In questo articolo vedremo chi sono gli esclusi dal pagamento dell’Assegno di inclusione di gennaio 2024 e chi invece riceverà il pagamento - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Chi sono gli esclusi dal pagamento dell’Assegno di inclusione di gennaio?
L’Assegno di inclusione (Adi) è una delle misure introdotte nel 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza e può essere richiesta a partire dal 18 dicembre 2023.
I primi pagamenti dell’Assegno di inclusione saranno erogati dal giorno 26 gennaio 2024. Tuttavia riceveranno il pagamento a gennaio solo quanti hanno presentato domanda per l’Adi e sottoscritto il Patto di attivazione digitale entro il 7 gennaio 2024.
Di conseguenza, quanti hanno richiesto l’Adi entro il 7 gennaio 2023, ma non hanno sottoscritto, entro questa stessa data, il Patto di attivazione digitale, riceveranno il primo accredito a febbraio.
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Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione
La tabella qui sotto, elenca il calendario dei pagamenti dell’Assegno di inclusione, come indicato nel messaggio INPS n. 25/2024.
| Presentazione domanda | Sottoscrizione PAD | Esito positivo istruttoria | Primo pagamento | Pagamento successiva mensilità | Decorrenza beneficio |
| Dal 18 dicembre al 7 gennaio 2024 | fino al 7 gennaio 2024 | gennaio | Dal 26 gennaio | Dal 27 febbraio | gennaio |
| dall’8 gennaio al 31 gennaio | entro il 31 gennaio | febbraio | Dal 15 febbraio pagamento mensilità competenza gennaio | dal 27 febbraio pagamento mensilità di febbraio / dal 27 del mese i successivi pagamenti di competenza | gennaio |
| Dal 1 febbraio al 29 febbraio | entro il 29 febbraio (entro ultimo giorno del mese) | marzo | Dal 15 marzo | dal 27 aprile pagamento mensilità di aprile / dal 27 del mese i successivi pagamenti di competenza | marzo |
Come funziona l’Assegno di inclusione?
Con la conclusione del Reddito di Cittadinanza nel 2024, il governo italiano ha introdotto nuove forme di sostegno economico per sostituire e integrare le misure esistenti. Ovvero, l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la formazione e il lavoro.
L’Assegno di inclusione rappresenta una forma di sostegno finanziario destinata a quei nuclei familiari che comprendono almeno un minore, una persona con disabilità, un anziano di età superiore ai 60 anni o individui che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale e che sono assistiti dai servizi sociali.
Inoltre, per aver diritto all’Assegno di inclusione, le famiglie devono soddisfare determinati criteri economici che ora elencheremo.
I requisiti per richiedere l’Adi
Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno
Per ottenere l’Assegno di inclusione, i richiedenti devono prima di tutto soddisfare specifici requisiti di cittadinanza e residenza:
- essere cittadino dell’Unione Europea o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero titolare dello status di protezione internazionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251;
- al momento della presentazione della domanda, deve essere residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo;
- il requisito dei 5 anni di residenza è esteso a tutti componenti del nucleo familiare conteggiati nella scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione.
Requisiti economici e patrimoniali
Oltre ai requisiti di residenza è poi richiesto il rispetto di alcune condizioni economiche:
- un valore dell’ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro;
- un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.000 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. La soglia di reddito familiare è invece fissata in 7.560 euro annui, moltiplicata secondo la stessa scala di equivalenza, se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.
- un valore del patrimonio immobiliare, come definito ai fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro, non superiore a 30.000 euro;
- un valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini ISEE, non superiore a una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo; tali massimali sono ulteriormente incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità e di 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite a fini ISEE, presente nel nucleo;
- nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei trentasei mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;
- nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto, nonché di aeromobili di ogni genere;
- nessun componente del nucleo familiare deve essere stato sottoposto a misura cautelare personale, a misura di prevenzione, nonché la mancanza di sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta.
Quali sono gli importi dell’Adi
L’Assegno di inclusione è un sussidio ideato per assistere le famiglie che includono persone con disabilità, minori, anziani di età superiore ai sessanta anni o individui che affrontano gravi difficoltà bio-psico-sociali.
Il calcolo dell’importo dell’assegno considera la struttura del nucleo familiare e il reddito del richiedente. Questo supporto finanziario è erogato mensilmente, mirando a incrementare il reddito annuo della famiglia fino a una soglia massima di 6.000 euro.
Come si calcolano gli importi dell’Adi
Gli importi massimi dell’Assegno di inclusione sono riservati a quelle famiglie prive di qualsiasi fonte di reddito. Per un singolo individuo senza redditi, ad esempio, l’importo annuale massimo dell’assegno è di 6.000 euro, corrispondenti a 500 euro al mese.
Nel caso l’Assegno di inclusione sostituisca la Pensione di cittadinanza, per le famiglie formate esclusivamente da persone di 67 anni o più, con gravi disabilità o in condizioni di non autosufficienza, il reddito, per un single, viene integrato fino a un massimo di 7.560 euro all’anno.
Il valore dell’assegno poi aumenta con l’aggiunta di membri in condizioni di vulnerabilità e diminuisce all’aumentare del reddito familiare. Per determinare l’importo, si moltiplica il beneficio massimo attribuibile ad un single senza redditi (6.000 euro o 7.560 euro) per il parametro della scala di equivalenza, che riflette la composizione del nucleo familiare.
L’importo calcolato viene poi ridotto in funzione del reddito familiare per stabilire l’assegno netto. Per maggiori dettagli e esempi di calcolo, si può fare riferimento all’articolo sugli importi dell’Assegno di inclusione, che fornisce una guida comprensiva sulla determinazione degli importi dovuti.

Come richiedere l’Assegno di inclusione
L’Assegno di inclusione è operativo a partire dal 1° gennaio 2024, come stabilito dal Decreto Lavoro (n. 48/2023, art. 4, comma 1). Questo decreto ha delineato le procedure per la presentazione delle domande relative a questa nuova misura di sostegno.
Le richieste per l’Assegno di inclusione possono essere inviate a partire dal 18 dicembre 2023 attraverso il sito web dell’INPS. Per accedere alla procedura di domanda, i richiedenti dovranno autenticarsi utilizzando uno dei seguenti sistemi:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
- CIE (Carta d’Identità Elettronica);
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Inoltre, per facilitare il processo e offrire assistenza nella compilazione e nell’invio delle domande, è prevista anche la possibilità di presentare le richieste tramite i Patronati. Questo offre un’opzione aggiuntiva per coloro che potrebbero avere difficoltà nell’accesso o nell’utilizzo dei servizi online.
FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione
Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?
A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.
Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?
Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.
Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?
Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.
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