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Assegno Unico, non lo riceverai più: strani messaggi INPS

Assegno Unico con domanda decaduta: cosa sono questi strani SMS? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Maggio 2024

In questo articolo parleremo di Assegno Unico con domanda decaduta e vedremo cosa sono gli strani SMS che stanno arrivando dall’INPS (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico con domanda decaduta: cosa sono questi strani SMS?

Attenzione agli SMS dall’INPS sull’Assegno Unico! Alcuni utenti stanno ricevendo messaggi dall’INPS che li informano che la loro domanda per l’Assegno Unico è decaduta.

Qui sotto potete vedere proprio uno screen, della pagina Facebook “Reddito di inclusione e tanto altro” che mostra uno di questi SMS ricevuti dagli utenti e inviati dalla piattaforma ufficiale Inpsinforma.

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In foto, uno degli SMS inviati dall’INPS che avvisa che la domanda per l’Assegno Unico è decaduta.

Questi messaggi sembrano essere soltanto degli errori, quindi niente panico! Per essere sicuri che si tratti di un errore basta collegarsi al sito dell’INPS, accedere e verificare lo stato della domanda dell’Assegno Unico: se questa risulta “accolta” allora è la prova che l’SMS è un errore! Vediamo meglio come effettuare questa procedura.

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Come verificare lo stato della domanda dell’Assegno Unico

La richiesta per l’Assegno Unico Universale può essere inoltrata tramite un sistema telematico online, in modo autonomo o con il supporto di un Caf.

Per accedere al riepilogo della domanda, bisogna seguire questa semplice procedura online:

Dopo essere entrati nella propria area riservata, si può accedere al riepilogo selezionando l’opzione “Consulta e gestisci le domande che hai presentato,” per verificare tutti i dati forniti durante la domanda. Se questa risulta accolta, allora è chiaro che l’SMS ricevuto dall’INPS sia un errore.

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Assegno Unico con domanda decaduta: come contattare l’INPS

Se si necessitano chiarimenti dall’INPS riguardo a ritardi nel pagamento dell’Assegno Unico o eventuali verifiche dello stato della domanda, è possibile contattare l’Istituto utilizzando vari canali. Adesso vedremo tutti i modi in cui è possibile contattare l’Istituto di previdenza in caso di problemi con l’Assegno Unico.

Come contattare l’INPS online

Un modo efficace per contattare l’Istituto di previdenza è attraverso il servizio online INPS Risponde.

Per utilizzare questo servizio, basta visitare il portale INPS Risponde e scegliere se autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS, oppure inviare un messaggio senza autenticazione. Tuttavia, è consigliabile accedere tramite autenticazione, in modo che l’INPS possa avere una visione completa della situazione, grazie all’accesso ai dati personali.

Per accedere al servizio, basta cliccare su “Accedi” nell’angolo in alto a destra e seguire la procedura di autenticazione. Una volta effettuato l’accesso, si può inviare un messaggio all’INPS per segnalare un problema e richiedere assistenza.

Come contattare l’INPS telefonicamente

In alternativa, un altro metodo per contattare l’INPS è per telefono, attraverso il servizio Contact Center.

Per le chiamate da rete fissa è possibile utilizzare gratuitamente il numero verde 803 164, mentre per le chiamate da cellulare si può comporre il numero 06 164 164. Si noti che le chiamate da cellulare potrebbero essere soggette a una tariffa specifica a seconda dell’operatore telefonico.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

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