Assegno di invalidità: integrazione al minimo, a chi spetta

Assegno di invalidità: vediamo in questo articolo a chi spetta l'integrazione al minimo, come funziona il calcolo e quali sono gli importi previsti dalla legge. La percentuale di invalidità riconosciuta per accedere a questo beneficio, come si calcolano i redditi e come si configura l'assegno nel caso l'assistito continui una attività lavorativa.

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Assegno di invalidità: vediamo a chi spetta l’integrazione al minimo, come funziona e quali sono gli importi previsti dalla legge. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Assegno di invalidità: 67% di riduzione della capacità lavorativa

L’assegno ordinario di invalidità (articolo 1 della legge numero 222 del 12 giugno 1984), viene riconosciuto alle persone che hanno una invalidità (riconosciuta dalle commissioni medico legali) che ha ridotto a meno di un terzo e in modo permanente la capacità lavorativa.

Non si tratta di una misura assistenziale, ma previdenziale. Ovvero: non basta rientrare solo nei requisiti sanitari ma servono anche quelli contributivi (che ora vedremo).

Per l’assegno di invalidità è previsto un importo aggiuntivo, è riservato a chi riceve assegni che sono al di sotto del trattamento minimo (524,34 euro) se i titolari non superano determinate soglie di reddito.

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Assegno di invalidità: requisiti

Ma vediamo come funziona l’integrazione al minimo dell’assegno di invalidità.

E dunque, partiamo dai requisiti, che abbiamo accennato.

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto a:

  • dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata.

L’invalidità riconosciuta deve essere permanente e superiore ai due terzi (67%) rispetto a occupazioni lavorative che sono adatte alle attitudini dell’assistito.

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La quota minima di contributi è di 5 anni (gli ultimi tre devono comunque essere stati versati nel quinquennio che ha preceduto la domanda per ottenere la misura previdenziale).

Chi accede all’assegno di invalidità può continuare a lavorare.

Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie e con relative percentuali

L’assegno ordinario di invalidità viene concesso per tre anni (rinnovabili per altri tre). Al termine del triennio bisogna ripresentare la domanda. La misura viene ovviamente confermata se persistono i requisiti sanitari che hanno portato al suo riconoscimento.

Assegno di invalidità: integrazione al minimo

Ma veniamo all’integrazione al minimo. Viene dunque riconosciuta se l’assegno maturato è inferiore al trattamento minimo.

Le condizioni per avere diritto all’integrazione sono queste:

  • la somma integrativa non deve essere superiore all’assegno sociale;
  • l’ammontare complessivo dell’assegno più l’integrazione non può essere superiore al trattamento minimo, che come abbiamo visto per il 2022 è stato fissato a 514,34 euro.

Assegno di invalidità: limiti di reddito

Per ricevere l’integrazione è indispensabile mantenersi entro determinati limiti di reddito. Non può essere superiore a due volte l’importo annuo dell’assegno sociale (in pratica: 6.085,43 x 2).

Questo nel caso chi riceve l’assegno di invalidità non fosse coniugato.

Se fosse coniugato il limite di reddito non dovrebbe essere superiore a 3 volte l’assegno sociale (6.085,43 x 3).

Il reddito che deve essere considerato è solo quello che viene assoggetto all’Irpef, incluso il Tfr. Sono esclusi solo:

  • il reddito della casa dove si abita:
  • l’ammontare a calcolo dell’assegno da integrare;
  • tutti i redditi esenti da Irpef.

Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità posseduta

Assegno di invalidità e lavoro

Come accennato chi riceve l’assegno di invalidità può continuare a lavorare. Ma se si superano dei limiti di reddito l’Inps impone una riduzione dell’importo della prestazione previdenziale.

Si calcola in questo modo:

  • fino a 27.319,76 euro di reddito: nessuna riduzione;
  • da 27.319,76 e fino a 34.149,70 euro di reddito: riduzione del 25%;
  • oltre 34.149,70 euro di reddito: riduzione del 50%.

Assegno di invalidità e pensione di vecchiaia

Al compimento dei 67 anni (età pensionabile) l’assegno ordinario di invalidità si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia.

Il passaggio viene comunque attivato se vengono rispettati i requisiti sia nella gestione a carico della quale è stato liquidato l’assegno, sia nel caso vengano maturati con una gestione diversa.

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