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Assegno di inclusione, quando andare dai servizi sociali

Assegno di inclusione e servizi sociali, quando è necessario andarci? Vediamo la scadenza dei 120 giorni e le indicazioni da normativa.

di Marco Cagiano

Febbraio 2024

Come funziona la convocazione dei servizi sociali per ottenere l’Assegno di inclusione? Lo vediamo in questo articolo, in particolare per quanto riguarda i tempi. Si tratta di una misura simile al Reddito di cittadinanza, ma con tempistiche più definite e rigide (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e servizi sociali: quando bisogna andarci?

La prima questione da capire è perché bisogna recarsi dai servizi sociali: la normativa stabilisce che il primo incontro deve avvenire entro il 120° giorno successivo alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, in genere compilato dopo aver inviato la domanda e portato a termine attraverso la piattaforma Siisl.

In genere il primo passaggio è fatto dai servizi sociali stessi, che convocano il nucleo familiare attraverso i contatti forniti (SMS o e-mail), oppure attraverso la piattaforma Siisl utilizzata per inviare il PAD. Passati i 120 giorni, l’Assegno di inclusione non decade ma risulta sospeso. A questo punto, per sbloccare la pratica, conviene presentarsi dai servizi sociali per riattivare l’Adi e ottenere il beneficio nel mese successivo.

Capiamo ora perché questo step è così importante ai fini dell’erogazione dell’Assegno di inclusione, in quanto ha a che fare con la vocazione di questo sussidio, ovvero con il motivo per cui il Governo lo ha approvato per questo 2024.

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Assegno di inclusione presi in carico dai servizi sociali

La famosa scadenza dei 120 giorni da quando si presenta la domanda (con PAD) si riferisce sostanzialmente alla valutazione multidimensionale del nucleo familiare, atta a valutare la situazione di necessità e le migliori soluzioni possibili. Ciò porta al percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, pensato per tutti i membri del nucleo familiare beneficiario di Adi.

Sono esclusi da tale dovere solo i soggetti che rientrano in una delle seguenti casistiche:

Inoltre, è escluso da questo obbligo ogni maggiorenne (ma minore di 59 anni) che rientra nella casistica degli “occupabili“, ovvero dei cittadini che possono lavorare e che, quindi, si possono avvalere del Supporto per la formazione e il lavoro.

Le attività che fanno parte del percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa sono le seguenti:

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Assegno di inclusione e servizi sociali, uomo con punti interrogativi

Assegno di inclusione e supporto alla formazione

Il già citato supporto alla formazione e il percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa sono misure che mirano ad un obiettivo ben chiaro: portare, laddove possibile, le famiglie a ritornare ad una posizione di autosufficienza economica.

Questa è la grande questione su cui verte l’Adi e su cui si è molto discusso anche in relazione al suo predecessore, il Reddito di cittadinanza. In particolare, le due misure hanno diversi elementi in comune, ma anche alcune differenze come: la scala di equivalenza calcolata diversamente, l’iter di domanda e il percorso di reinserimento lavorativo (che passa per l’obbligo di presentarsi ai servizi sociali, come abbiamo visto).

Assegno di inclusione 2024: quali requisiti bisogna rispettare?

Per ottenere l’Adi, bisogna presentare domanda e, soprattutto, rispettare diversi requisiti. A partire dai seguenti requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza secondo cui il richiedente deve essere alternativamente in condizione di:

I requisiti economici da rispettare sono invece i seguenti:

Il rispetto dei requisiti è ovviamente l’elemento fondamentale per poter accedere alla misura, ma anche per poterla mantenere nel tempo.

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Come si calcola l’Adi?

Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Come funziona la scala di equivalenza?

Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Quanto dura l’Adi?

Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.

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