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Assegno di inclusione e over 60: quali obblighi hanno?

Assegno di inclusione e obblighi per over 60: quali sono? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e obblighi per over 60 e vedremo come funziona la prestazione per questo preciso gruppo di beneficiari (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona l’Assegno di inclusione per over 60?

Dal 1° gennaio 2024 il Reddito di Cittadinanza (Rdc) è stato sostituito dall’Assegno di inclusione (Adi), conformemente alle disposizioni del Decreto Lavoro (DL 48/2023, articoli 1 e seguenti).

Un nucleo familiare è idoneo a richiedere l’Adi se include almeno una persona appartenente a una delle seguenti categorie:

I beneficiari all’Assegno di inclusione, dopo aver inviato la domanda, devono iscriversi al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e sottoscrivere un Patto di attivazione digitale (PAD). Il contributo economico viene concesso a partire dal mese seguente alla sottoscrizione del PAD.

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Successivamente alla firma del Patto di attivazione digitale, i membri dei nuclei familiari beneficiari sono tenuti a seguire un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa.

Il percorso è definito attraverso uno o più progetti mirati a riconoscere le necessità complessive del nucleo familiare e di ciascun membro, al fine di fornire un supporto su misura che risponda efficacemente alle varie esigenze e situazioni personali.

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Assegno di inclusione e obblighi per over 60: quali sono?

Il Decreto Lavoro (art. 6, comma 5) specifica chiaramente chi sono i soggetti esclusi dall’obbligo di partecipazione alle attività previste dall’Assegno di inclusione. Tra questi gruppi, che sono elencati di seguito, figurano anche gli over 60:

Assegno di inclusione e obbligo scolastico: come funziona per gli over 60?

La legislazione italiana ha imposto determinati obblighi educativi ai beneficiari dell’Assegno di inclusione, come stabilito dal Decreto Lavoro (DL 48/2023, art. 6, comma 5).

In particolare, si esige che i giovani dai 18 ai 29 anni, che non hanno completato l’obbligo scolastico e che percepiscono l’Assegno di inclusione, si impegnino attivamente nell’educazione. Questo impegno richiede l’iscrizione e la frequentazione dei corsi di istruzione per adulti di primo livello (per il raggiungimento della licenza media) o di altri percorsi formativi idonei a soddisfare l’obbligo scolastico. La mancata frequenza a questi corsi determina la cessazione del supporto economico.

Analogamente, le famiglie con figli minorenni che ricevono l’Assegno di inclusione sono obbligate a fare in modo che i loro figli rispettino l’obbligo scolastico. La violazione di questo obbligo comporta l’interruzione dell’assegno per tutto il nucleo familiare.

Tirando le somme, ai beneficiari dell’Adi over 60 anni, che finora non hanno adempiuto all’obbligo scolastico, non è richiesto di iscriversi a corsi serali per ottenere la licenza media.

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In foto lo screen dell’Articolo 6, comma 5 del Decreto Lavoro.

Gli over 60 devono sottoscrivere il PAD?

Tutti coloro che ricevono l’Assegno di inclusione, anche i beneficiari over 60, sono tenuti a firmare il Patto di attivazione digitale per accedere al beneficio. Il diritto a tale prestazione inizia, infatti, nel mese che segue quello in cui il PAD è stato firmato.

L’unico aspetto che distingue gli over 60 dagli altri beneficiari è la possibilità di essere esonerati dalle attività e dai percorsi formativi previsti per i percettori dell’Adi.

Cosa succede dopo la firma del Patto di attivazione digitale

Dopo la sottoscrizione del Patto di attivazione digitale è previsto un appuntamento con i servizi sociali, entro 120 giorni, per effettuare una valutazione multidimensionale delle necessità del nucleo familiare.

Successivamente a questo primo step, e poi ogni 90 giorni, i beneficiari (ad eccezione di quelli giudicati idonei al lavoro) sono tenuti a rinnovare il loro status attraverso i servizi sociali o gli istituti di patronato. La mancata conformità a questo obbligo comporta la sospensione del sostegno economico.

Per i componenti del nucleo familiare di età tra i 18 e i 59 anni, considerati idonei al lavoro e quindi obbligati a intraprendere un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, il processo differisce leggermente. Questi soggetti devono presentarsi ai centri per l’impiego per firmare un patto di servizio personalizzato entro 60 giorni.

Anche in questo scenario, è richiesto un aggiornamento trimestrale (ogni 90 giorni) della propria condizione presso i centri per l’impiego o gli enti accreditati, con la sospensione del beneficio economico in caso di mancata partecipazione.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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