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Assegno di inclusione requisiti patrimoniali

Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali. Il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto concorre sia alla possibilità o meno di ottenere l’Assegno di inclusione e sia al calcolo del suo importo mensile. Vediamo cosa prevedono le regole.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo approfondimento parleremo di Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali

Vediamo subito cosa è previsto in merito ad Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali.

Per ottenere l’Assegno di inclusione, il patrimonio immobiliare non deve essere superiore a 30mila euro, come definito ai fini ISEE, se diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini Imu non superiore a 150mila euro.

Invece, il patrimonio mobiliare non deve superare la una soglia di 6mila euro, che cresce di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10mila euro, incrementato di ulteriori mille euro per ogni minorenne successivo al secondo.

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Questi massimali sono ulteriormente incrementati per ogni componente in condizione di disabilità o di non autosufficienza. Superati questi limiti di reddito, non si avrà diritto all’Assegno di inclusione.

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Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali: patrimonio mobile che non si deve possedere

L’Assegno di inclusione impone degli obblighi per quanto riguarda il possesso di alcuni beni mobili.

Nel dettaglio, per poter procedere con la presentazione della domanda per l’Assegno di inclusione è necessario che nessun componente del nucleo familiare sia in intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di:

Il patrimonio non è però il solo parametro che viene preso in considerazione per il calcolo del reddito posseduto: vediamo quali sono gli altri redditi che concorrono al calcolo.

Assegno di inclusione e lavoro. Scopri in cosa consiste l’incentivo introdotto nel maggio 2023 dal Governo Meloni.

I valori limite di ISEE

Per richiedere l’Assegno di inclusione, sul fronte economico è richiesto un valore dell’ISEE, in corso di validità, inferiore a 9.360 euro, valore che è rimodulato nel caso di nuclei familiari con minorenni.

Inoltre, il valore del reddito familiare deve essere inferiore a una soglia di 6mila euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (che dipende dalla presenza di figli minori, componenti con disabilità o non autosufficienti, e così via).

Nel reddito familiare sono incluse le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare.

Nel calcolo del reddito familiare, invece, non si computa quanto percepito a titolo di Assegno di inclusione, di Reddito di cittadinanza o di altre misure nazionali o regionali di contrasto alla povertà.

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Quali redditi si calcolano

Nel calcolo del reddito per l’Assegno di inclusione sono inclusi:

Nella sostanza il reddito che risulta, come componente specifica, dall’ISEE.

Assegno di inclusione 2024: è vero che i pagamenti partiranno solo a partire da febbraio? Ecco come stanno davvero le cose e a cosa bobbiamo prepararci.

Non solo Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali: i requisiti anagrafici e sanitari

L’Assegno di inclusione non spetterà a tutti, ma solo ai nuclei familiari che comprendano:

che devono al contempo essere in possesso di determinati requisiti, relativi alla cittadinanza o all’autorizzazione al soggiorno del richiedente, alla durata della residenza in Italia e, come abbiamo visto, alle condizioni economiche.

Scopri nel dettaglio chi sono gli esclusi dall’Assegno di inclusione.

Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali
Assegno di inclusione e requisiti patrimoniali. Nella foto: due villette in miniatura.

Durata e importi dell’assegno

L’Assegno di inclusione viene erogato dall’INPS ogni mese, per un massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per altri 12 mesi.

L’importo può raggiungere fino una soglia massima di 6.000 euro annui (500 euro al mese), o di 7.560 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

A questo viene aggiunto una un contributo affitto fino a un massimo di 3.360 euro annui (che scende a 1.800 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o a persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

FAQ sull’Assegno di inclusione

Quando verrà pagato l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione 2024, da gennaio sostituirà il Reddito di Cittadinanza. Tuttavia, per effettuare il passaggio da un beneficio all’altro, occorrerà attendere almeno un mese. La procedura per richiedere l’Assegno di inclusione sarà disponibile online sul sito dell’INPS dal 18 dicembre 2023, ma bisognerà aspettare l’ISEE aggiornato all’anno nuovo prima di presentare la domanda.

Poiché l’attestazione potrebbe non essere disponibile prima del 10 gennaio, occorre considerare tempi adeguati alla presentazione, soprattutto per coloro che si rivolgono al Caf. Se il valore dell’ISEE non supera i 9.360 euro, è possibile presentare la domanda per l’Assegno di Inclusione. La legge prevede che il beneficio inizierà a decorrere dal mese successivo a quello della richiesta. Per coloro che fanno domanda a gennaio, con esito positivo, l’Assegno sarà valido da febbraio, con il pagamento previsto verso la metà del mese. Tuttavia, è importante considerare che l’INPS potrebbe sperimentare rallentamenti, specialmente durante il primo mese, a causa dell’alto numero di domande. Ciò potrebbe comportare un ritardo nella fase istruttoria, con il rischio che i pagamenti siano sbloccati solo a marzo.

Nonostante ciò, poiché l’Assegno decorre dal mese successivo alla richiesta, in caso di ritardo, verrà comunque riconosciuto il pagamento previsto per febbraio.

Chi rischia di non avere l’Assegno di inclusione 2024

Alcune famiglie che attualmente ricevono il Reddito di Cittadinanza potrebbero essere escluse dall’Assegno di Inclusione. Questa situazione coinvolge i nuclei familiari che soddisfano i seguenti criteri:

Contengono membri maggiorenni capaci di lavorare.

Presentano un reddito familiare che supera i limiti stabiliti.

Con il passaggio all’Assegno di inclusione, i maggiorenni (a meno che siano disabiliover 60, o abbiano carichi di cura) non saranno più considerati nel calcolo del parametro di scala di equivalenza.

Ciò comporterà una diminuzione della soglia di reddito massima per ottenere il beneficio, insieme a una riduzione dell’importo dell’integrazione. Con l’Assegno di inclusione, il limite si abbassa a 6.000 euro. Di conseguenza, una famiglia con un reddito di 7.000 euro potrebbe avere diritto al Reddito di Cittadinanza, ma non all’Assegno di inclusione 2024.

Questo rischia di colpire molte famiglie che, pur non avendo un reddito familiare nullo, hanno beneficiato dell’integrazione fornita dal Reddito di Cittadinanza.

Inoltre, famiglie con più membri capaci di lavorare potrebbero non rientrare nella nuova soglia reddituale, perdendo non solo l’Assegno di inclusione ma probabilmente anche il Supporto Formazione Lavoro, il quale è garantito solo con un ISEE fino a 6.000 euro.

Come fare domanda per l’Assegno di inclusione 2024

Per richiedere l’Assegno di inclusione 2024, puoi rivolgerti ai Caf e ai patronati, che saranno al tuo fianco durante tutto il processo di richiesta.

Un’alternativa è presentare la domanda direttamente online sul sito dell’INPS. La piattaforma per l’invio delle richieste sarà operativa a partire da fine dicembre 2023.

Questa piattaforma diventerà il punto di riferimento per coloro che soddisfano i requisiti per accedere all’Assegno di Inclusione nel 2024.

Oltre ai controlli iniziali e successivi, l’INPS informerà il richiedente che, per ottenere il beneficio, è necessario iscriversi al “Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa” (SIISL). L’iscrizione a questo sistema comporterà la stipula di un Patto di attivazione digitale.

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