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Home / Assegno di inclusione » Bonus e Incentivi / L’Assegno di inclusione si può accumulare?

L’Assegno di inclusione si può accumulare?

L'Assegno di inclusione si può accumulare? Ecco tutto ciò che c'è da sapere sulla nuova misura, le differenze col Reddito di cittadinanza, le spese ammesse e quelle vietate.

di Marco Cagiano

Febbraio 2024

In questo articolo parleremo dell’Assegno di inclusione, il nuovo strumento di aiuto economico per le persone e famiglie in difficoltà. L’Adi (Assegno di inclusione) ricalca sotto alcuni punti di vista il Reddito di cittadinanza, motivo per cui molti beneficiari si chiedono: si può accumulare? (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione: si può accumulare?

Quando si parla di Assegno di inclusione bisogna considerare che è una misura molto “giovane“, in quanto è stata approvata nel corso del 2023 da parte del Governo e solo il mese scorso, a gennaio 2024, è diventata effettiva.

Basti pensare che si può fare domanda solo dal 18 dicembre scorso, dunque è naturale immaginare che alcuni aspetti vadano ancora approfonditi sia da parte dei potenziali beneficiari sia dal lato delle istituzioni. Non a caso, proprio sul tema della possibilità di accumulare l’Adi, non ci sono moltissime informazioni.

Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza. Chi infatti è stato beneficiario anche del Rdc ricorderà che venivano date delle scadenze entro le quali era necessario spendere quanto veniva erogato in forma di sussidio, dunque “accumulare” non era possibile.

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Proprio alla luce di questa differenza, proviamo a comprendere meglio cosa è cambiato tra Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza, dato che il primo è stato definito da molti il successore del secondo.

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Assegno di inclusione: cosa cambia con il Reddito di cittadinanza?

Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza hanno la medesima vocazione, ovvero aiutare persone e famiglie in difficoltà. In particolare, l’Adi è una “misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso di requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell’ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.”

Vi sono quindi diverse somiglianze, ma anche alcune differenze: per esempio la scala di equivalenza viene calcolata in maniera differente. Essa è la base per comprendere quanto viene erogato per ogni beneficiario, dunque differenze da questo punto di vista portano ad una diversa cifra di beneficio tra Adi e Rdc.

Un’altra somiglianza riguarda l’obiettivo di inserimento lavorativo dei beneficiari: il fine ultimo, infatti, non è quello di garantire un sussidio e basta, ma piuttosto di riuscire a reinserire nel mondo del lavoro i cittadini che ne necessitano e che sono in condizioni per farlo.

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Accumulo assegno di inclusione: in foto due mani e un salvadanaio.

Assegno di inclusione: spese vietate e spese ammesse

Per cosa si può utilizzare l’Adi e per cosa invece no? Il beneficio si utilizza attraverso la carta di inclusione, su cui viene caricata mensilmente la cifra spettante, ma vediamo per quali spese è utilizzabile:

Tra le spese vietate, invece, figurano:

Assegno di inclusione 2024: requisiti

Tra i requisiti dell’Adi, qui riassunti ma consultabili anche in altri nostri articoli e sui siti istituzionali, vi sono i seguenti:

Assegno di inclusione: quando si fa domanda?

La domanda per l’Assegno di inclusione si può fare da oltre un mese, precisamente dal 18 dicembre 2023, direttamente sul portale INPS. In generale, il sussidio viene erogato (se si rispettano tutti i requisiti) a partire dal mese successivo a quello in cui si è fatto domanda.

Solo a gennaio i pagamenti dell’Adi sono stati leggermente diversi, in quanto anche chi ha presentato domanda dopo (ma comunque entro il 7 gennaio) ha ottenuto il primo pagamento a gennaio stesso.

Ricordiamo anche che è possibile sottoscrivere il PAD dopo aver fatto domanda, ma senza tale sottoscrizione la domanda non può andare a buon fine (di cui si può controllare lo stato in qualsiasi momento).

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Come si calcola l’Adi?

Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Come funziona la scala di equivalenza?

Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Quanto dura l’Adi?

Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.

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