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Assegno Unico, l’Europa attacca: come può cambiare

Avviate le procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico: scopri per quale motivo e come potrebbe cambiare il sussidio.

di Chiara Del Monaco

Febbraio 2023

Risalgono solo a pochi giorni fa le procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico. In questo approfondimento specifichiamo i motivi dell’attacco dell’Ue all’Italia sul contributo per figli a carico e cerchiamo di capire come potrebbe cambiare il sussidio (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La Commissione europea ha avviato delle procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico e il Reddito di cittadinanza. Queste sono legate al requisito di residenza previsto da entrambe le prestazioni, considerato discriminatorio per i cittadini europei.

Nei prossimi paragrafi ci concentriamo soprattutto sull’attacco dell’Europa in merito all’Assegno per famiglie con figli a carico e vediamo cosa potrebbe succedere al contributo economico nei prossimi mesi.

Indice

Procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico: l’attacco dell’Unione europea

Solo pochi giorni fa, la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia nei confronti dell’Assegno Unico Universale introdotto a marzo 2022 con il dl 230/2021.

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Il motivo dell’attaco al Bel Paese risiede nei requisiti di residenza previsti dalla legge sull’Assegno per famiglie, secondo la quale l’accesso all’Assegno Unico è consentito solo a coloro che sono residenti in Italia da almeno due anni e risiedono nella stessa abitazione dei loro figli. Secondo la Commissione europea, questo requisito viola i diritti dell’Ue, in quanto tratta in modo non equo i cittadini comunitari e quindi opera una discriminazione.

A tal proposito, la Commissione ribadisce che il regolamento sul coordinamento della sicurezza sociale proibisce di porre dei requisiti di residenza per accedere a benefici di sicurezza sociale, come gli assegni familiari.

Per rispondere alla questione sollevata dall’Ue, l’Italia ha due mesi di tempo. In caso contrario, la Commissione potrebbe decidere di inviare un parere motivato, cioè un ulteriore passo previsto dal sistema europeo per il rispetto della normativa comunitaria.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

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Procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico: gli attuali requisiti dell’AU

Per fornire un quadro più completo e trasparente ai nostri lettori, potrebbe essere utile ricordare i requisiti previsti dalla legge che disciplina l’Assegno Unico e Universale.

Per saperne di più, scopri come fare domanda per l’assegno unico, come controllare pagamento e stato della richiesta dell’assegno universale, quali sono i documenti da presentare e come comportarsi quando scade il reddito di cittadinanza.

In particolare, per accedere al contributo per figli a carico è necessario:

Come si può notare, oltre alla residenza e il domicilio, è specificato il requisito di residenza di un minimo di due anni in Italia, anche non continuativi.

Prima di andare avanti, ecco un video utile con le prossime date di pagamento dell’Assegno Unico di febbraio 2023.

Procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico: cosa potrebbe cambiare?

L’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alle procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico, secondo le quali i requisiti di residenza previsti rappresentano una discriminazione nei confronti dei cittadini comunitari, che si trovano esclusi dalla prestazione economica.

Ma cosa potrebbe succedere in questi due mesi? Sono abbastanza per effettuare eventuali modifiche alla prestazione economica?

Di certo il tempo stringe, ma le alternative sono ben poche, soprattutto se il nostro Paese non vuole avere ulteriori problemi con la Commissione europea.

In ogni caso, se consideriamo che l’Unione europea prevede un requisito massimo di tre mesi di residenza per garantire il diritto alle prestazioni assistenziali ai cittadini comunitari, è probabile che nelle prossime settimane l’Italia agirà di conseguenza.

In effetti, l’unica opzione del Governo per rientrare nel regolamento previsto dall’Ue sul coordinamento della sicurezza sociale, sarebbe di eliminare o comunque ridurre in modo significativo il requisito di residenza, in base a eventuali accordi presi con la Commissione stessa.

In ogni caso, visto che le prossime settimane saranno fondamentali per il futuro dell’Assegno Unico, consigliamo ai nostri lettori di tenersi aggiornati sull’argomento attraverso la pagina dedicata all’Assegno Unico di TheWam.net e il canale Youtube Redazione TheWam.

Nel frattempo, scopri chi deve presentare la domanda dell’Assegno Unico nel 2023 e di quanto aumentano gli importi con le maggiorazioni. Leggi anche quanto costa non rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2023 e l’elenco delle novità dell’Assegno Unico 2023 in breve.

Procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico : in foto, la bandiera dell’Unione europea che sventola.

Procedure di infrazione Ue per l’Assegno Unico: contestazione anche al Rdc

In attesa di avere notizie da parte del Governo italiano e degli sviluppi dell’Assegno Unico dopo la contestazione da parte della Commissione europea, informiamo i nostri lettori che la stessa questione è stata posta anche nei confronti del Reddito di cittadinanza.

In particolare, la procedura di infrazione per il Reddito di cittadinanza è legata al requisito di residenza, che in questo caso ammonta a un minimo di 10 anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa.

Sul punto, la Commissione europea reputa questo requisito non in linea con i diritti dell’Ue in materia di libera circolazione dei lavoratori, diritti dei cittadini, residenti e protezione internazionale. Infatti, le prestazioni assistenziali come il Rdc e l’Assegno Unico “dovrebbero essere pienamente accessibili ai cittadini dell’Ue che sono lavoratori subordinati, autonomi o che hanno perso il lavoro, indipendentemente dalla loro storia di residenza“.

Di conseguenza, anche in questo caso si parla di discriminazione indiretta nei confronti dei cittadini comunitari.

In entrambi i casi, l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla procedure di infrazione dell’Ue e risolvere la questione. Nonostante il Rdc sia destinato comunque a sparire dal 2024, è necessario intervenire al più presto per apportare le dovute modifiche nel rispetto dei diritti dell’Unione europea.

Per avere tutti gli aggiornamenti sul futuro del Reddito di cittadinanza e gli eventuali cambiamenti a cui potrebbe andare incontro nelle prossime settimane, ti invitiamo a consultare la pagina apposita del Reddito di cittadinanza su TheWam.net.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno unico:

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