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Assegno Unico gennaio 2024 aumento: quando arriva

Ci sarà un aumento dell'Assegno Unico a gennaio 2024? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Gennaio 2024

In questo articolo vedremo se è previsto un aumento dell’Assegno Unico a gennaio 2024 (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ci sarà un aumento dell’Assegno Unico a gennaio 2024?

L’importo dell’Assegno Unico è calcolato secondo le norme stabilite dall’articolo 4, comma 11, del D.lgs. 230/2021. Questo articolo prevede che l’assegno e le relative soglie ISEE siano aggiornati ogni anno in base alle variazioni dell’indice del costo della vita, noto anche come indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

In attesa però dell’aggiornamento ufficiale dell’indice da parte dell’ISTAT, l’importo dell’Assegno Unico di gennaio 2024 verrà ancora calcolato utilizzando le cifre stabilite nel 2023.

Tuttavia, una volta pubblicata la nuova variazione dell’indice, ci sarà un conguaglio. Questo significa che gli importi degli assegni successivi saranno aggiustati per riflettere qualsiasi differenza e i beneficiari riceveranno eventuali arretrati.

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Potete scaricare le tabelle complete degli importi 2023 dell’Assegno Unico cliccando sul pulsante di download qui sotto.

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a gennaio 2024?

Il messaggio INPS n. 15/2024 chiarisce qual è il nuovo calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico da gennaio a giugno 2024. Nello specifico, i beneficiari che non hanno subito variazioni nel calcolo degli importi rispetto al mese precedente, riceveranno l’accredito:

Nel 2024 invece i beneficiari che, a causa di cambiamenti nel nucleo o nell’ISEE, hanno subito un ricalcolo degli importi rispetto al mese precedente, riceveranno il pagamenti dell’Assegno Unico dal 20 al 30/31 del mese. Poi, il mese successivo, gli accrediti inizieranno per loro a seguire il calendario regolare che abbiamo appena illustrato.

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Come rinnovare l’Assegno Unico 2024

L’Assegno Unico è un sostegno economico la cui durata è annuale e va da marzo a febbraio dell’anno seguente.

Una volta che la domanda per l’Assegno Unico è stata presentata e accettata, il beneficio viene rinnovato automaticamente, eliminando quindi la necessità di una nuova domanda di rinnovo.

In dettaglio, chi è già beneficiario dell’Assegno Unico nel 2023 (o chi presenta una domanda per il contributo prima del 28 febbraio 2024) e ottiene l’approvazione vedrà il beneficio automaticamente rinnovato per tutto l’anno in corso.

Tuttavia, si deve prestare attenzione al fatto che gli importi dell’Assegno Unico sono correlati al reddito. Pertanto, per mantenere le eventuali maggiorazioni, è necessario fornire all’INPS i dati economici aggiornati ogni anno. Ciò significa che i beneficiari dell’Assegno Unico devono compilare annualmente la nuova DSU per aggiornare l’ISEE entro la fine di febbraio.

Per l’anno corrente, coloro che già percepiscono l’Assegno Unico hanno tempo fino al 28 febbraio 2024 per presentare la nuova DSU, necessaria per il calcolo dell’ISEE valido.

Cosa accade se non si aggiorna l’ISEE?

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2024 può essere compilata e inviata elettronicamente all’INPS direttamente dall’utente utilizzando il servizio di ISEE precompilato disponibile sul portale web dell’Istituto. Per accedere a questo servizio, è necessario utilizzare SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Coloro che non rispettano la scadenza di fine febbraio, ovvero non compilano la DSU 2024 per ottenere l’ISEE in corso di validità, non perderanno il diritto all’Assegno Unico. Tuttavia, la somma ricevuta a partire da marzo 2024 sarà ridotta poiché verrà applicato l’importo minimo garantito, senza considerare eventuali maggiorazioni.

In sostanza, chi non rinnova l’ISEE, indipendentemente dalla sua situazione economica, riceverà gli importi corrispondenti alla fascia di reddito più elevata e destinata agli ISEE sopra i 40.000 euro.

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In foto la sezione del sito dell’INPS dedicata all’ISEE precompilato.

Quando è necessario aggiornare la domanda dell’Assegno Unico?

Chi già beneficia dell’Assegno Unico 2023 e ha avuto notevoli cambiamenti nel proprio nucleo familiare, oltre a rinnovare l’ISEE, deve anche integrare tempestivamente la domanda precedentemente inoltrata.

Questa integrazione è fondamentale anche per il calcolo delle maggiorazioni 2023. Le variazioni rilevanti includono:

Per aggiornare la domanda è necessario collegarsi alla pagina dell’Assegno Unico, cliccare su Utilizza il servizio (per due volte di seguito) e autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS. Successivamente, si deve selezionare Consulta e gestisci le domande già presentate.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settemb

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