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Assegno Unico, fino a che età viene pagato e cosa cambia

Vediamo qual è l’età massima per l'Assegno Unico e come cambiano gli importi quando un figlio diventa maggiorenne.

di Alda Moleti

Luglio 2023

In questo articolo vedremo qual è l’età massima per l’Assegno Unico e come cambiano gli importi quando un figlio diventa maggiorenne (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Qual è l’età massima per l’Assegno Unico 2023?

La normativa dell’Assegno Unico prevede che il nucleo possa percepire gli importi per un figlio a carico fino a che questo non compia 21 anni. Tuttavia, per percepire l’Assegno Unico per un figlio maggiorenne è importante che questo sia a carico fiscale dei genitori.

Un’altra cosa che si deve considerare è che l’Assegno Unico prevede importi più bassi nelle quote assegnate ai figli maggiorenni, rispetto ai minorenni a carico.

A queste regole c’è però un’eccezione e cioè se il figlio è affetto da disabilità. Nel caso infatti si tratti di un figlio con disabilità media, grave o in condizione di non autosufficienza, gli spetta l’Assegno Unico a prescindere dall’età.

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Inoltre, nel calcolo degli importi, i figli disabili anche se maggiorenni sono equiparati ai minorenni e ricevono perciò cifre più alte.

Per concludere, ricordiamo che i figli tra 18 e 21 anni possono richiedere autonomamente l’Assegno Unico e ricevere personalmente gli importi.

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Quando si ha diritto all’Assegno Unico per i figli maggiorenni?

L’Assegno Unico nel 2023 spetta anche per i figli maggiorenni se non hanno compiuto 21 anni e se rispettano i requisiti.

In dettaglio, come specificato dall’INPS nella pagina dedicata all’Assegno Unico, si ha diritto alla prestazione:

Età-massima-per-lAssegno-Unico-INPS
In foto, lo screen dei requisiti dell’Assegno Unico sul sito dell’INPS.

Come cambia l’importo dell’Assegno Unico in base all’età del figlio?

L’Assegno Unico spetta a tutti i nuclei familiari, a prescindere dal reddito. Tuttavia i sui importi sono modellati sull’ISEE familiare e si riducono quando il figlio diventa maggiorenne.

Inoltre, sono previste delle maggiorazioni in base alla composizione del nucleo familiare, ad esempio se ci sono figli piccoli o se si tratta di famiglia numerose.

Tabella degli importi dell’Assegno Unico 2023

La tabella qui sotto mostra come cambiano gli importi dell’Assegno Unico in base all’ISEE, all’età dei figli e alla composizione del nucleo familiare.

È solo una tabella riassuntiva perché in realtà le fasce ISEE dell’Assegno Unico sono moltissime. Per scaricare le tabelle complete degli importi e delle maggiorazioni dell’Assegno Unico 2023 vi basta cliccare sul pulsante download alla fine di questo capitolo.

ISEE fino afiglio da 0 a 1 annofiglio da 1 a 18 anni e disabilifiglio tra 18 e 21 anniMaggiorazione figli dopo il secondoBonus secondo percettore di reddito
16.215 euro283,8€189,2€91,9€91,9€32,4€
21.620 euro243,3€162,2€78,9€76,8€25,9€
27.025 euro202,65€135,1€65,9€61,6€19,5€
32.430 euro162,15€108,1€53€46,5€13€
37.835 euro121,65€81,1€40€31,3€6,5€
da 43.240 euro in poi81,15€54,1€27€16,2€
Tabella degli importi dell’Assegno Unico 2023

Le nuove maggiorazioni dell’Assegno Unico 2023

Oltre agli importi base ci sono delle maggiorazioni dell’Assegno Unico 2023 che si applicano in alcuni casi. Nello specifico le maggiorazioni scattano in caso di:

Le maggiorazioni dell’Assegno Unico per disabilità

Di base sono tutte maggiorazioni che si concentrano sui nuclei con minorenni a carico. L’unica maggiorazione che si applica esclusivamente ai maggiorenni riguarda i casi in cui essi siano affetti da disabilità.

Nel caso di un figlio disabile a carico infatti, indipendentemente dalla sua età, saranno erogati gli stessi importi di Assegno Unico previsti per i figli minori compresi tra 1 e 18 anni.

Inoltre c’è una ulteriore maggiorazione per i figli disabili che si applica però solo fino al compimento dei 21 anni:

Esempio di calcolo degli importi dell’Assegno Unico in base all’età

Per avere una migliore comprensione, può essere utile fare un esempio pratico e vedere i come si calcolano gli importi dell’Assegno Unico 2023 nel caso di figli di diverse fasce d’età.

Supponiamo di avere una famiglia con un ISEE familiare 2023 di 27.000 euro, un solo genitore lavoratore e tre figli a carico: due bambini di 11 e 10 anni e un ragazzo di 20 anni.

Secondo le nuove disposizioni dell’Assegno Unico 2023, a questa famiglia spetteranno circa 135,1 euro per ogni figlio minorenne e 65,9 euro per il figlio maggiorenne. Quindi, in totale, l’importo mensile dell’Assegno Unico per questa famiglia sarà di 336,1 euro.

Tuttavia, poiché questa famiglia ha tre figli, si applica la maggiorazione che viene concessa per ogni figlio dopo il secondo. In questo caso, la maggiorazione ammonta a 61,6 euro. Quindi, ai 336,1 euro di importo base, vanno aggiunti i 61,6 euro di maggiorazione. Pertanto, nel 2023, la nostra famiglia percepirà mensilmente un importo totale di 397,7 euro.

Adesso, catapultiamoci avanti nel tempo, e immaginiamo che il figlio più grande abbia compiuto 21 anni. La nostra famiglia non avrà più diritto all’Assegno Unico per lui, indipendentemente dal fatto che sia o meno a carico dei genitori.

FAQ sull’Assegno Unico

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese corrente, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° luglio 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di luglio sarà comunque regolarmente pagata.

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda dell’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Quando viene pagato l’Assegno Unico?

Dal 10 al 20 di ogni mese, se non ci sono sono state variazioni di importo rispetto alla precedente mensilità. Dal 20 al 30/31 del mese, se ci sono state variazioni d’importo rispetto al mese precedente, dovute a cambiamenti nel nucleo o nell’ISEE.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

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