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Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Assegno unico dopo il 20 maggio 2023: ecco per chi

Assegno unico dopo il 20 maggio 2023: ecco per chi

L’Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023 è atteso solo da una parte di destinatari. Scopri cosa è cambiato.

di Chiara Del Monaco

Maggio 2023

In base a una comunicazione dell’INPS, sono cambiate le finestre di pagamento dell’Assegno Universale per famiglie. In questo approfondimento vediamo in particolare chi deve ricevere l’Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023 (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

L’Assegno Unico per famiglie non segue un calendario preciso di pagamento per erogare le mensilità ai beneficiari, ma l’accredito avviene solitamente in due diversi periodi del mese a seconda che si tratti di arretrati o di nuovi importi.

Tuttavia, a partire da questo mese le tempistiche di pagamento sono cambiate. L’INPS, infatti, ha annunciato delle finestre di pagamento un po’ più precise rispetto a prima, per facilitare e velocizzare l’erogazione del contributo economico,

Secondo l’ultima circolare sull’Assegno, una parte di destinatari riceverà l’Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023. Nei prossimi paragrafi vediamo di quali cittadini si tratta.

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Ricordiamo che le date di accredito cambiano da persona a persona e vanno controllate periodicamente sul fascicolo previdenziale del cittadino, area riservata del sito INPS, accessibile tramite le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.

Indice

Assegno unico dopo il 20 maggio 2023: a chi spetta

Nella circolare n.41 del 7 aprile 2023 l’INPS ha spiegato alcune novità dell’Assegno Unico nel 2023. Tra queste, sono inclusi per esempio gli aumenti delle quote base per famiglie con figli entro 1 o 3 anni di età, oppure l’aumento della maggiorazione forfettaria per famiglie numerose.

Scopri chi deve presentare la domanda dell’Assegno Unico nel 2023 e di quanto aumentano gli importi con le maggiorazioni. Leggi anche quanto costa non rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2023 e l’elenco delle novità dell’Assegno Unico 2023 in breve.

Un’altra novità menzionata dall’Istituto riguarda anche l’obbligo di fare domanda solo per chi non ha mai richiesto il contributo economico o per chi ha avuto la richiesta “Respinta”. L’obiettivo di questa modifica è di semplificare la procedura di erogazione dell’Assegno Unico.

Sempre per questo motivo, il Governo ha aggiunto anche una modifica relativa al periodo di pagamento della prestazione.

A partire da questo mese, infatti, l’accredito seguirà delle tempistiche precise in base alle categorie di destinatari. In particolare, riceveranno l’Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023 questi nuclei familiari:

Quindi, ciò vuol dire che a partire dal 20 maggio fino alla fine del mese saranno pagate solo queste categorie di persone. Se fai parte di uno di questi due gruppi, ti consigliamo di monitorare le disposizioni di pagamento solo a partire dal 20 maggio 2023.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

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Assegno unico dopo il 20 maggio 2023: chi lo attende in questi giorni

Come anticipato nel paragrafo precedente, l’INPS pagherà l’Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023 alle famiglie con figli a carico che aspettano il primo importo del contributo o che hanno subito delle variazioni di reddito o legate al nucleo familiare.

Invece, in questi giorni sono attesi i primi pagamenti del mese di maggio per un’altra categoria di destinatari, ossia coloro che devono percepire lo stesso importo ricevuto ad aprile e che quindi non hanno subito variazioni rispetto al mese scorso.

Infatti, secondo la circolare dell’INPS, la prima finestra di accredito va dal 10 al 20 di ogni mese.

Invece, nel documento non è stato detto nulla dal punto di vista delle mensilità arretrate. Per questo motivo possiamo immaginare che gli accrediti saranno erogati senza seguire un periodo preciso del mese, com’è stato fatto finora.

In entrambi i casi, sia chi attende gli arretrati sia chi attende la mensilità in corso, consigliamo di controllare il fascicolo previdenziale del cittadino per verificare le disposizioni di pagamento.

Assegno Unico dopo il 20 maggio 2023: in foto, una famiglia seduta su un prato.

Assegno unico dopo il 20 maggio 2023: come vedere la data di accredito

Anche se adesso si può sapere più facilmente quando arriverà l’Assegno Unico Universale, bisogna comunque tenere presente che l’INPS non comunica i giorni di pagamento con largo anticipo.

Per questo motivo, quando ci si avvicina alla finestra di accredito interessata (dal 10 al 20 o dal 20 al 30 del mese) consigliamo comunque di monitorare il fascicolo previdenziale del cittadino. Grazie a questo strumento, infatti, i beneficiari possono consultare i dettagli più importanti del pagamento, per esempio l’importo in arrivo, la data di accredito o la mensilità di riferimento.

Generalmente, le disposizioni di pagamento vengono pubblicate alcuni giorni prima del giorno previsto. Quindi, in questi giorni dovrebbero essere disposte le date per chi deve ricevere lo stesso importo dell’Assegno Unico percepito ad aprile 2023.

Ma come vedere le disposizioni di accredito?

Per farlo, bisogna innanzitutto entrare nella propria area personale del sito INPS, chiamata MyInps, attraverso le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.

A questo punto, bisogna digitare nella barra di ricerca in alto “fascicolo previdenziale del cittadino” e cliccare sul primo risultato. Da qui, si deve cliccare sul menu a sinistra e poi selezionare la voce Prestazioni. Poi seleziona la voce Pagamenti. Infine, basta cliccare sull’anno di riferimento e sulla prestazione economica interessata.

Chi non ha molta familiarità con il computer, invece, può anche rivolgersi al servizio gratuito di un CAF o chiamare il Contact Center dell’INPS al numero 803 164 da rete fissa oppure al numero 06 164 164 da cellulare.

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