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Assegno unico, importi ingiusti senza la riforma del catasto

Assegno unico, importi ingiusti senza la riforma del catasto. Svantaggiate famiglie con alto ISEE e basso reddito.

di The Wam

Aprile 2022

Un nuovo studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha dimostrato che senza un’efficace riforma del catasto gli importi dell’Assegno unico continueranno a essere ingiusti (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Se non riuscite a capire perché centrino le due misure state leggendo l’articolo giusto; oggi vi spiegheremo perché chi vive in periferia con reddito zero rischia di prendere gli stessi soldi di chi vive in centro con un reddito più che dignitoso.

Intanto, per capire meglio quanti soldi vi spettano, consigliamo la lettura di questa guida, con le tabelle ufficiali degli importi dell’Assegno unico in base all’attestazione Isee. In questo articolo invece trovi tutte le maggiorazioni previste in base alla composizione del nucleo familiare.

Assegno unico, calcolo dell’importo e ISEE

Il calcolo dell’importo dell’Assegno unico si basa sull’indice ISEE, che dovrebbe essere una fotografia della situazione economica della famiglia.

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L’ISEE però, oltre a contenere dati sui redditi percepiti, prende in considerazione anche il patrimonio mobiliare e quello immobiliare.

La nota dolente della nostra analisi è proprio il patrimonio immobiliare. Chi possiede una casa è infatti soggetto a un calcolo non più adatto alla situazione attuale, basato su parametri di circa 30 anni fa.

A dire il vero, nel 1993, c’è stato un decreto che ha revisionato il sistema catastale, che in realtà risale al 1939…

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Assegno unico, importi ingiusti senza la riforma del catasto

Il patrimonio immobiliare nell’attestazione Isee, anche per chi ha una prima casa, viene calcolato in base un indice definito «rendita catastale».

Con i parametri di 30 anni fa chi ha una casa nuova in periferia con basso reddito viene equiparato a chi ne ha una in centro città, magari in zona di pregio, con un reddito più che dignitoso.

L’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio è riuscita a ricavare che, con il sistema attuale, in termini di benessere familiare, 1 euro di reddito danno gli stessi benefici di circa 20 centesimi di patrimonio.

Con queste proporzioni una famiglia con zero reddito e 100.000 euro di patrimonio immobiliare (magari una casa in periferia) percepisce lo stesso importo di assegno unico di una famiglia con reddito di 20.000 euro e patrimonio immobiliare irrilevante (proprio perché magari ha una proprietà in una zona privilegiata in città).

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Assegno unico e riforma del catasto, cosa cambierà?

In teoria quest’anno, per legge, andrebbe approvato il nuovo sistema di calcolo delle rendite catastali, che entrerà in vigore a partire dal 2026.

In pratica però il Centro-destra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) hanno bloccato la riforma in Parlamento perché temono che al variare delle rendite cambi anche l’importo delle tasse sugli immobili.

Il timore è che quindi chi ha un immobile di pregio in una zona privilegiata vada a pagare troppo rispetto a oggi.

Assegno unico, cos’è e a chi spetta

L’Assegno unico universale è un sostegno economico che spetta a tutte le famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni. Quando il figlio diventa maggiorenne l’Assegno unico spetta solo ad alcune condizioni e fino a 21 anni.

Nel caso di figli con disabilità l’assegno viene erogato senza limiti d’età finché il figlio resta fiscalmente a carico.

Assegno unico per figli maggiorenni

Quando il figlio raggiunge la maggiore età può fare richiesta dell’Assegno unico anche autonomamente.

Tra i 18 e i 21 anni l’Assegno unico spetta soltanto se il giovane è iscritto a:

Alternativamente alla formazione si può ottenere l’Assegno unico anche con un contratto di apprendistato o un tirocinio, a patto che il reddito complessivo sia inferiore a 8.000 euro annui.

Ha diritto all’Assegno unico anche chi svolge il Servizio Civile Universale o è registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, così dimostrando di essere in cerca di lavoro.

Quando un figlio si considera fiscalmente a carico?

Un figlio con meno di 24 anni si considera fiscalmente a carico se ha un reddito annuale inferiore a 4.000 euro. Oltre quell’età si applicano le regole degli altri familiari a carico e la soglia di reddito diminuisce fino a 2.840,51 euro.

Assegno unico universale

L’Assegno unico spetta a tutte le famiglie, a prescindere dal reddito e dal patrimonio.

La produzione dell’Isee, infatti, non è obbligatoria. Chi decide di presentarlo avrà un importo variabile in base alla sua condizione economica; chi non lo presenta avrà il minimo importo erogabile.

Come viene pagato l’Auf?

I dipendenti pubblici e privati, che hanno fatto domanda, riceveranno l’Assegno unico direttamente sul conto corrente all’indirizzo IBAN indicato. A pagarlo sarà l’INPS, significa che il datore di lavoro non c’entra nulla e la voce non rientrerà in busta paga.

Per chi invece è percettore di Reddito di cittadinanza sarà pagato direttamente sulla card del Rdc, di solito in giorni diversi rispetto a quelli di pagamento del sussidio (intorno 27 di ogni mese per i pagamenti ordinari e intorno al 15 per i nuovi beneficiari e per i rinnovi).

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