In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e domande sospese e vedremo chi rischia di vedere i pagamenti interrotti - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Che cos’è l’Assegno di inclusione?
L’Assegno di inclusione (Adi), introdotto tramite il Decreto Lavoro, è disponibile dal 1° gennaio 2024, come successore del Reddito di Cittadinanza. Questo nuovo beneficio è riservato esclusivamente ai nuclei familiari che includono almeno una persona appartenente a una delle seguenti categorie:
- Individui di età superiore ai 60 anni;
- Minori;
- Persone con disabilità;
- Individui che affrontano molteplici difficoltà (biologiche, psicologiche, sociali) e che sono seguiti dai servizi sociali.
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Assegno di inclusione e domande sospese: chi rischia?
Il messaggio INPS n. 835/2024 stabilisce che, quanti hanno richiesto l’Assegno di inclusione presentando l’ISEE 2023, se a marzo non aggiornano l’ISEE al 2024 vedranno la sospensione del beneficio.
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Il messaggio, infatti, ribadisce quanto chiarito anche dalla circolare INPS n. 105/2023. Ovvero, fino al termine di febbraio 2024, in assenza di un ISEE 2024 la verifica dei requisiti dell’Adi sarà effettuata sulla base dell’ISEE 2023.
Tuttavia, per evitare la sospensione del beneficio, è indispensabile a marzo disporre di un ISEE aggiornato all’anno 2024. A partire da marzo 2024, infatti, l’Assegno di inclusione verrà sospeso temporaneamente a quei percettori che non hanno richiesto l’ISEE 2024.
In ogni caso, se si incorre nella sospensione dell’Adi perché non si ha un ISEE 2024 aggiornato, non appena questo sarà disponibile i pagamenti ripartiranno in automatico con tanto di eventuali arretrati.
Quanti invece a marzo posseggono già un ISEE aggiornato al 2024 riceveranno regolarmente il pagamento il 27 del mese.
Come richiedere l’ISEE 2024
Per ottenere l’ISEE 2024 è necessario compilare e inoltrare nuovamente all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Mediante la DSU, infatti, si comunicano all’INPS i dati aggiornati relativi ai redditi e ai patrimoni di tutti i membri del nucleo familiare. Utilizzando queste informazioni, l’INPS calcola poi il valore ISEE del nucleo ed emette un certificato ufficiale.
Per compilare adeguatamente la DSU e determinare l’ISEE 2024, si devono fornire varie informazioni:
- La composizione del nucleo familiare;
- Informazioni sull’abitazione principale;
- Dati anagrafici di ogni componente del nucleo;
- Informazioni sul patrimonio mobiliare e immobiliare;
- Dati sui redditi;
- Informazioni relative agli assegni di mantenimento ricevuti o pagati;
- Informazioni su veicoli posseduti.
La DSU può essere compilata online tramite il servizio ISEE precompilato o avvalendosi dell’assistenza di un Caf. Ricordiamo che i beneficiari dell’Assegno di inclusione, se a marzo non richiedono l’ISEE 2024, vedranno la sospensione dei pagamenti.
Domanda di Assegno di inclusione e pagamenti: come funziona?
La tempistica del primo versamento dell’Assegno di inclusione è influenzata da due elementi chiave: il momento della presentazione della domanda e la data di sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.
Nello specifico, se il Patto di attivazione digitale non viene firmato nel mese in cui è stata presentata la domanda, ma in un momento successivo, il beneficio, una volta approvata l’istanza, sarà riconosciuto a partire dal mese seguente a quello della sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.
Diversamente, se il patto di attivazione digitale viene firmato nello stesso mese della presentazione della domanda, ma l’approvazione dell’istanza avviene nei mesi successivi, il primo pagamento sarà effettuato alla prima data disponibile dopo l’approvazione dell’istruttoria. Tuttavia, le mensilità del beneficio saranno riconosciute a partire dal mese successivo alla firma del PAD, con la conseguente erogazione delle mensilità arretrate dovute.
Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione
La tabella qui sotto chiarisce meglio quali sono le tempistiche del primo pagamento dell’Assegno di inclusione, in base a quando è stata presentata la domanda e sottoscritto il Patto di attivazione digitale.
| Domande presentate entro | Sottoscrizione Patto di attivazione digitale ed esito positivo dell’Istruttoria | Disponibilità carte inclusione con importo accreditato per il ritiro presso gli Uffici postali per i richiedenti che abbiano ricevuto i l’SMS |
| febbraio 2024 | febbraio 2024 | venerdì 15 marzo 2024 |
| febbraio 2024 | marzo 2024 | martedì 16 aprile 2024 |
| marzo 2024 | marzo 2024 | martedì 16 aprile 2024 |
| marzo 2024 | maggio 2024 | sabato 15 giugno 2024 |
| aprile 2024 | aprile 2024 | mercoledì 15 maggio 2024 |
| maggio 2024 | maggio 2024 | sabato 15 giugno 2024 |
| giugno 2024 | giugno 2024 | martedì 16 luglio2024 |
Quando viene pagato l’Assegno di inclusione con domanda a febbraio?
Per le domande di Assegno di inclusione inviate entro la fine di febbraio 2024 e con il Patto di attivazione digitale firmato entro il 29 dello stesso mese, il primo pagamento sarà effettuato a partire dal 15 marzo 2024. Le mensilità future, invece, saranno corrisposte a partire dal 27 di ciascun mese.
Coloro che inoltrano la domanda a febbraio non hanno diritto agli arretrati, ovvero ai pagamenti per i mesi di gennaio e febbraio, in quanto l’Assegno di inclusione per loro inizia a decorrere da marzo.
Come richiedere l’Assegno di inclusione a marzo 2023
Quanti vogliono richiedere l’Assegno di inclusione a marzo 2024, devono per forza ottenere prima l’ISEE aggiornato. Come abbiamo detto infatti, a partire dal mese di marzo, l’ISEE 2023 non sarà più accettato ai fini delle richieste dell’Adi.
Dopo aver ottenuto l’ISEE 2024, la domanda per l’Assegno di inclusione può essere inviata online attraverso il sito ufficiale dell’INPS.
Per inoltrare la domanda occorre accedere al portale INPS con le proprie credenziali, che possono essere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Una volta effettuato l’accesso, sarà necessario compilare e trasmettere il modulo di domanda online. Per ulteriori dettagli su come procedere, si consiglia di consultare la guida su come richiedere l’Assegno di inclusione.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione
Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?
A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.
Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?
Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.
Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?
Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.
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