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Assegno unico 2024: caos ISEE, chi rischia il taglio

Assegno Unico 2024 e ISEE: inatteso dietrofront dall'INPS. Btp e libretti postali (entro i 50.000 euro) non possono essere esclusi dal computo dell'ISEE. Scopri quali possono essere le conseguenze.

di Romina Cardia

Gennaio 2024

Ecco le novità dell’INPS in merito ad Assegno Unico 2024 e ISEE (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno Unico 2024 e ISEE: ecco chi rischia un importo ridotto dell’AU

Novità INPS in merito ad Assegno Unico 2024 e ISEE, purtroppo non buone.

L’Istituto di previdenza ha recentemente chiarito che i Btp e i libretti di risparmio postale, fino a un valore totale di 50.000 euro, devono essere inclusi nel calcolo dell’ISEE.

Questa informazione è stata comunicata attraverso il Messaggio INPS numero 165 del 12-01-2024, causando confusione anche tra coloro che avevano già presentato richieste per l’Assegno di inclusione al posto del Reddito di cittadinanza.

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Nonostante ciò, l’INPS fa sapere che l’implementazione effettiva della disposizione dipende dall’approvazione delle modifiche al regolamento sull’ISEE, di cui si parla nella Manovra 2024 ma per le quali ancora, sempre secondo l’Istituto, manca il decreto attuativo.

Secondo quanto riportato dall’INPS, la procedura non era aggiornata, e le attestazioni recenti potevano considerare o meno la franchigia prevista nel calcolo del patrimonio mobiliare.

La Consulta dei Caf consigliava di inserire tutti i valori mobiliari nelle dichiarazioni, ma Poste, nelle sue recenti comunicazioni ai clienti, escludeva i titoli di Stato e i prodotti del risparmio postale.

Nonostante la confusione, l’obbligo di dichiarare tutti i rapporti finanziari nella Dichiarazione sostitutiva unica rimane invariato, con scadenza a gennaio 2024.

Il governo aveva inizialmente promosso la modifica come un vantaggio per le famiglie, offrendo la possibilità di ottenere più bonus, come asilo nido, retta universitaria, carta acquisti per la spesa, Bonus sociale luce e gas e l’Assegno di inclusione.

Tuttavia, la mancanza di chiarezza e tempestività nella comunicazione ha generato confusione tra i cittadini, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione all’operatività delle misure normative.

In pratica, attendiamo in decreto attuativo, altrimenti molte persone si troveranno ad avere un ISEE più basso, con ripercussioni sull’importo dell’Assegno Unico e sul diritto ad altri tipi di agevolazioni e sussidi.

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Come rinnovare l’Assegno Unico 2024 e ISEE

In attesa del Dpcm attuativo, vediamo quando e come rinnovare l’Assegno Unico 2024 e ISEE.

L’Assegno Unico è un sostegno economico che dura un anno, da marzo a febbraio dell’anno successivo.

Dopo aver presentato e accettato la domanda, il beneficio si rinnova automaticamente, evitando la necessità di una nuova richiesta di rinnovo.

Se ne sei stato già beneficiario nel 2023 o presenti la domanda entro il 28 febbraio 2024, quindi, il beneficio sarà automaticamente rinnovato per tutto l’anno corrente.

È importante notare che gli importi dell’Assegno Unico 2024 dipendono dal reddito. Per mantenere eventuali aumenti, è necessario fornire all’INPS i dati economici aggiornati ogni anno.

Quindi, i beneficiari devono compilare annualmente la nuova DSU per aggiornare l’ISEE entro la fine di febbraio.

Scopri cosa dichiarare nella DSU per l’ISEE per persone disabili e cosa va escluso.

Cosa succede se non si rinnova l’Assegno Unico 2024 e ISEE

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2024 può essere compilata online e inviata all’INPS tramite il servizio di ISEE precompilato sul suo sito web. Per accedere a questo servizio, è necessario utilizzare SPID, CIE o CNS.

È importante compilare la DSU entro la fine di febbraio per mantenere valido l’ISEE e non perdere il diritto all’Assegno Unico.

Anche se si supera la scadenza, non si perde il diritto, ma a partire da marzo 2024 l’importo ricevuto sarà ridotto al minimo garantito, senza considerare eventuali maggiorazioni.

In pratica, chi non rinnova l’ISEE, indipendentemente dalla situazione economica, riceverà gli importi corrispondenti alla fascia di reddito più elevata, destinata agli ISEE sopra i 40.000 euro.

Ecco la tabella con gli importi dell’Assegno Unico 2024, comprese le maggiorazioni.

Assegno Unico 2024 e ISEE
Assegno Unico 2024 e ISEE. Nella foto: una donna preoccupata.

Quando bisogna aggiornare la domanda per Assegno Unico 2024

Se benefici dell’Assegno Unico 2024 e hai avuto cambiamenti significativi nella tua famiglia, devi fare alcuni passaggi importanti.

Oltre a rinnovare l’ISEE, è essenziale integrare tempestivamente la tua domanda precedente.

Le variazioni rilevanti che devi segnalare includono:

Per aggiornare la tua domanda, collegati alla pagina dell’Assegno Unico. Clicca su “Utilizza il servizio” due volte e autenticati tramite SPID, CIE o CNS. Successivamente, seleziona “Consulta e gestisci le domande già presentate”.

Ricorda che quest’aggiornamento è fondamentale anche per il calcolo delle maggiorazioni.

Ecco a chi spetta l’Assegno Unico e maggiorazione per un figlio con disabilità, quanto si prende e in quali casi il rinnovo è automatico: le risposte dell’INPS.

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a gennaio 2024 e importi

Il messaggio INPS n. 15/2024 spiega il nuovo calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico da gennaio a giugno 2024.

Se non ci sono cambiamenti nei calcoli, i beneficiari riceveranno l’accredito nei seguenti giorni:

Per coloro che hanno avuto modifiche nei calcoli a causa di cambiamenti nel nucleo o nell’ISEE, i pagamenti saranno dal 20 al 30/31 del mese, e successivamente seguiranno il calendario regolare.

L’importo dell’Assegno Unico è calcolato secondo le norme dell’articolo 4, comma 11, del D.lgs. 230/2021.

Questo articolo prevede un aggiornamento annuale in base alle variazioni dell’indice del costo della vita.

Per gennaio 2024, si utilizzeranno ancora le cifre del 2023, in attesa dell’aggiornamento ufficiale dell’indice da parte dell’ISTAT.

Una volta pubblicata la nuova variazione dell’indice, ci sarà un conguaglio per aggiustare gli importi degli assegni successivi. I beneficiari riceveranno eventuali arretrati per riflettere qualsiasi differenza.

FAQ sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico a gennaio, la prestazione spetta dal mese di febbraio.

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