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Assegno Unico aprile 2024: chi può ottenere l’aumento

Assegno Unico di aprile e aumenti 2024: per chi? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Aprile 2024

In questo articolo parleremo dell’Assegno Unico di aprile e aumenti 2024 (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico di aprile e aumenti 2024: per chi?

A partire da aprile 2024, è possibile ottenere un aumento dell’Assegno Unico per figli a carico in seguito a una diminuzione significativa dei patrimoni nell’ultimo anno. In questo caso va però richiesto l’ISEE corrente. Questo strumento considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente, a differenza dell’ISEE ordinario che si basa sui dati di due anni prima.

L’ISEE corrente può essere compilato esclusivamente in presenza di un deterioramento delle condizioni economiche, da cui risulta quindi in un valore inferiore rispetto a quello ordinario. Di conseguenza, un ISEE corrente più basso porta a un aumento dell’Assegno Unico, inclusi i mesi precedenti, a condizione che l’ISEE sia stato emesso entro il 31 maggio.

Tuttavia, la richiesta dell’ISEE corrente è vincolata a specifici periodi: è necessario attendere fino al 1° aprile per poterlo richiedere con lo scopo di aggiornare la situazione patrimoniale, ai fini dell’aumento dell’importo dell’Assegno Unico.

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Incrementare l’Assegno Unico utilizzando l’ISEE corrente

Il calcolo dell’Assegno Unico per i figli a carico si basa sul valore ISEE. Ad esempio, l’importo massimo dell’assegno, fissato a 199,40 euro per figlio (escluse eventuali maggiorazioni), è garantito solo quando l’ISEE non supera i 17.090,61 euro.

Superata questa soglia, l’importo dell’Assegno Unico diminuisce di circa 5 euro per ogni incremento di 1.000 euro nel valore dell’ISEE, fino a raggiungere un minimo di 57 euro per un ISEE pari o superiore a 45.574,96 euro. Lo stesso importo minimo si applica a coloro che inoltrano la domanda per l’Assegno Unico senza presentare l’ISEE.

Quindi, richiedendo l’ISEE corrente, che ha un valore più basso dell’ISEE ordinario, è possibile ottenere degli importi più alti dell’Assegno Unico.

Che cos’è l’ISEE corrente?

L’ISEE corrente è essenziale per aggiornare la situazione ISEE per chi ha riscontrato un calo delle proprie condizioni lavorative o economiche rispetto a due anni fa, che è il periodo di riferimento per l’ISEE ordinario. Questa versione è particolarmente indicata quando si verificano cambiamenti rilevanti nella situazione finanziaria di una famiglia e, come abbiamo detto, può portare ad un ricalcolo degli importi dell’Assegno Unico.

Per poter richiedre all’ISEE corrente, devono presentarsi condizioni specifiche:

L’ISEE corrente può essere richiesto sia in situazioni di perdita di lavoro che di riduzione del reddito, o di perdita patrimoniale. Se si verificano entrambe le condizioni, l’ISEE corrente rifletterà entrambe le circostanze, mettendo in luce il disagio economico in maniera più precisa rispetto all’ISEE ordinario.

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In foto, la pagina dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Quando si può richiedre l’ISEE corrente per l’aumento dell’Assegno Unico?

Le tempistiche per la richiesta dell’ISEE corrente differiscono a seconda delle circostanze particolari di ciascun nucleo familiare, come segue:

La documentazione necessaria per richiedere l’ISEE corrente

L’ISEE corrente può essere richiesto online all’INPS attraverso il servizio di ISEE precompilato o avvalendosi dell’assistenza di un Caf (Centro di assistenza Fiscale). Per la sua elaborazione, è indispensabile presentare i seguenti documenti:

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° febbraio 2024 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di febbraio sarà comunque regolarmente pagata.

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