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Assegno di inclusione perso o sospeso: cosa evitare

Assegno di inclusione perso o sospeso: quando succede? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Giugno 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione perso o sospeso e vedremo cosa fare nelle varie circostanze (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione perso o sospeso: quando succede?

Quando le domande per l’Assegno di inclusione necessitano di ulteriori chiarimenti durante la verifica, sono classificate come”in evidenza” o “sospese“. Specificatamente, le domande sono classificate come “in evidenza” quando l’attestazione ISEE mostra lacune o incongruenze, rilevate mediante verifiche automatiche effettuate dall’Agenzia delle Entrate.

Le discrepanze o le omissioni nell’ISEE possono manifestarsi in queste situazioni:

Al contrario, una domanda è considerata “sospesa” qualora emerga una discrepanza riguardante la composizione del nucleo familiare, basata sul confronto tra le informazioni fornite nell’ISEE e i dati registrati nell’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).

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Inoltre, il messaggio INPS n. 835/2024 specifica che i richiedenti dell’Assegno di inclusione che hanno presentato l’ISEE 2023 devono aggiornare l’ISEE al 2024 entro marzo, altrimenti il beneficio verrà anche in questo caso “sospeso“.

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Assegno di inclusione sospeso: tabella delle casistiche

Ecco una tabella che riassume le principali casistiche di sospensione dell’Assegno di inclusione, le relative descrizioni e le azioni consigliate in ciascuna situazione:

Causa della sospensioneDescrizioneCosa fare
Difformità con i dati ISEELe domande vengono messe in evidenza e possono richiedere l’intervento delle Strutture territoriali se l’ISEE presenta lacune o incongruenze rispetto ai dati dell’Agenzia delle Entrate. Questo include omissioni o discrepanze nei dati del patrimonio mobiliare o nei dati reddituali dichiarati.– Presentare idonea documentazione per dimostrare la completezza e veridicità dei dati.
– Presentare una nuova DSU, se necessario.
– Rettificare la DSU, con effetto retroattivo, in caso di errore materiale da parte del CAF.
Mancanza dell’ISEE 2024I beneficiari che hanno presentato l’ISEE 2023 devono aggiornare l’ISEE al 2024 entro marzo, altrimenti il beneficio verrà sospeso. La sospensione è temporanea e i pagamenti riprenderanno automaticamente una volta presentato l’ISEE aggiornato.Aggiornare l’ISEE al 2024 entro marzo per evitare la sospensione. I pagamenti verranno ripristinati automaticamente, inclusi eventuali arretrati, una volta fornito l’ISEE aggiornato.
Discordanza del nucleo familiareSe emergono discrepanze relative alla composizione del nucleo familiare tra quanto dichiarato nella DSU e i dati ANPR, il richiedente deve attendere l’intervento dell’ufficio INPS. Questo controllo considera le specifiche eccezioni e deroghe che regolano la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE.Attendere l’intervento dell’ufficio INPS preposto alla verifica. In caso di conferma delle discrepanze, presentare un nuovo ISEE e inviare una nuova domanda. Se le verifiche confermano la correttezza, lo stato di sospensione verrà annullato.
Assegno di inclusione sospeso: tabella delle casistiche

Assegno di inclusione perso o sospeso: cosa fare?

L’Assegno di inclusione mira a supportare i nuclei familiari che rispondono a determinati criteri, inclusa la presenza di minori, persone con disabilità, anziani oltre i sessanta anni o individui che ricevono assistenza sociale, a fronte di specifiche soglie di reddito e patrimonio.

Un numero significativo di lettori, dopo aver inoltrato la propria domanda per l’Assegno di inclusione e in attesa del primo versamento, ha rilevato un cambio di stato della propria pratica, passata da “acquisita” a “sospesa“, suscitando preoccupazione e incertezza fra i candidati alla Carta di inclusione.

In risposta a queste preoccupazioni, l’INPS ha fornito chiarimenti attraverso il messaggio n. 684/2024, spiegando le ragioni dietro la sospensione delle domande e indicando i passaggi da seguire per chi si trova in tale situazione.

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In foto, la pagina dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Cosa fare se l’Adi è sospeso per difformità con i dati ISEE

Nei casi in cui l’Assegno di inclusione venga messo in “evidenza” a causa di omissioni nell’ISEE o di discrepanze rispetto ai dati registrati presso l’Agenzia delle Entrate, l’INPS richiede agli interessati di:

In questo caso, il richiedente ha 60 giorni di tempo per presentare la documentazione richiesta, dopo questo lasso di tempo la domanda di Assegno di inclusione viene respinta.

Cosa fare se l’Adi è sospeso per mancanza dell’ISEE 2024

Il messaggio INPS n. 835/2024 specifica che i beneficiari dell’Assegno di inclusione che hanno presentato l’ISEE 2023 dovranno aggiornare l’ISEE al 2024 entro marzo per evitare la sospensione del beneficio. Questa disposizione fa eco a quanto già comunicato nella circolare INPS n. 105/2023, che stabilisce l’utilizzo dell’ISEE 2023 per la verifica dei requisiti dell’Assegno di inclusione solo fino a febbraio 2024.

Da marzo 2024 l’assenza di un ISEE aggiornato al 2024 comporterà una sospensione temporanea del beneficio per i percettori che non hanno ancora presentato l’ISEE 2024. Tuttavia, una volta fornito l’ISEE aggiornato, i pagamenti verranno ripristinati automaticamente, inclusi eventuali arretrati.

Coloro che avranno un ISEE aggiornato al 2024 entro marzo continueranno a ricevere il pagamento dell’Assegno di inclusione regolarmente il 27 del mese.

Cosa fare se l’Adi è sospeso per discordanza del nucleo familiare

Nel caso la domanda per l’Assegno di inclusione venga “sospesa” a causa di discrepanze relative alla composizione del nucleo familiare, tra quanto dichiarato nella DSU e i dati registrati nell’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), il richiedente deve attendere l’intervento dell’ufficio INPS di competenza.

Quest’ultimo è incaricato di verificare la correttezza delle informazioni presentate nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), considerando le deroghe e le eccezioni previste per la definizione del nucleo familiare ai fini ISEE, che non necessariamente coincidono con quelle riportate nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) o nello stato di famiglia. Il nucleo ISEE infatti comprende tutti i componenti che convivono, indipendentemente dai legami di parentela.

Dopo le verifiche, se l’INPS identifica delle effettive discrepanze nel sistema ISEE, può decidere di respignere la domanda. In tal caso, il richiedente dovrà presentare un nuovo ISEE e sottomettere una nuova richiesta per l’Assegno di inclusione.

Se, al contrario, le verifiche confermano che la composizione del nucleo familiare, nonostante le discrepanze con l’ANPR, è corretta per l’ISEE, l’operatore INPS potrà revocare lo stato di “sospensione”, consentendo così la prosecuzione dell’istruttoria per l’approvazione della domanda.

Cosa fare se la domanda di Adi è stata respinta

Nel caso in cui la domanda per l’Assegno di inclusione sia stata respinta, perché non avete presentato la documentazione richiesta in tempo o per altro motivo, allora dovrete ricominciare l’iter daccapo. Ovvero, dovrete presentare una nuova domanda di Assegno di inclusione, avendo cura di non ripetere lo stesso errore e quindi eventualmente aggiornando preventivamente l’ISEE.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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