Assegno unico e Isee corrente: come avere più soldi

Assegno unico e Isee corrente: cos’è l’Isee corrente e quando presentarlo? Le risposte ai tuoi dubbi in questo articolo.

8' di lettura

Assegno unico e Isee corrente: quando presentarlo e perché? In questo articolo ci concentriamo sull’importanza dell’Isee corrente ai fini dell’assegno unico e poi passiamo in rassegna anche gli altri tipi di Isee (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Assegno unico e isee corrente: cos’è l’ISEE corrente?

Assegno unico e Isee corrente. L’Isee corrente è una dichiarazione che può essere presentata dalle famiglie quando si verifica un peggioramento significativo nella situazione lavorativa e reddituale, rispetto a quella dichiarata nei due anni precedenti all’interno dell’Isee di base.

Ma qual è la differenza con l’Isee che siamo soliti nominare? Per capirlo è necessario fare un breve riepilogo sull‘Indicatore della Situazione Economica Equivalente, cioè sull’Isee in generale.

Come probabilmente saprai, per il calcolo dell’ISEE vengono presi in considerazione i redditi e patrimoni di ciascun componente del nucleo familiare relativi al 31 dicembre dei due anni precedenti la compilazione della DSU, ossia della Dichiarazione Sostitutiva Unica (documento necessario per richiedere l’Isee).

In parole povere, per fare l’Isee del 2022 dovrai presentare la DSU in cui saranno inclusi tutti i componenti del tuo nucleo familiare e per ciascun componente saranno indicati i rispettivi redditi e patrimoni di due anni prima, quindi al 31 dicembre 2020. Grazie a questi dati, è possibile avere accesso a una o più prestazioni e agevolazioni previste dallo Stato, come il Reddito di cittadinanza e l’assegno unico.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

Tuttavia, a volte si potrebbero verificare situazioni in cui nel corso dei due anni di riferimento dell’ISEE la propria condizione economica peggiori notevolmente, per esempio per via di un licenziamento. Ed è proprio a quel punto che entra in gioco l’ISEE corrente.

Infatti, si tratta di un secondo indicatore economico che ha una validità di 6 mesi e che permette di ricalcolare la situazione economica del nucleo familiare facendo riferimento agli ultimi 12 mesi o anche in un arco di tempo più breve.

In particolare, per richiedere l’Isee corrente è necessario rispettare una di queste condizioni:

  1. Cambiamenti nella situazione di lavoro a tempo indeterminato e/o trattamenti esenti, per esempio la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa;
  2. Cambiamenti nella situazione di lavoro a tempo determinato o autonomo, come l’inizio di un’attività, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore autonomo;
  3. Variazioni del reddito complessivo del nucleo familiare superiore al 25%;
  4. Variazioni del patrimonio complessivo del nucleo familiare superiore al 20% a partire dal 1° aprile di ciascun anno.

Nel prossimo paragrafo vediamo perché l’Isee corrente è importante ai fini delle prestazioni per le famiglie e in particolare per l’assegno unico.

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Assegno unico e Isee corrente: a cosa serve?

Assegno unico e Isee corrente. Come abbiamo anticipato poco fa, presentare l’attestazione Isee e dichiarare così i redditi complessivi del nucleo familiare può tornare molto utile quando a seconda della propria fascia di reddito si può accedere a uno o più incentivi economici.

Uno di questi è proprio l’assegno unico universale. Probabilmente saprai già che questa misura di sostegno dedicata alle famiglie con figli a carico prevede dei requisiti sui figli e sulla residenza, mentre non esclude nessuno in base all’Isee. Infatti, anche chi non lo presenta ne ha diritto. E allora perché dovrei compilarlo?

Il motivo principale è che l’importo dell’assegno unico varia a seconda della fascia ISEE di appartenenza.

Quindi, se da un lato non è obbligatorio presentare questa dichiarazione per ottenere il sussidio, dall’altro è consigliato, poiché chi fa domanda senza Isee viene automaticamente associato alla fascia più alta di reddito (superiore a 40mila euro all’anno) e quindi riceverebbe gli importi minimi dell’assegno unico.

