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Assegno di inclusione: tutte le scadenze da conoscere

Quali sono le scadenze dell'Assegno di inclusione? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Aprile 2024

In questo articolo vedremo quali sono le scadenze dell’Assegno di inclusione da ricordare (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quali sono le scadenze dell’Assegno di inclusione

Adesso vedremo quali sono le scadenze principali dell’Assegno di inclusione, cioè le date fondamentali che i beneficiari devono ricordare.

La scadenza per il rinnvo dell’ISEE ai fini dell’Adi

L’Assegno di inclusione viene erogato per 18 mesi dopo la presentazione della domanda. Tuttavia, i beneficiari sono comunque tenuti ad aggiornare annualmente il proprio ISEE se voglio mantenere il diritto alla prestazione.

Nello specifico di quest’anno, la circolare INPS n. 105/2023 specifica che, per il periodo introduttivo che arriva fino a febbraio 2024, l’assenza di un ISEE valido non ha impedito la verifica dei criteri per l’accesso ai benefici di gennaio e febbraio 2024, che sono stati determinati sulla base dell’ISEE 2023.

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Però, per ottenere il beneficio nei mesi che seguono, è indispensabile presentare un ISEE aggiornato all’anno 2024. Di fatto, a partire da marzo 2024, l’assenza di un ISEE 2024 comporta una sospensione dell’Assegno di inclusione.

Inoltre, è fondamentale che le famiglie con figli minorenni presentino un ISEE calcolato in conformità alle regole stabilite nell’articolo 7 del DPCM 159/2013, conosciuto come ISEE minorenni.

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In foto, la pagina dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

La scadenza per il rinnovo della domanda dell’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione viene concesso ai beneficiari per un periodo iniziale di 18 mesi. Al termine di questo lasso di tempo, è possibile richiedere un rinnovo del beneficio, a condizione di osservare una pausa di un mese. Questa pausa permette di presentare una nuova domanda per estendere il sostegno per altri 12 mesi. È fondamentale, quindi, per chi necessita di continuare a ricevere l’assegno, sapere come procedere per il rinnovo.

Il processo di rinnovo inizia immediatamente dopo una sospensione obbligatoria di un mese. Una volta trascorso questo periodo, potete inoltrare una nuova domanda per l’Adi già a partire dal mese successivo alla scadenza del beneficio. In caso di approvazione, il sostegno finanziario verrà erogato per un ulteriore anno, utilizzando la stessa carta di pagamento impiegata in precedenza.

Il processo per la presentazione della domanda di rinnovo non si discosta da quello previsto per le nuove richieste. Questo significa che dovrete seguire le stesse istruzioni e utilizzare lo stesso modulo di domanda precedentemente impiegato.

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Come rinnovare l’Assegno di inclusione

Per rinnovare la domanda dell’Assegno di inclusione basta accedere alla pagina dedicata all’ADI sul portale dell’INPS. Qui, si deve cliccare su “Utilizza il servizio” per poi accedere utilizzando le credenziali di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

La scadenza per la convocazione presso i servizi sociali

L’Assegno di inclusione, un supporto vitale per numerosi nuclei familiari, introduce a aprile 2024 novità significative relative agli obblighi dei beneficiari. Fino adesso, era necessario che i beneficiari si presentassero ai servizi sociali entro 120 giorni dall’adesione al Patto di Attivazione Digitale (PAD), su invito o per iniziativa personale, per scongiurare penalità. L’inosservanza di questa norma comportava la decadenza o la sospensione dell’assegno.

Una modifica rilevante concerne il calcolo dei 120 giorni. Per le richieste effettuate entro il 29 febbraio 2024, il conteggio inizierà dal momento dell’invio delle domande tramite la Piattaforma GePI, anziché dalla firma del PAD. Questa disposizione, pensata per facilitare l’organizzazione dei primi appuntamenti valutativi nelle aree con maggior numero di richiedenti, intende prevenire possibili sospensioni dei sussidi.

Il Ministero del Lavoro, in collaborazione con l’INPS, è impegnato nella sincronizzazione delle piattaforme digitali. Tale coordinamento stabilisce che, per le domande inviate tra il 18 dicembre 2023 e il 29 febbraio 2024, il limite dei 120 giorni decorra dalla data di trasmissione delle domande ai Comuni. Per le istanze inoltrate dopo il 1° marzo 2024, il calcolo inizierà dalla data di firma del PAD.

Le altre scadenze per i beneficiari dell’Adi dopo la firma del PAD

Dopo aver aderito al Patto di attivazione digitale viene fissato un incontro con i servizi sociali entro 120 giorni per una valutazione multidimensionale delle esigenze della famiglia.

Dopo questo primo passo, e successivamente ogni 90 giorni, i beneficiari (ad eccezione di coloro ritenuti idonei al lavoro) devono aggiornare il loro stato tramite i servizi sociali o gli istituti di patronato. La non aderenza a queste prescrizioni porta alla sospensione del supporto finanziario.

Per i membri della famiglia età tra i 18 e i 59 anni, giudicati idonei al lavoro e quindi tenuti a seguire un percorso personalizzato di inserimento sociale e professionale, il procedimento è leggermente diverso. Questi individui sono obbligati a recarsi ai centri per l’impiego per sottoscrivere un patto di servizio personalizzato entro 60 giorni.

Anche in questo contesto, è necessario un aggiornamento trimestrale (ogni 90 giorni) del proprio stato presso i centri per l’impiego o le agenzie autorizzate, con la possibile sospensione del sostegno economico in caso di inadempienza.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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