lavoro si definisce “congrua” quando rispetta le seguenti caratteristiche:

Quali sono gli importi dell’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione prevede un contributo mensile suddiviso in due parti, entrambe erogate sulla Carta di inclusione:

  1. La quota A, che integra il reddito della famiglia considerando sia la sua composizione che il livello di reddito.
  2. La quota B, destinata solo alle famiglie in affitto con un contributo finalizzato a coprire le spese di locazione.

Per informazioni più approfondite, è possibile consultare l’articolo specifico sugli importi dell’Assegno di inclusione.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

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