Assegno unico e Isee corrente. Ricordiamo che l’importo base massimo di assegno unico corrisponde a 175 euro per figli minorenni e 85 euro per figli maggiorenni in caso di Isee pari o inferiore a 15mila euro, invece l’importo base minimo corrisponde a 50 euro per figli minorenni e 25 euro per figli maggiorenni con Isee pari o superiore a 40mila euro.

Lo stesso discorso vale anche per le eventuali maggiorazioni previste dall’assegno unico, alcune delle quali aumentano o diminuiscono di valore in base al reddito complessivo annuale. Tra queste vi sono:

  • la maggiorazione per ogni figlio dopo il secondo;
  • la maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori;
  • la maggiorazione per ogni figlio con disabilità oltre i 21 anni.

Per conoscere tutte le maggiorazioni che si possono applicare all’assegno unico, ti consigliamo di consultare questa guida.

A questo punto sembra chiaro che non solo è conveniente presentare l’attestazione ISEE, ma in caso di cambiamenti significativi e repentini nella tua situazione economica o lavorativa potresti trarre ancora più vantaggio richiedendo l’Isee corrente.

Assegno unico e Isee corrente: altri tipi di Isee

Ora che abbiamo appurato l’importanza dell’Isee corrente per l’importo dell’assegno unico, così come per altri sussidi economici, ti interesserà sapere che esistono diversi tipi di Isee a seconda delle esigenze.

Infatti, oltre all’Isee corrente, per richiedere l’assegno unico bisogna tener conto di altri due tipi di Isee: l’Isee ordinario e l’Isee minorenni.

Vediamo insieme quando compilare questi tre tipi di Isee:

  • ISEE minorenni: questa attestazione deve essere presentata ai fini dell’assegno unico per figli entro i 18 anni di età. Questo Isee è così chiamato proprio perché è pensato per tutte le agevolazioni sociali ed economiche previste in caso di figli minorenni;
  • ISEE ordinario: molto simile al precedente, va compilato quando nel nucleo familiare sono presenti solo figlio maggiorenni. Inoltre, l’Isee ordinario e quello per minorenni differiscono solo in caso di genitori non coniugati e non conviventi tra di loro;
  • ISEE corrente: questo tipo di Isee va presentato da chi ha avuto una variazione di reddito rilevante nel corso dell’anno, tale da modificare il calcolo dell’Assegno Unico. L’ISEE corrente si può presentare da aprile di ogni anno e ha una validità di 6 mesi.

Ecco un’interessante guida per genitori conviventi su Isee 2022 e assegno unico.

Inoltre, una precisazione da fare e che spesso solleva dei dubbi, riguarda i dati da inserire nell’Isee quando insieme alla famiglia convivono altri parenti, come zii o nonni. In tal caso, è bene ricordare che l’Isee fa riferimento alla famiglia anagrafica che risulta dallo stato di famiglia in Comune. Quindi, se nello stato di famiglia risultano altri conviventi bisogna indicarli nella DSU.

Assegno unico e Isee corrente: quando spettano più soldi?

Assegno unico e Isee corrente: quando fare l’ISEE

Assegno unico e isee corrente. L’attestazione Isee, a prescindere dal tipo, deve essere compilata ogni anno seguendo la procedura descritta in questo articolo. Lo si può fare autonomamente o appoggiarsi a un CAF per essere sicuri di non fare errori.

Per conoscere tutti i bonus in base alle fasce Isee, clicca su questo approfondimento.

Allo stesso modo, anche la domanda di assegno unico va presentata ogni anno e avrà durata da marzo fino a febbraio dell’anno successivo. Tuttavia, visto che questo è il primo anno di attivazione (poiché il sussidio è entrato in vigore solo il 1° marzo 2022) è possibile fare domanda fino al 30 giugno 2022 ottenendo anche gli arretrati da marzo 2022.

L’aspetto interessante è che gli arretrati vengono riconosciuti anche se la domanda è stata presentata a marzo e l’Isee successivamente a essa (sempre entro giugno). Invece, gli Isee elaborati dopo giugno avranno validità solo dalla mensilità in corso, così come le domande di assegno unico presentate da luglio in poi.

Se hai ancora qualche dubbio su quando rinnovare l’Isee per non perdere l’assegno unico, questo è l’articolo che fa per te.

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