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Assegno unico con due o più figli: come cambia l’importo

Come cambia l'importo dell'assegno unico in presenza di due o più figli nel nucleo familiare e di persone affette da disabilità.

di Guglielmo Sano

Aprile 2021

L’Assegno unico destinato a diventare la misura principale del sistema di welfare italiano a partire dal primo luglio 2021.

Un riepilogo delle regole per la determinazione dell’importo: come cambia nel caso dei nuclei familiari più numerosi? (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno unico: requisito principale legato all’Isee

Assegno unico destinato a diventare la misura principale del sistema di welfare italiano a partire dal primo luglio.

Infatti, spetterà a prescindere dal rapporto lavorativo del richiedente (quindi, saranno inclusi anche autonomi e disoccupati, finora esclusi dalle principali misure dedicate a chi a figli) e fino al compimento del 21esimo anno di età del figlio (anche se l’erogazione sarà legata a percorsi di formazione, anche professionale, a partire dal compimento dei 18 anni).

Tra i requisiti c’è anche una certa soglia Isee: sarà molto alta, per cui l’assegno dovrebbe arrivare a circa il 90% dei nuclei familiari italiani. D’altra parte, l’indicatore della situazione economica resterà il criterio principale per la determinazione dell’importo. Quest’ultimo comunque verrà maggiorato a partire dal secondo figlio e per figli con disabilità grave.

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Come verrà determinato l’importo della misura?

In realtà, bisognerà aspettare degli appositi decreti attuativi per conoscere nel dettaglio la perimetrazione dell’importo dell’assegno unico (che dovrebbe aggirarsi mediamente sui 160 euro per ogni figlio), cioè cifre e meccanismo con cui saranno determinate.

Detto ciò, ci si aspetta che la misura avrà una quota “fissa”, uguale per tutti, e una quota “variabile”, che aumenterà a seconda della soglia Isee (più è bassa più è alto l’importo che si riceverà sotto forma di assegno).

Si sa già invece che spetterà una maggiorazione dell’importo pari al 20% per ciascun figlio successivo al secondo e una maggiorazione tra il 30% e il 50% per ciascun figlio con disabilità grave.

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