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Assegno di inclusione: perché non mi fa ritirare i contanti?

Assegno di inclusione e ritiro in contanti: quali sono i limiti? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e ritiro in contanti e vedremo quali sono le limitazione (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e ritiro in contanti: quali sono i limiti?

L’Assegno di inclusione (Adi) rappresenta una misura di aiuto finanziario lanciata nel 2024 a seguito della conclusione del Reddito di cittadinanza. È pensato per assistere le famiglie che contengono almeno un minore, una persona con disabilità, anziani oltre i 60 anni o individui in condizioni di vulnerabilità sociale assistiti dai servizi sociali.

Per accedere a questa misura, le famiglie devono anche soddisfare determinate condizioni di reddito, descritte nel nostro approfondimento sui requisiti per l’Adi.

L’erogazione dell’Assegno di inclusione avviene mensilmente attraverso la Carta di inclusione, una carta prepagata fornita da Poste Italiane. Questa carta permette di effettuare acquisti diretti e, entro alcuni limiti, prelievi in contanti.

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Quindi, se avete provato a prelevare con la Carta di inclusione, ma non ci siete riusciti è possibile che abbiate sforato il limite mensile consentito. Ora vedremo proprio come calcolare questo limite.

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Come calcolare i limiti di prelievo della Carta di inclusione

La Carta di inclusione consente sia l’acquisto diretto di beni sia il ritiro di denaro contante dagli sportelli automatici (ATM) di Poste Italiane.

Per chi riceve l’Assegno di inclusione esistono però delle restrizioni sulla quantità di denaro che può essere prelevata dagli ATM.

Secondo le normative attuali, il limite di prelievo mensile per i destinatari dell’Adi viene stabilito considerando la composizione del nucleo familiare.

Per un nucleo familiare composto da una sola persona il limite massimo mensile di prelievo in contanti è fissato a 100 euro.

Per le famiglie più grandi, il limite massimo di prelievo mensile viene calcolato moltiplicando l’importo base di 100 euro per il parametro della scala di equivalenza. Questo parametro è un semplice numero che descrive la composizione del nucleo familiare.

Come calcolare il parametro della scala di equivalenza

Il parametro della scala di equivalenza si ottiene assegnando 1 punto di partenza alla famiglia che beneficia dell’Assegno di inclusione e aggiungendo ulteriori punti in base alla composizone del nucleo familiare, seguendo queste regole:

Esempio di calcolo del limite di prelievo dell’Adi

Per illustrare il funzionamento del sistema di prelievo con la Carta di inclusione, prendiamo in esame un esempio concreto: consideriamo un nucleo familiare composto da due adulti e due bambini di 7 e 8 anni. In questo scenario, il parametro della scala di equivalenza è fissato a 1,3, calcolato assegnando 1 punto per l’intero nucleo familiare e aggiungendo 0,15 punti per ciascuno dei due bambini.

Applicando questi parametri, l’ammontare massimo mensile che la famiglia può ritirare in contanti tramite la Carta di inclusione è di 130 euro. Questo importo deriva dalla moltiplicazione di 100 euro, il limite per una persona sola, per 1,3, che rappresenta il parametro della scala di equivalenza assegnato al nucleo familiare specificato.

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In foto, la pagina ufficiale dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Cosa si può acquistare con l’Assegno di inclusione

Sebbene la carta dell’Assegno di inclusione offra la possibilità di effettuare sia prelievi di contanti che pagamenti diretti, esistono restrizioni ben definite riguardo i tipi di beni e servizi che possono essere acquistati. In particolare, l’uso della Carta di inclusione non è consentito per:

Si può pagare il mutuo con l’Assegno di inclusione?

Quando si parla di pagamento del mutuo è essenziale distinguere le condizioni applicabili. Per coloro che hanno un mutuo sulla prima casa, la quota B dell’Assegno di inclusione non è utilizzabile, in quanto è riservata esclusivamente ai nuclei familiari che affrontano costi legati all’affitto.

Nonostante ciò, le rate del mutuo possono essere ancora pagate utilizzando l’importo dell’Assegno di inclusione, ma attraverso la quota A. Ovvero, l’importo base dell’assegno che viene calcolato tenendo conto del reddito e alla composizione del nucleo familiare.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

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