Assegno unico, le novità del governo Meloni: chi ci guadagna

Assegno unico per i figli fino a 21 anni: quali sono le novità apportate dal Governo Meloni, chi ci guadagna?

7' di lettura

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Assegno unico: cosa cambia con il Governo Meloni? Quali sono le novità sui limiti ISEE? Scopriamo tutte le novità in questo approfondimento.

Indice

Assegno unico: com’è stata la normativa finora?

La legge 46 del 2021, di iniziativa parlamentare, ha conferito una delega al Governo per migliorare e potenziare la normativa dell’Assegno Unico per i figli fino a 21 anni e per i figli disabili senza limite d’età.

Con l’approvazione del decreto legislativo 21 dicembre del 2021 n. 230, il Governo ha attuato queste linee guida, stabilendo la seguente normativa:

  • il riconoscimento di un assegno mensile per tutti i figli a carico, in modo universale, indipendentemente da reddito e lavoro dei genitori;
  • importi dell’assegno modulati in base alla condizione economica familiare, ovvero all’ISEE;
  • la sostituzione dei classici Assegni familiari e altri bonus per i figli, con questo unico Assegno universale.

La riforma, dunque, mira a semplificare e razionalizzare tutti gli strumenti statali di aiuto per la famiglia e per i figli.

Precedentemente gli assegni familiari erano garantiti solo ad alcuni percettori, appartenenti a determinate categorie di lavoratori (dipendenti e non liberi professionisti, per esempio). Questo modo di agire impediva al Governo di raggiungere con questa importante misura, i più poveri.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

La valutazione non adeguata dell’Isee genera una serie di problemi di equità che si riflettono in particolare sull’erogazione dell’assegno unico figli.

Un nucleo familiare con tre figli minori, con i due genitori che lavorano e un ISEE che non raggiunge i 15mila euro, può ricevere un assegno unico con un importo fino a 700 euro al mese, così determinato:

Nel caso di figli minorenni, infatti, l’importo base parte da 175 euro mensili (2.100 euro annui) a figlio ed è costante fino a 15 mila euro di ISEE.

Tra 15 e 40 mila euro di ISEE l’importo si riduce di circa il 6%. A partire da 40mila euro di ISEE, l’importo si stabilizza sul valore minimo di 50 euro mensili a figlio.

Il decalage dell’assegno è contenuto e non lo rende inefficiente anche per i redditi medio-alti.

Tale scelta punta a riconoscere valore ai figli, indipendentemente dalla situazione reddituale della famiglia. L’idea di base è che le politiche per la famiglia e la natalità debbano essere universali.

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Assegno unico: cosa cambia con il governo Meloni?

Il governo Meloni ha intenzione di cambiare i requisiti di accesso all’Assegno Unico. Quindi la normativa sopra spiegata dovrebbe star per cambiare.

In particolare si terrà meno conto del patrimonio immobiliare, che ad oggi pesa tantissimo sul calcolo dell’ISEE.

Nel frattempo puoi scoprire quando arriverà l’assegno unico di novembre, in questo nostro approfondimento.

La misura dell’Assegno Unico, al momento, sta funzionando, ma non appieno, ecco perché secondo il nuovo governo, sono necessari dei cambiamenti.

Si deve e si può fare di più, anche perché, come anticipato prima, l’Assegno Unico Universale ha sostituito ogni altro tipo di provvedimento economico per la famiglia e la natalità.

Una prima analisi ha dimostrato che un grande ostacolo è rappresentato dalla proprietà di un immobile. Non tutti gli immobili di proprietà sono fruttuosi, ma fanno reddito e impediscono di ricevere l’Assegno Unico.

Questo sarà il primo cambiamento che apporterà il nuovo Governo.

Il Governo ritiene che la valutazione non adeguata dell’Isee generi una serie di problemi di equità che si riflettono soprattutto sull’Assegno Unico per i figli e sta pensando di cambiare alcuni parametri che sono oggi utilizzati per calcolare l’ISEE. E tra questi le case sfitte e le eredità immobiliari.

Il Governo Meloni, oltre a cambiare i parametri immobiliari per il calcolo dell’ISEE, punta anche ad alzare la soglia limite, portandola ad 80 mila euro.

La decisione ha un motivo. Immaginiamo famiglie che hanno ricevuto un immobile in eredità, ma fondamentalmente il loro reddito annuale non è elevato, perché la casa ricevuta non produce reddito.

Ecco perché con la nuova normativa si vuole dare meno importanza al patrimonio immobiliare.

È ovvio che con un cambiamento del genere la platea dei beneficiari aumenterà e, di conseguenza, anche la spesa pubblica. Si potrebbe passare dai 15 miliardi dell’anno passato, a oltre 18 miliardi. Sicuramente il Governo Meloni dovrà tenerne conto.

Assegno unico: novità del governo Meloni
Assegno unico: novità del governo Meloni.

Assegno unico: chi ci guadagna e chi ci perde?

Con questa nuova normativa chi sarà penalizzato e chi ci guadagnerà?

A causa della vecchia normativa ancora in vigore, molte famiglie monogenitoriali hanno subito una decurtazione di 30 euro, perché la maggiorazione è dovuta solo se entrambi i genitori sono titolari di reddito di lavoro, con un ISEE familiare non superiore ai 15 mila euro annui.

La maggiorazione è di circa 30 euro per Isee non superiori ai 15mila euro, che si riduce gradualmente fino a sparire oltre i 40mila.

Nei mesi scorsi questa maggiorazione è stata concessa anche alle famiglie monogenitoriali che avevano presentato l’istanza pur non rientrando nel parametro indicato dall’articolo sopra citato, ovvero il lavoro per entrambi i genitori.

Ed ecco che l’INPS ora, decurtando l’assegno unico, sta recuperando le somme erroneamente pagate. Ma è mai possibile che vengano punite proprio le famiglie che hanno maggiore bisogno?

Pare che questo provvedimento sia solo temporaneo, fino a quando la nuova normativa del Governo Meloni non entrerà in vigore e includerà anche le famiglie monogenitoriali nella normativa. 

Per aiutare le famiglie italiane a far fronte agli aumenti dell’energia e all’inflazione, arrivata ormai all’8%, gli importi di alcuni trattamenti economici, come l’assegno unico, saranno aumentati, ovvero aggiornati.

Per quanto riguarda gli aumenti assegno unico 2023, questi saranno basati, come abbiamo detto sopra, sull’ISEE.

La soglia ISEE passerà dai 15mila euro attuali a 16.200 euro annui, mentre avranno diritto all’importo minimo dell’assegno anche le famiglie con ISEE superiore a 43.200 euro, e non più 40 mila euro

Quindi tra qualche mese, a partire da gennaio 2023, l’importo spettante per ogni figlio minorenne, non sarà più 175 euro, ma 189 euro.

L‘importo minimo mensile cambia da 50 euro al mese a 54 euro per i nuclei familiari con ISEE superiore a 43.200 euro.

Per i nuclei familiari con due genitori che lavorano, la maggiorazione prevista in caso di redditi bassi (non superiori a 16.200 euro) passerà da 30 euro al mese a 32,40 euro al mese.

In questo articolo troverai tutte le maggiorazioni previste, ordinate in una tabella.

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