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Assegno di inclusione: quando parte

Assegno di inclusione, quando parte? Rispondiamo a questa domanda e vediamo anche a chi spetta la nuova misura.

di Alda Moleti

Agosto 2023

Assegno di inclusione: quando parte? Vediamo quando sarà attivata la misura e come si fa a richiederla (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è l’Assegno di inclusione?

Dopo la scadenza nel 2024 del Reddito di cittadinanza, una delle misure che lo sostituirà è l’Assegno di inclusione (Ai). Questa prestazione sarà però aperta esclusivamente ai nuclei familiari che includono almeno un membro minorenne, disabile, ultrasessantenne o inserito in programmi di assistenza e cura forniti dai servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla Pubblica amministrazione.

In pratica, verranno inclusi gli stessi individui che, nel corso del 2023, hanno diritto al Reddito di cittadinanza per un periodo di 12 mesi.

D’altra parte, secondo quanto stabilito dalla legge di bilancio del 2023, i nuclei familiari composti unicamente da membri adulti di età compresa tra 18 e 59 anni e senza disabilità avranno diritto al Reddito di cittadinanza per soli 7 mesi nel 2023. Tuttavia, per queste famiglie è prevista una soluzione alternativa, ossia il Supporto per la formazione e il lavoro.

Il Supporto per la formazione e il lavoro entrerà in vigore a partire dal 1° settembre 2023, rimpiazzando il Reddito di cittadinanza, ma solo per i nuclei familiari che non hanno diritto all’Assegno di inclusione.

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Assegno di inclusione: quando parte?

Attualmente, non è ancora possibile procedere con la richiesta dell’Assegno di inclusione, in quanto la misura diventerà operativa soltanto a partire dal 1° gennaio 2024.

Anche perché chi soddisfa i requisiti necessari per l’Assegno di inclusione non ne ha ancora l’esigenza. I nuclei familiari che potranno beneficiare dell’Assegno di inclusione nel 2024 sono gli stessi che nel 2023 possono ottenere il Reddito di cittadinanza per l’intero anno fino a dicembre.

In pratica, se si possiedono i requisiti per l’Assegno di inclusione nel 2024, si soddisfano anche quelli per ottenere il Reddito di cittadinanza per 12 mesi nel 2023.

L’INPS in un secondo momento, a ridosso dell’attivazione dell’Ai, chiarirà sia i tempi di richiesta che di pagamento dell’Assegno inclusione, per cui comunque si immagina uno schema molto simile al Rdc con il versamento degli importi che avverrà sulla Carta di inclusione.

Come inviare la domanda di richiesta per l’Ai

La normativa relativa all’Assegno di inclusione è stata già definita nel Decreto Lavoro, che all’articolo 4 specifica anche come avverrà la modalità di richiesta.

La domanda dovrà essere presentata online attraverso il sito dell’INPS, ma ulteriori dettagli riguardo ai tempi e alle modalità di richiesta verranno forniti dall’Istituto di previdenza in prossimità dell’attivazione del beneficio.

Tuttavia, è importante ribadire che l’entrata in vigore dell’Assegno di inclusione è programmata per il 2024 e, quindi, non sarà possibile richiederlo prima di questa data. Nel frattempo, sarà necessario continuare a presentare domanda per il Reddito di cittadinanza.

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L’articolo 4, comma 1 del Decreto Lavoro.

A chi spetta l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione sarà accessibile esclusivamente ai nuclei familiari che soddisfano i seguenti criteri: almeno un membro disabile, un minorenne, un individuo ultrasessantenne o una persona in una situazione di profondo disagio bio-psico-sociale.

Nel caso dell’ultima categoria, la persona deve essere coinvolta in programmi di assistenza e cura ufficialmente certificati dalla Pubblica amministrazione.

Tuttavia, oltre a questo è necessario anche che il nucleo che vuole ottenere l’Ai rispetti dei requisiti legati a cittadinanza, residenza, soggiorno, reddito e patrimonio.

Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno

Ecco i requisiti richiesti per poter accedere all’Assegno di inclusione, relativi a cittadinanza, residenza e soggiorno:

Requisiti di reddito e patrimoni

In aggiunta, il nucleo familiare che richiede l’Assegno di inclusione dovrà soddisfare i seguenti criteri economici:

Quali sono gli importi dell’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione è destinato ai nuclei familiari che contengono almeno un membro disabile, minorenne, ultrasessantenne o che si trova in una condizione di notevole disagio bio-psico-sociale, ed è inserito in programmi di assistenza e cura approvati dalla Pubblica amministrazione.

Le somme erogate variano a seconda della struttura del nucleo familiare e del reddito familiare dei beneficiari. Questa sovvenzione mensile rappresenta un’integrazione al reddito, mediante la quale viene erogata una cifra mensile per garantire un reddito familiare annuo di 6.000 euro.

In situazioni in cui l’Assegno di inclusione sostituisce la Pensione di cittadinanza, se il nucleo familiare è composto esclusivamente da individui di 67 anni o più, affetti da disabilità grave o non autosufficienza, l’integrazione al reddito avviene fino a un massimo di 7.560 euro all’anno.

Le somme massime possono essere percepite solo nel caso in cui il nucleo familiare non abbia alcun reddito. Ad esempio, per un single senza reddito, l’assegno ammonta a 6.000 euro all’anno (500 euro al mese). Per nuclei familiari senza reddito e con soli membri di 67 anni o più in situazione di disabilità grave o non di autosufficienza, l’importo massimo annuo è di 7.560 euro.

L’importo erogato diminuisce in proporzione all’aumentare del reddito del nucleo familiare e cresce con l’aggiunta di altri membri oltre al primo in condizione di fragilità.

Come si calcolano gli importi dell’Ai

Per calcolare l’importo previsto di Ai, si moltiplica la somma massima erogabile a un single senza reddito (6.000 euro o 7.560 euro) per il valore del parametro della scala di equivalenza che corrisponde al nucleo.

Questo risultato fornisce l’importo annuo dovuto se la famiglia è a reddito zero; se il nucleo familiare possiede redditi, questi vengono invece sottratti dal risultato ottenuto.

Per determinare l’ammontare mensile dell’Assegno di inclusione, è sufficiente dividere l’importo annuale per i 12 mesi dell’anno.

Il parametro della scala di equivalenza è un valore che rappresenta la struttura del nucleo familiare e viene utilizzato per calcolare le somme erogate. Un’analisi più approfondita, che include una serie di esempi di calcolo, è disponibile nel nostro articolo dedicato agli importi dell’Assegno di inclusione.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Posso chiedere l’Assegno di inclusione se sono single?

L’Assegno di inclusione è un beneficio economico previsto per sostenere le persone con disabilità grave o non autosufficienti. La condizione di essere single o avere un partner non influisce sulla possibilità di richiedere l’Assegno di inclusione. Ciò che conta è il livello di disabilità e l’autosufficienza della persona.

Se sono disabile posso chiedere l’Assegno di inclusione e lavorare?

Assolutamente sì! Se sei una persona con disabilità e hai o vuoi intraprendere un percorso lavorativo, puoi sicuramente richiedere l’Assegno di inclusione. L’obiettivo di questa misura è proprio quello di offrire un sostegno finanziario alle persone con disabilità grave o non autosufficienti, indipendentemente dal fatto che abbiano un lavoro o meno.

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