Assegno di mantenimento: come si modifica

L'assegno di mantenimento può essere modificato, non è immutabile: basta dimostrare che le condizioni economiche sono mutate dopo la separazione. Può essere aumentato o diminuito, dipende dalle situazioni. Come si presenta ricorso al giudice. Alcuni esempi per la diminuzione o l'aumento dell'assegno di mantenimento.

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La modifica dell’importo dell’assegno di mantenimento può capitare spesso, anche più di quanto si possa immaginare. Vediamo in questo articolo quando uno dei due ex coniugi può rivolgersi al giudice per chiedere la modifica dell’assegno di mantenimento. E quando ha buona possibilità di ottenere un risultato. Anche alla luce di alcune recenti sentenze della Cassazione.

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Assegno di mantenimento: accordo o giudice

Come sapete l’assegno di mantenimento per i figli può essere quantificato dagli stessi genitori o, in mancanza di un accordo, dal giudice. Una norma che vale sia per le coppie conviventi, sia per le coppie sposate.

L’assegno di mantenimento è a tutela dei figli. Entrambi i genitori hanno l’obbligo di provvedere, naturalmente ognuno in proporzione alle sue capacità economiche.

Vale sia per il genitore che non vive con i figli (genitore non collocatario), sia per l’altro (genitore collocatario).

L’assegno di mantenimento copre le spese ordinarie.

Nel caso di spese straordinarie, e quindi imprevedibili, la spesa di solito è suddivisa al 50% tra i due ex coniugi.

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Assegno di mantenimento: la rivalutazione

Vediamo le varie modifiche che possono essere apportate all’assegno di mantenimento.

La più ovvia è quella della rivalutazione. L’importo si rivaluta automaticamente in riferimento alla svalutazione. Viene considerato l’indice Foi (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), che si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale.

L’adeguamento viene effettuato ogni anno.

Assegno di mantenimento: la revisione

Cosa diversa è la revisione dell’assegno di mantenimento. Una revisione che può essere di tre tipi:

  • in aumento;
  • in diminuzione;
  • revocato.

Sono due le strade da percorrere per la revisione dell’assegno di mantenimento:

Quali sono questi giustificati motivi?

Fatti nuovi che si sono verificati dopo la sentenza che ha attribuito l’assegno di mantenimento. Possono essere miglioramenti o peggioramenti della situazione economica.

La revisione non è comunque automatica. Deve essere sempre valutata caso per caso.

Assegno di mantenimento: modifiche migliorative

I miglioramenti possono riguardare sua il coniuge obbligato a versare l’assegno, sia il coniuge beneficiario

Vediamo i due casi:

  • il coniuge obbligato: potrebbe avere avuto un aumento di stipendio e in questo caso il coniuge beneficiario potrebbe chiedere la revisione in aumento dell’assegno di mantenimento;
  • il coniuge beneficiario: potrebbe aver trovato un lavoro a tempo indeterminato, in questo caso il coniuge obbligato potrebbe chiedere il ribasso dell’assegno o la revoca.

Assegno di mantenimento: modifiche peggiorative

Le modifiche peggiorative possono riguardare:

  • il coniuge obbligato: se, ad esempio, ha perso il lavoro a tempo pieno e lavora solo part time, può chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento perché sono cambiate le condizioni economiche.
  • Il coniuge beneficiario: la creazione di un nuovo nucleo familiare potrebbe causare la perdita del diritto all’assegno, anche se non si concretizza un miglioramento della condizione economica.

Assegno di mantenimento: presupposti per revisione

Vediamo quando e come è possibile attivare un procedimento di revisione dell’assegno di mantenimento.

Il presupposto iniziale è che sia passata in giudicato:

  • la sentenza di separazione giudiziale;
  • o l’omologazione della separazione consensuale.

Assegno di mantenimento: ricorso al tribunale

Il coniuge che è interessato alla modifica deve:

  • presentare un ricorso in tribunale;
  • notificare all’ex coniuge il decreto di fissazione dell’udienza.

All’interno di questo ricorso deve essere inserita la richiesta di:

  • modifica dell’assegno (in aumento se l’istanza è presentata dal coniuge beneficiario, in diminuzione se invece il procedimento è avviato dal coniuge obbligato);
  • la revoca dell’assegno.

Assegno di mantenimento: poteri del giudice

Durante questo procedimento il giudice può disporre indagini tramite la polizia tributaria (per verificare i redditi degli ex coniugi o la presenza di redditi non dichiarati), e comminare eventuali sanzioni.

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