Assegno Unico Figli, rischio rinvio: 3 ipotesi del governo

I ritardi del governo rischiano di far slittare l'Assegno Unico Figli. Si sta quindi pensando a tre strade: due modificherebbero completamente la misura e una sarebbe solo transitoria, in vista di una partenza più strutturata nel 2022.

4' di lettura

L’Assegno Unico Figli non è ancora realtà ha già problemi alla partenza. Il governo è in ritardo e la data del 1° luglio rischia di saltare.

Il rinvio è sempre più probabile, visto che il Governo e il Parlamento sono impegnati su altri fronti: la gestione dell’epidemia di coronavirus e la presentazione alla Commissione Europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per approfittare dei fondi messi a disposizione dal Next Generation Eu.

La buona notizia è che l’Assegno Unico Figli ci sarà, quella cattiva è che potrebbe arrivare, a pieno regime, solo nel 2022. Infatti, l’ipotesi più probabile è una partenza depotenziata con importi fissi o limitazioni Isee. Le ipotesi al vaglio del governo sono 3.

Se non sai cos’è l’Assegno Unico Figli leggi questa guida completa, che fa anche una simulazione degli importi in base all’indice Isee della famiglia.

Assegno Unico Figli da quando?

L’Assegno Unico Figli è materia governativa da quando è stata pubblicata la legge n. 46 del 1° aprile 2021, che delega il governo a regolare l’assegno entro 12 mesi.

La data di partenza dell’Assegno Unico Figli sarebbe luglio 2021, ma il percorso è accidentato. Mancano infatti i decreti legislativi per attuare la legge delega 46/2021.

Su questi decreti poi le Commissioni parlamentari, di Camera e Senato, avranno 30 giorni per fare osservazioni e proporre modifiche.

Se ci dovessero essere osservazioni queste andranno recepite e eventuali decreti regolatori dovranno essere necessariamente revisionati dal Parlamento.

Assegno Unico Figli, rischio rinvio: 3 ipotesi del governo
Assegno Unico Figli: il governo è in ritardo. Rischio rinvio al 2022.

Tutto questo senza contare l’intervento dell’Inps, che dovrà infine recepire la procedura e renderla operativa, quindi pubblicare le circolari e mettere a sistema il tutto (piattaforma dei pagamenti, eventuale domanda, accrediti…).

Spinosa è anche la questione della compatibilità con il Reddito di Cittadinanza. In questo articolo abbiamo approfondito qual è l’ipotesi più probabile: si sta pensando di integrare una misura con l’altra, diminuendo l’importo del Rdc (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Insomma, il percorso normativo è lungo e nei piani del Governo e del Parlamento non ci sono date prefissate per la discussione.

Assegno Unico Figli a rischio rinvio: 3 ipotesi di modifica

Le 3 ipotesi al vaglio del governo per far partire la misura hanno obbiettivi diversi. Le prime due rimodulerebbero lastruttura dell’Assegno Unico Figli così come è stato concepito. La terza invece sarebbe solo una misura transitoria, in attesa di una partenza più strutturata del 2022.

Abbiamo un gruppo Facebook dedicato all’Assegno Unico Figli. Puoi entrare a farne parte seguendo questo link. Commentiamo le scelte del governo e ci confrontiamo sul futuro della misura.

Assegno Unico Figli, ipotesi 1

La prima ipotesi è un assegno universale con tre scaglioni Isee (30.000€, 40.000€, 50.000€).

L’Isee servirà a determinare la quota variabile dell’assegno, meno reddito si percepisce e più alta sarà questa quota. La soglia massima è comunque di 160€ (100€ se il figlio è maggiorenne minore di 21 anni).

I soldi per ogni figlio della quota fissa sarebbero invece calcolati così:

  • Figlio minorenne: 80€;
  • Figlio maggiorenne under 21: 50€.

Le maggiorazioni invece funzionerebbero così:

  • +30€ per ogni figlio oltre il secondo;
  • +50% dell’importo per ogni figlio disabile;
  • +83€ per madri con 21 o meno anni.

Assegno Unico Figli, ipotesi 2

La seconda ipotesi ha un’impostazione più marcatamente progressiva. La quota fissa si compone di 80€ per ogni figlio minorenne (50€ se maggiorenne con meno di 21 anni).

Gli scaglioni Isee sono 10.000€, 20.000€ e 70.000€. La soglia massima della quota variabile sarebbe in questo caso di 180€ (120€ per i figli maggiorenni con meno di 21 anni).

Le maggiorazioni funzionerebbero così:

  • +40€ per ogni figlio oltre il secondo;
  • +50% dell’importo per ogni figlio disabile;
  • +100€ per madri con 21 o meno anni.

Assegno Unico Figli, ipotesi 3

La terza ipotesi è quella di una misura transitoria, che scontenterebbe molti. Si tratta di un contributo una tantum (quindi non mensile) di 250€ per ogni figlio con meno di 21 anni.

Inoltre, le prestazioni che saranno sostituite dall’Assegno Unico Figli rimarrebbero almeno fino a fine anno.

Le maggiorazioni funzionerebbero così:

  • +25% dell’importo per ogni figlio oltre il secondo;
  • +50% dell’importo per ogni figlio disabile;
  • +100€ per madri con 21 o meno anni.

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