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Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Assegno Unico con ISEE sbagliato: cosa fare

Assegno Unico con ISEE sbagliato: cosa fare

Assegno Unico con ISEE difforme: come funziona? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Febbraio 2024

In questo articolo vedremo come risolvere il problema dell’Assegno Unico con ISEE difforme (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico con ISEE difforme: come funziona?

L’importo mensile dell’Assegno Unico dipende dall’ISEE del nucleo familiare che riceve il beneficio. Questo importo si basa su una tabella, allegata al decreto legislativo n. 230/2021, e si aggiorna in base all’inflazione, come indicato nell’ultimo aggiornamento del messaggio n. 572/2024.

Per i nuclei con figli minorenni, si utilizza un’attestazione ISEE specifica per minorenni, definita dal DPCM 159/2013. Per i figli maggiorenni, si fa riferimento all’ISEE ordinario, descritto nello stesso decreto.

Se l’ISEE presentato ha delle omissioni o difformità, sia nel patrimonio che nei redditi dichiarati, l’INPS può comunque procedere con l’istruttoria e l’erogazione dell’Assegno Unico basandosi comunque questa attestazione. Questo perché, secondo l’articolo 11, comma 5, del DPCM citato, la dichiarazione, anche se difforme, è considerata valida per ricevere il beneficio, a condizione che l’utente possa successivamente fornire documenti che confermino la correttezza dei dati forniti.

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Cosa fare se è stato richiesto l’Assegno Unico con ISEE difforme?

Il messaggio INPS 2856/2023 chiarisce che, a partire da settembre 2023, eventuali omissioni o incongruenze nell’attestazione ISEE porteranno all’assegnazione degli importi minimi dell’Assegno Unico, come stabilito dall’articolo 4, commi da 1 a 8, del decreto legislativo 230/2021.

Assegno-Unico-con-ISEE-difforme-INPS
Il messaggio INPS 2856/2023.

L’INPS informerà gli utenti di queste omissioni o difformità tramite comunicazioni inviate per PEC, SMS o e-mail, utilizzando i dati dell’Archivio Unico dei Contatti. Sarà quindi possibile regolarizzare l’ISEE inviando una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) senza errori, entro la data di scadenza della DSU originale (31 dicembre dell’anno in cui è stata presentata).

Se la DSU corretta viene presentata in tempo, l’importo dell’Assegno Unico verrà aggiustato in base al nuovo valore ISEE e l’utente riceverà eventuali arretrati, dovuti per i mesi in cui è stato erogato l’importo minimo a causa delle precedenti incongruenze.

Stessa cosa vale se l’utente, al posto di presentare una nuova DSU, fornisce una documentazione che attesti la correttezza dell’ISEE o se è il CAF ad inviare una segnalazione di rettifica dell’ISEE.

Potete scaricare le tabelle complete degli importi dell’Assegno Unico aggiornati al 2024 semplicemente cliccando sul pulsante di download qui sotto.

Come correggere un ISEE difforme?

Gli utenti hanno la possibilità di correggere eventuali errori o discrepanze presenti nella loro dichiarazione ISEE, per assicurarsi che il calcolo dell’Assegno Unico rifletta correttamente la loro situazione economica. Per farlo hanno 3 alternative:

Come dimostrare che i dati dichiarati nell’ISEE sono veri?

Come abbiamo detto, nel caso sia stato richiesto l’Assegno Unico con ISEE difforme, è possibile presentare alla struttura territoriale INPS una documentazione che dimostri la veridicità dei dati dichiarati nell’ISEE. Questi documenti includono:

Come correggere l’ISEE difforme

Una delle soluzioni per risolvere il problema dell’Assegno Unico con ISEE difforme è quella di ripetere la procedura di richiesta dell’attestazione, cioè compilare una nuova DSU e ottenere l’ISEE corretto.

È possibile compilare la DSU online in prima persona, tramite il servizio ISEE precompilato oppure avvalersi dell’assistenza di un Caf. Tuttavia, se a commettere l’errore che ha generato un ISEE difforme è stato il Caf, quest’ultimo può inviare una richiesta di rettifica dell’ISEE.

Trovate maggiori informazioni su come compilare la DSU nel nostro articolo dedicato esclusivamente alla richiesta dell’ISEE 2024.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

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