Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / ISEE, l’Assegno Unico fa reddito? Cosa sapere

ISEE, l’Assegno Unico fa reddito? Cosa sapere

L'Assegno Unico fa reddito ai fini ISEE? Tante famiglie se lo chiedono, vediamo qual è la risposta da normativa.

di Marco Cagiano

Giugno 2024

L’Assegno Unico fa reddito ai fini ISEE? Tante famiglie se lo chiedono, vediamo in questo articolo qual è la risposta da normativa, considerando che questo ha un impatto considerevole sulle finanze di una famiglia (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

L’Assegno Unico fa reddito? Ecco cosa comporta la misura sull’ISEE

La notizia è sicuramente buona: l’Inps escluderà l’Assegno Unico dal calcolo dell’Isee per oltre 6 milioni di famiglie. Questo cambiamento consentirà a queste famiglie di accedere più facilmente ad altri bonus.

L’impatto sarà notevole: un Isee basso può garantire un assegno unico di quasi 200 euro per figlio, equivalenti a 2.400 euro all’anno. Escludere questa somma dal calcolo dell’Isee avrà quindi un effetto positivo sulla valutazione del reddito.

Questa è una soluzione temporanea in attesa di una misura permanente. Il governo è consapevole che la normativa sull’assegno unico, introdotta dal governo Draghi, ha avuto un impatto negativo sul calcolo dell’Isee, creando difficoltà per le famiglie che necessitano di ulteriori aiuti.

Acquista la nostra Guida Completa sull’Assegno Unico 2024. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

L’assegno unico per i figli compie due anni questo mese e raggiunge oltre 10 milioni di bambini. Tuttavia, ha aumentato l’Isee delle famiglie beneficiarie, ostacolando l’accesso ad altri bonus.

Un Isee inferiore a una certa soglia permette di accedere a numerosi bonus, come quelli per le visite psicologiche, i trasporti pubblici e gli asili nido. Il governo ha dato priorità alle politiche a favore delle famiglie. Per riformare l’Isee, è stato avviato un tavolo tecnico interministeriale che dovrà individuare le aree critiche di intervento e proporre soluzioni.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Domanda per l’Assegno Unico nel 2024: come fare?

Chi riceveva già l’Assegno Unico nel 2023 non deve presentare una nuova domanda per continuare a riceverlo nel 2024, ma deve solo aggiornare l’Isee. Invece, chi sta per avere un figlio (dato che l’assegno unico si può richiedere dal settimo mese di gravidanza) o ha appena avuto un bambino deve presentare una nuova domanda per l’assegno unico figli 2024, poiché non viene attivato automaticamente per i nuovi nati.

La richiesta per ottenere l’assegno unico per i figli deve essere inoltrata direttamente sul sito dell’Inps. Questo può essere fatto accedendo al sito con le proprie credenziali Spid, Cie, Cns e seguendo la procedura telematica, contattando il numero verde Inps, o tramite Caf, presentando la documentazione richiesta. I documenti necessari per la domanda dell’assegno unico figli 2024 sono:

assegno-unico-fa-reddito-isee
Assegno unico fa reddito? In foto: famiglia, documenti, soldi.

Assegno Unico: quando arriva la prima volta?

Coloro che aspettano il primo pagamento dell’Assegno Unico perché hanno recentemente fatto domanda, dovrebbero tenere presente che il primo accredito in assoluto della prestazione avviene in genere nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda.

Ciò significa che, se la domanda per l’Assegno Unico è stata inoltrata a febbraio 2024, il primo pagamento sarà effettuato nell’ultima settimana di marzo 2024. Di conseguenza, se la domanda è stata consegnata solo in questi ultimi giorni di marzo, il primo pagamento arriverà a fine aprile 2024.

In questa circostanza, saranno corrisposti anche eventuali arretrati, nel caso l’importo dell’assegno abbia beneficiato di un conguaglio positivo.

Se vuoi sapere qualche altra novità su Assegno Unico (in particolare introdotte ad aprile), ecco un video di approfondimento:

Arretrati in arrivo con l’Assegno Unico di maggio 2024: ecco le date

Parliamo subito del tema più caldo, cioè le date di pagamento dell’Assegno Unico e in particolare degli arretrati. Infatti, quando si presenta domanda per questo sussidio si ha diritto automaticamente agli arretrati relativi ai mesi da marzo 2024, cioè per chi dovesse presentarla ora gli arretrati relativi a marzo a aprile. Il tutto, naturalmente a seguito della verifica della domanda che ha portato a esito positivo.

La data di pagamento per gli arretrati è fissata al 15 maggio, ma per chi?

I beneficiari che hanno presentato domanda nel mese di aprile e hanno ricevuto esito positivo possono aspettarsi al 15 maggio l’arrivo dell’arretrato di marzo ed eventualmente anche aprile (dipende molto da quando la domanda è stata processata).

Ma non è tutto: sono in arrivo anche le mensilità arretrate addirittura di ottobre e novembre 2022. In molti hanno pensato che si trattasse di un errore, ma non è così. Infatti, deve arrivare la mensilità relativa all’Assegno Unico a chi ha avuto l’interruzione Rdc proprio in quelle mensilità e INPS si è finalmente decisa a colmare questo “buco” ormai invecchiato di diversi mesi.

Infine, ricordiamo il criterio principe per capire se anche tu stai ricevendo il pagamento in questi giorni: controlla il tuo fascicolo previdenziale e vedi se è pronta la disposizione di pagamento al 15 maggio.

Se invece volessi sapere di più sui pagamenti INPS di maggio, ecco un video con tutte le date da sapere:

FAQ: domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° febbraio 2024 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di febbraio sarà comunque regolarmente pagata.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno unico:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp