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Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Assegno Unico maggio 2023 in ritardo

Assegno Unico maggio 2023 in ritardo

Vediamo quali sono le cause dell’Assegno Unico di maggio 2023 in ritardo e come contattare l’INPS per chiarimenti.

di Alda Moleti

Settembre 2023

Nell’articolo di oggi vedremo cosa fare in caso di Assegno Unico di maggio 2023 in ritardo (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico di maggio 2023 in ritardo: ecco perché

Maggio 2023 è stato un mese complesso per l’Assegno Unico, con ritardi nei pagamenti che hanno investito quasi tutti i percettori e che, in alcuni casi, si sono susseguiti nei mesi successivi.

Le ragioni dei ritardi sono spiegate nel messaggio n. 1947/2023 dell’INPS del 26 maggio 2023. In questo documento, l’Istituto spiega che a maggio ha avviato il processo dei conguagli dell’Assegno Unico basato sugli importi percepiti dai beneficiari a partire da marzo 2022.

Questo perché, a causa delle modifiche nella normativa, soprattutto per quanto riguarda le varie maggiorazioni, alcuni beneficiari hanno ricevuto importi diversi da quelli a cui avevano diritto.

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Per effetto di questa situazione caotica, ci sono ancora alcuni beneficiari dell’Assegno Unico che potrebbero non aver ricevuto la mensilità di maggio, la quale sarà erogata nel corso 2023 come arretrato.

Quando vengono pagati gli arretrati dell’Assegno Unico?

Nel comunicato stampa del 10 luglio 2023, l’INPS ha delineato il nuovo piano di pagamenti dell’Assegno Unico, che comprende l’integrazione di possibili arretrati insieme alle ordinarie mensilità, tutti erogati nella stessa data programmata.

Concretamente, gli importi relativi agli eventuali arretrati, inclusi quelli derivanti dai conguagli, saranno sempre accreditati insieme all’importo mensile regolare.

Per quanto riguarda il mese di settembre 2023, sia l’importo mensile standard che gli arretrati verranno erogati in un’unica transazione nei giorni 15, 18 o 19 settembre 2023.

Inoltre, l’INPS ha sottolineato che coloro che sono coinvolti nel conguaglio riceveranno notifiche tramite email o SMS e avranno la possibilità di consultare i dettagli del calcolo sia sul sito web dell’INPS sia attraverso il loro intermediario di fiducia.

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Il calendario dei pagamenti degli arretrati dell’Assegno Unico

Di seguito, sono riportate tutte le date di pagamento dell’Assegno Unico da settembre a dicembre 2023. Le date si riferiscono sia ai pagamenti della regolare mensilità che di eventuali arretrati, anche relativi all’Assegno Unico di maggio 2023.

Date di pagamento per chi NON ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedenteDate di pagamento per chi ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedente
15, 18, 19 settembre 2023dal 20 al 30 settembre 2023
17, 18, 19 ottobredal 20 al 31 ottobre 2023
16, 17, 20 novembre 2023dal 20 al 30 novembre 2023
18, 19, 20 dicembre 2023dal 20 al 31 dicembre 2023
Calendario dei pagamenti degli arretrati dell’Assegno Unico: la tabella

Come verificare se ci sono arretrati dell’Assegno Unico in arrivo

Per verificare se, insieme alla regolare mensilità di settembre 2023, sono in arrivo anche eventuali arretrati dell’Assegno Unico basta accedere al proprio fascicolo previdenziale online.

Qui vengono caricate le disposizioni di pagamento, in cui è illustrato a che periodo si riferisce l’accredito. Ad esempio, se non avete mai ricevuto la mensilità di maggio 2023, potete controllare se il pagamento relativo a questo periodo dell’anno è in arrivo.

Come accedere al fascicolo previdenziale online

Per consultare le istruzioni relative ai pagamenti dell’Assegno Unico, inclusi eventuali arretrati, è sufficiente seguire questi passaggi:

Assegno-Unico-di-maggio-2023-in-ritardo-INPS
In foto, lo screen del fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS.

Cosa fare se l’Assegno Unico di maggio 2023 è in ritardo

Se si vogliono ottenere chiarimenti dall’INPS in merito a ritardi nel pagamento dell’Assegno Unico, è possibile mettersi in contatto con l’Istituto attraverso diversi canali.

Come contattare l’INPS online

Uno dei modi per contattare l’Istituto di previdenza consiste nell’inviare una segnalazione online tramite il servizio INPS Risponde.

Per procedere, è sufficiente visitare il portale web INPS Risponde e scegliere se inviare una segnalazione dopo essersi autenticati tramite SPID, CIE o CNS, oppure inviare un messaggio senza autenticazione. È sempre consigliabile effettuare l’autenticazione, poiché questa opzione consente all’INPS di avere un quadro più completo della vostra situazione grazie all’accesso ai vostri dati personali.

Per accedere, è necessario cliccare su “Accedi” situato nell’angolo in alto a destra della pagina e seguire la procedura di autenticazione. Una volta completata, sarà possibile inviare un messaggio all’INPS per esporre il problema e richiedere assistenza.

Come contattare l’INPS telefonicamente

Un’opzione alternativa è quella di contattare l’INPS per telefono, sfruttando il servizio Contact Center.

È possibile comporre gratuitamente il numero verde 803 164 per le chiamate da una linea fissa, oppure utilizzare il numero 06 164 164 per le chiamate effettuate da un telefono cellulare. Tuttavia, è importante tenere presente che nel caso delle chiamate da cellulare, potrebbe essere applicata la tariffa stabilita dal proprio operatore telefonico.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

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