L’Assegno Unico 2026 si prepara ad assumere un nuovo volto: con la rivalutazione “automatica” legata all’inflazione, l’importo massimo mensile per figlio salirà a 204,4 euro Analizziamo nel dettaglio tutti gli importi, le soglie ISEE ridisegnate e le maggiorazioni riviste - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Assegno Unico 2026: cosa cambia subito e perché è importante
L’Assegno Unico 2026 è al centro dell’attenzione perché rappresenta la conferma di un meccanismo di adeguamento automatico al costo della vita: secondo le proiezioni dell’inflazione 2025, prevista intorno all’1,6%, gli importi base e le maggiorazioni saranno incrementati proporzionalmente.
Ciò significa che le famiglie con ISEE basso otterranno un sostegno più consistente, mentre quelle con livelli di reddito più alti vedranno un lieve miglioramento dell’importo minimo garantito. Le nuove cifre entreranno in vigore a partire da febbraio 2026, con gli arretrati su gennaio corrisposti nei mesi successivi.
È dunque fondamentale analizzare nel dettaglio importi, soglie e maggiorazioni per capire quanto ciascuna famiglia potrà “guadagnare” con questo adeguamento automatico.
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I nuovi importi base nell’Assegno Unico 2026: la tabella aggiornata
Con l’adeguamento all’inflazione, l’Assegno Unico 2026 rivede in alto sia il massimale che il minimo. Ecco le cifre più rilevanti:
- per famiglie con ISEE fino a circa 17.520,19 euro, l’importo mensile per figlio sale da 201 € a 204,4 euro;
- per ISEE nella fascia circa 21.700-21.800 euro, l’importo passa da 179,7 euro a 182,8 euro;
- nella fascia ISEE attorno a 26.100-26.300 euro, l’importo salirà a 160,6 euro (da 157,9 euro);
- per chi non presenta un ISEE o è al di sopra della soglia massima, il minimo mensile passa da 57,5 euro a circa 58,5 euro. Anche le soglie ISEE di riferimento subiranno ritocchi verso l’alto, così da evitare che famiglie già al limite vengano penalizzate.
Gli importi effettivi spettanti dipenderanno dal numero di figli, dall’età e dalle specifiche condizioni del nucleo (vedi le maggiorazioni nei paragrafi seguenti).

Le nuove maggiorazioni 2026: quando è prevista una “extra-quota”
Oltre all’importo base, molte famiglie beneficeranno delle maggiorazioni che verranno anch’esse rivalutate:
- figli non autosufficienti: la maggiorazione salirà a 122,7 euro mensili, rispetto ai 120,6 euro attuali;
- figli con disabilità grave: l’incremento raggiungerà 111 euro (erano 109,1 euro);
- disabilità media: da 97,7 € a 99,4 euro al mese;
- madri con meno di 21 anni: la maggiorazione arriverà a 23,4 euro (da 23 euro);
- figli successivi al secondo (in nuclei numerosi): nella fascia ISEE più bassa, la maggiorazione sarà 99,4 euro; nelle fasce più alte, circa 17,5 euro.
- bonus per il secondo percettore di reddito: nella fascia minima il valore salirà a 35 euro, con decrescita nelle fasce superiori.
Queste maggiorazioni possono fare la differenza nei nuclei più fragili: l’incremento del valore reale dell’assegno servirà a contrastare l’erosione dovuta all’inflazione.
Quando e come entra in vigore l’adeguamento dell’Assegno Unico 2026
L’adeguamento dell’Assegno Unico 2026 entrerà in vigore nei pagamenti del mese di febbraio 2026, e gli importi riferiti a gennaio saranno corrisposti come arretrati nei mesi successivi.
Per le famiglie che già ricevono l’assegno non sarà necessaria una nuova domanda, purché quella in essere sia ancora valida. Tuttavia, per beneficiare dell’importo “rivalutato”, sarà essenziale aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’anno 2026, con un ISEE valido.
Chi non presenterà la nuova DSU entro il termine previsto rischia di percepire soltanto l’importo minimo previsto dalla legge.
Il meccanismo di rivalutazione è automatico per legge: la normativa che istituisce l’Assegno Unico prevede che ogni anno gli importi vengano aggiornati in base all’indice dei prezzi al consumo.