Assegno divorzile quando non è dovuto

Assegno divorzile quando non è dovuto: vediamo quando cessa l'obbligatorietà di versare l'assegno all'ex coniuge.

3' di lettura

Assegno divorzile quando non è dovuto? Oggi vi parleremo dell’assegno divorzile e delle differenze che intercorrono con l’assegno di mantenimento (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Questo contributo, versato dal coniuge più benestante, non è sempre dovuto: vediamo insieme in quali situazioni e condizioni non spetta.

Se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Assegno divorzile e assegno di mantenimento: differenze

L’assegno divorzile è un contributo economico versato dal coniuge più benestante quando il divorzio è «effettivo».

Questo tipo di assegno si differenzia dall’assegno di mantenimento, che scatta già al momento della separazione. Bisogna, infatti, distinguere il termine “separazione” dal termine “divorzio”, con cui il matrimonio cessa definitivamente di esistere.

Mentre l’assegno di mantenimento viene calcolato in base alle capacità economiche del coniuge più ricco e mira a garantire lo stesso tenore di vita che avuto dal beneficiario durante il matrimonio, l’assegno divorzile è rivolto semplicemente a garantire l’autosufficienza del coniuge indipendentemente dal reddito più elevato. Di conseguenza varia l’importo dell’assegno.

Negli ultimi anni, però, alcune sentenze hanno finito per equiparare l’assegno di mantenimento all’assegno divorzile, che spetta al coniuge a cui non è stata riconosciuta la responsabilità per la fine del matrimonio (tradimento, maltrattamenti o abbandono).

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Assegno divorzile: quando spetta?

Al coniuge divorziato viene riconosciuto l’assegno divorzile solo se questi riesce a dimostrare l’incapacità di mantenersi da sé, magari a causa dell’età, delle condizioni di salute, dell’impossibilità o delle difficoltà di trovare un lavoro.

La decisione del giudice chiamato ad assegnare l’assegno divorzile è legata al confronto tra i redditi degli ex coniugi e al “lavoro” sostenuto dal richiedente durante la vita di coppia, nella formazione del patrimonio comune o personale, tenendo conto della durata dell’età e della durata del matrimonio.

Viene spesso riconosciuta alla donna l’aver rinunciato a una professione lavorativa per prendersi cura del marito, dei figli e della casa.

Assegno divorzile quando non è dovuto
Assegno divorzile quando non è dovuto: vediamo quando cessa l’obbligatorietà di versare l’assegno all’ex coniuge.

Assegno divorzile quando non è dovuto

Assegno divorzile quando non è dovuto? L’assegno divorzile può essere rimodulato nell’importo e può essere pure revocato. Per quanto riguarda la portata economica dell’assegno, questa può essere modificata se il coniuge obbligato al versamento abbia perso il lavoro, oppure se il beneficiario abbia ottenuto un contratto stabile di lavoro. In questo caso mutano le condizioni di fatto.

Le parti possono anche accordarsi per un assegno divorzile una tantum: l’obbligato paga una somma di denaro, in un’unica soluzione, anziché mensilmente.

Assegno divorzile quando non è dovuto? L’assegno divorzile può anche essere revocato, se il beneficiario si sposa oppure convive stabilmente e in maniera duratura con un’altra persona.

Anche se è stato rimesso alle Sezioni Unite della Cassazione stabilire se con la convivenza di fatto l’assegno divorzile si estingue automaticamente oppure bisogna rimodulare l’importo dell’assegno in base al nuovo assetto familiare del richiedente.

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