In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e modello ADI-com, per vedere quando è necessario presentare questo documento - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Assegno di inclusione e modello ADI-com: quando è necessario questo documento?
L’Assegno di inclusione (Adi) è compatibile con l’esercizio di un lavoro dipendente o autonomo. Tuttavia, quando si richiede l’Adi è obbligatorio comunicare all’INPS qualsiasi rapporto di lavoro esistente al momento della domanda. Questo si fa attraverso il modello ADI-Com ridotto, per i rapporti di lavoro non inclusi nell’ISEE annuale.
Diversamente, qualsiasi cambiamento nella situazione lavorativa mentre si percepisce l’Assegno di inclusione deve essere comunicato con il modello ADI-Com esteso.
Ad ogni modo, quando un membro del nucleo familiare beneficiario inizia un’attività lavorativa dipendente, d’impresa o autonoma, un aumento del reddito fino a 3.000 euro lordi annui non influisce sull’importo dell’Adi. Se invece il reddito supera questa soglia influisce sul calcolo del beneficio a partire dal mese successivo alla variazione.
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Per stabilire il limite di 3.000 euro, è necessario comunicare all’INPS il reddito presunto dall’attività lavorativa entro 30 giorni dall’inizio, sempre attraverso il modello ADI-Com esteso.
Se non viene comunicata nessuna variazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, l’erogazione dell’Assegno di inclusione viene sospesa fino alla regolarizzazione della situazione. Se la comunicazione non avviene entro 3 mesi, il diritto all’Adi decade.
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Requisiti da soddisfare per mantenere l’Assegno di inclusione
Come già detto, è possibile mantenere l’Assegno di inclusione pur esercitando un’attività lavorativa autonoma o un lavoro dipendente, a patto che il reddito totale della famiglia non superi il limite definito dalla normativa.
L’attività lavorativa può infatti influenzare l’importo percepito di Adi, portando a una rideterminazione del beneficio o alla sua decadenza se si superano certi limiti di reddito.
Nel dettaglio, anche se alcuni membri della famiglia lavorano, è necessario che l’intero nucleo familiare aderisca a specifici criteri per continuare a beneficiare dell’Assegno di inclusione, che sono questi:
- un valore dell’ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro;
- un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.000 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. La soglia di reddito familiare è invece fissata in 7.560 euro annui, moltiplicata secondo la stessa scala di equivalenza, se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.
- un valore del patrimonio immobiliare, come definito ai fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro, non superiore a 30.000 euro;
- un valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini ISEE, non superiore a una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo; tali massimali sono ulteriormente incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità e di 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite a fini ISEE, presente nel nucleo;
- nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei trentasei mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;
- nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto, nonché di aeromobili di ogni genere;
- nessun componente del nucleo familiare deve essere stato sottoposto a misura cautelare personale, a misura di prevenzione, nonché la mancanza di sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta.
Come influisce l’attività lavorativa sugli importi dell’Adi
I beneficiari dell’Assegno di inclusione devono essere consapevoli di alcune importanti regole relative al loro reddito lavorativo. Se un beneficiario trova un nuovo impiego e il suo reddito supera i limiti stabiliti dalla normativa, perderà il diritto al sussidio. Inoltre, anche se il reddito guadagnato rimane entro i limiti previsti e si conserva il diritto al beneficio, l’importo dell’Adi può comunque subire una diminuzione.
Questo avviene perché il reddito guadagnato dal lavoro viene considerato nel calcolo dell’Assegno di inclusione. In pratica, maggiore è il reddito, minore l’importo ricevuto.
Come si calcolano gli importi dell’Adi
Per calcolare l’importo dell’Assegno di inclusione, si parte dal beneficio massimo stabilito per un individuo senza redditi, pari a 6.000 euro all’anno o 500 euro al mese. Questo valore base viene poi modificato in base al parametro della scala di equivalenza, che considera la composizione del nucleo familiare.
Tuttavia, tale importo pieno è applicabile solo se il nucleo familiare non possiede redditi. Se il nucleo familiare ha delle entrate, queste verranno sottratte dall’importo massimo stimato, determinando così l’importo reale annuale che verrà erogato alla famiglia come Assegno di inclusione. In pratica, qualsiasi reddito percepito dalla famiglia riduce l’importo dell’Adi che le sarà concesso.
La formula di calcolo degli importi dell’Adi
La formula di calcolo degli importi mensili dell’Assegno di inclusione è la seguente:
[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12.
Soltanto per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone di oltre 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza si utilizza una formula diversa, cioè la seguente:
[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12.
Come calcolare il parametro della scala equivalenza dell’Adi
Il parametro della scala di equivalenza è un coefficiente numerico utilizzato per adattare l’importo dell’Assegno di inclusione in base alla composizione del nucleo familiare. Il calcolo inizia assegnando 1 punto al richiedente dell’Adi, dopodiché si aggiungono ulteriori punti in questo modo:
- + 0,50 per ciascun altro componente con disabilità grave o non autosufficiente;
- + 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
- + 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura, cioè che si prende cura di un disabile o di un bambino con meno di tre anni di età;
- + 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e di assistenza certificati dalla pubblica amministrazione;
- + di 0,15 per ciascun minore di età, fino a due;
- + di 0,10 per ciascun minore di età, oltre il secondo.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione
Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?
A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.
Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?
Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.
Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?
Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.
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