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Assegno di inclusione: come sarà pagato

Ecco come funzionerà il pagamento dell'Assegno di inclusione, la misura che sostituirà il Rdc nel 2024.

di Alda Moleti

Agosto 2023

In questo articolo vedremo in dettaglio come funzionerà il pagamento dell’Assegno di inclusione, con un approfondimento sulla modalità di erogazione (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come sono assegnati gli importi dell’Assegno di inclusione?

A partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione (Ai) sostituirà il Reddito di cittadinanza (Rdc), ma con la differenza che spetterà solo ai nuclei familiari che includono almeno un componente disabile, minorenne, ultrasessantenne o preso in carico dai servizi sociali.

Per il resto, i requisiti economici delle due misure sono identici, ovvero un ISEE familiare massimo di 9.360 euro, un reddito familiare non superiore ad una certa soglia e altre condizioni legate ai patrimoni. Questi requisiti sono descritti in dettaglio nel nostro articolo di approfondimento sull’Assegno di inclusione.

Il sussidio dell’Assegno di inclusione è suddiviso in due quote. La prima, denominata quota A, rappresenta un’aggiunta al reddito familiare ed è calcolata in base alla composizione del nucleo.

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La quota B è uguale al Reddito di cittadinanza e copre totalmente l’affitto fino a un massimo di 3.360 euro l’anno. Tuttavia, per famiglie con membri tutti di età pari o superiore a 67 anni o con grave disabilità o in condizione di non autosufficienza, il limite massimo scende a 1.800 euro.

È importante notare l’Assegno di inclusione non viene assegnato individualmente, ma all’intero nucleo familiare. In pratica, si può ottenere una sola prestazione per nucleo.

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Come funzionerà il pagamento dell’Assegno di inclusione?

Le informazioni su come sarà pagato l’Assegno di inclusione sono contenute nel Decreto Lavoro (DL n. 48/2023, art. 4, comma 8). Al pari del Reddito di cittadinanza, ai beneficiari sarà consegnata una carta ricaricabile chiamata “Carta di inclusione”, emessa dalle Poste Italiane e del tutto identica alla carta del Rdc.

La consegna della carta ai beneficiari dell’Assegno di inclusione avverrà dopo 7 giorni dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (art. 10).

La Carta di inclusione potrà essere usata per pagare i prodotti e servizi ammessi e una parte dell’importo potrà anche essere prelevato, ma con alcuni limiti.

Quali sono i limiti di prelievo della Carta di inclusione

La Carta di inclusione, come già sottolineato, ricalca quella del Rdc in molte cose, ad esempio ci sono dei limiti all’importo prelevabile. Nello specifico, il limite di prelievo della Carta di inclusione ammonta a 100 euro al mese per i nuclei familiari composti da un singolo individuo.

Nel caso in cui il nucleo familiare sia composto da più di una persona, l’importo massimo prelevabile al mese può essere calcolato moltiplicando 100 euro per il parametro della scala di equivalenza del nucleo.

È bene fare attenzione al fatto che, se la carta del Rdc e la Carta di inclusione funzionano in modo identico, la modalità con cui si calcola il parametro della scala di equivalenza per le due misure è diverso. Di conseguenza, sono diversi anche i limiti di prelievo per i nuclei composti da più di un componente.

Come si calcola il parametro della scala di equivalenza del nucleo

La scala di equivalenza del nucleo è un valore numerico che ne descrive la composizione. Per l’Assegno di inclusione il parametro della scala di equivalenza si calcola assegnando 1 punto di partenza al nucleo beneficiario, incrementato secondo questo schema:

Come-funzionerà-il-pagamento-dellAssegno-di-inclusione-decreto
In foto, lo screen dell’articolo 4, comma 8 del Decreto Lavoro.

Esempio di calcolo del limite di prelievo della Carta di inclusione

Con la Carta di inclusione l’importo massimo prelevabile è di 100 euro al mese, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare.

Supponiamo di avere una famiglia composta da due genitori e due minori di 1 e 7 anni. In questo caso il parametro della scala di equivalenza dell’Ai è 1,7 (1 punto di partenza + 0,4 perché c’è un maggiorenne con carichi di cura verso figli con meno di 3 anni + 0,15 per il primo figlio minorenne + 0,15 per il secondo figlio minorenne).

Questa famiglia potrà prelevare ogni mese con la carta dell’Assegno di inclusione 100 euro moltiplicati per 1,7, quindi 170 euro.

Si possono effettuare bonifici con la Carta di inclusione?

Anche in questo la carta destinata ai beneficiari dell’Assegno di inclusione è del tutto identica a quella del Reddito di cittadinanza.

La Carta di inclusione permette ai beneficiari di effettuare un solo bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione. In pratica, si tratta di un bonifico al mese, ma destinato esclusivamente al pagamento dell’affitto.

Quali sono le spese vietate dall’Assegno di inclusione?

Il Decreto Lavoro (art. 9), chiarisce quali sono le spese che non si possono acquistare pagando con la Carta di inclusione.

Nello specifico è vietato l’utilizzo degli importi dell’Assegno di inclusione per “giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità nonché per l’acquisto di sigarette, anche elettroniche, di derivati del fumo, di giochi pirotecnici e di prodotti alcolici”.

Al momento queste sono le uniche indicazioni che abbiamo, ma maggiori dettagli sulle spese ammesse e vietate potrebbero essere resi noti a ridosso dell’attivazione della misura, prevista per il 1° gennaio 2024.

FAQ (Domande e risposte) sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Posso chiedere l’Assegno di inclusione se sono single?

L’Assegno di inclusione è un beneficio economico previsto per sostenere le persone con disabilità grave o non autosufficienti. La condizione di essere single o avere un partner non influisce sulla possibilità di richiedere l’Assegno di inclusione. Ciò che conta è il livello di disabilità e l’autosufficienza della persona.

Se sono disabile posso chiedere l’Assegno di inclusione e lavorare?

Assolutamente sì! Se sei una persona con disabilità e hai o vuoi intraprendere un percorso lavorativo, puoi sicuramente richiedere l’Assegno di inclusione. L’obiettivo di questa misura è proprio quello di offrire un sostegno finanziario alle persone con disabilità grave o non autosufficienti, indipendentemente dal fatto che abbiano un lavoro o meno.

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