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Assegno sociale a 71 anni: si somma la pensione?

Assegno sociale a 71 anni e pensione, si possono avere entrambi? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Giugno 2023

Nell’articolo di oggi vedremo con quale altra prestazione è compatibile l’Assegno sociale a 71 anni (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Pensioni a 71 anni ultime notizie: quali sono con e senza contributi

La pensione di vecchiaia si raggiunge in Italia con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Tuttavia per chi non ha i requisiti per il pensionamento ordinario ci sono delle misure alternative.

Il sito lavoroepensioni.it ha analizzato le differenze fra Assegno sociale e Pensione sociale.

L’Assegno sociale: importo e a chi spetta

L’Assegno sociale nel 1996 ha sostituito la Pensione sociale ed è un sussidio a cui hanno diritto le persone che hanno compiuto 67 anni e con un reddito massimo di 6.542,51 euro all’anno, elevati a 13.085,02 euro se il soggetto è coniugato.

Si tenga però presente che per le persone coniugate non si considera il reddito personale, ma il reddito familiare.

L’importo dell’Assegno sociale nel 2023 è di 503,27 euro al mese per 13 mensilità, tuttavia la Legge 488/2001 ha stabilito che al compimento dei 70 anni spetti una maggiorazione di 191,74 euro.

Assegno-sociale-a-71-anni-INPS
La pagina dell’Assegno sociale sul sito dell’INPS.

La pensione di vecchiaia contributiva: a chi spetta

Quanti hanno compiuto 71 anni e hanno accumulato almeno 5 anni di contributi versati, dopo il 1996, possono richiedere la pensione di vecchia contributiva. Questa prestazione è rivolta però solo ai pensionati che ricadono nel sistema contributivo puro, quindi hanno versato tutti i contributi dopo il 1996.

L’importo cambia in base alla retribuzione di riferimento del lavoratore e ai contributi versati. Trovate un esempio pratico di calcolo degli importi nel nostro articolo dedicato proprio alla Pensione contributiva.

Inoltre chi ha almeno 15 anni di contributi alle spalle può richiedere il computo nella Gestione Separata INPS.

In pratica quanti hanno 15 anni di contribuzione e nella loro vita hanno versato o stanno versando i contributi alla Gestione separata INPS, possono far confluire in questa cassa tutta la loro contribuzione e ricevere una pensione erogata appunto dalla Gestione separata.

La Pensione di cittadinanza: importo e a chi spetta

La Pensione di cittadinanza è la misura gemella del Reddito di cittadinanza a cui però hanno diritto le persone che hanno compiuto 67 anni. Per richiederla è necessario un ISEE familiare di massimo 9.630 euro all’anno e il rispetto di alcuni requisiti legati a reddito e patrimoni, che trovate specificati nel nostro articolo sulla Pensione di cittadinanza.

Si tratta di un sussidio mensile diviso in due quote, dove la quota B viene assegnata se il nucleo è in affitto e copre le spese per il canone di locazione. L’importo della quota B è pari al canone annuo di locazione fino a un massimo di 1.800 euro all’anno (150 euro mensili).

La quota A è invece un’integrazione del reddito familiare, cioè una somma che si assegna alla famiglia fino a portare il suo reddito a 7.560 euro all’anno. L’importo della quota A dipende dalla composizione del nucleo familiare e assegna un massimo di 7.560 euro all’anno ad un single a reddito zero, se poi ci sono altre persone nel nucleo l’importo massimo sale.

La prestazione può essere richiesta online sul sito dell’INPS, ma entro il 31 dicembre 2023, data dopo la quale Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza saranno cancellati. Al loro posto però le persone che hanno compiuto 60 anni potranno richiedere l’Assegno di inclusione.

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L’Assegno sociale a 71 anni è compatibile con la pensione contributiva?

La risposta a questa domanda è molto semplice ed è NO, l’Assegno sociale e la pensione di vecchiaia contributiva non sono compatibili.

In parole povere quanti percepiscono l’Assegno sociale, se al compimento dei 71 anni vogliono richiedere la pensione di vecchiaia contributiva, devono rinunciare alla prima prestazione

La persona deve quindi scegliere se ricevere l’Assegno sociale o la pensione di vecchiaia contributiva, ma può ottenere una sola di queste prestazioni alla volta.

L’Assegno sociale è compatibile con la Pensione di cittadinanza?

L’Assegno sociale è compatibile con la Pensione di cittadinanza.

Chi percepisce l’Assegno sociale può infatti richiedere anche la Pensione di cittadinanza. In questo caso la Pensione di cittadinanza costituisce un’integrazione dell’Assegno sociale, fino ad un massimo di 780 euro al mese.

Spetta la quattordicesima con l’Assegno sociale?

Nella scelta della prestazione da richiedere c’è però una cosa da valutare e cioè la quattordicesima.

L’Assegno sociale e la Pensione di cittadinanza sono due sussidi, il primo si riceve per 13 mensilità il secondo per 12 mesi. Quindi chi percepisce l’Assegno sociale riceve anche la tredicesima, ma non la quattordicesima.

Con la pensione di vecchiaia contributiva è possibile avere anche la quattordicesima, se si rispettano i requisiti specifici.

Nello specifico la quattordicesima spetta a tutti i pensionati INPS che in data 30 giugno 2023 abbiano già compiuto 64 anni e con un reddito complessivo che non superi di due volte il trattamento minimo (563,74 euro x 2).

La quattordicesima viene erogata ai pensionati ogni anno a luglio e gli importi dipendono dagli anni di contribuzione, ma variano dal minimo di 336 euro fino al massimo di 655 euro.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

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