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Una delle più attese è certamente la cosiddetta «maggiorazione temporanea», un incentivo transitorio che va a tamponare le eventuali perdite dovute all’abolizione degli Assegni al nucleo familiare ANF.
Chi ne aveva diritto però non ha ricevuto l’accredito della maggiorazione temporanea e ha chiesto spiegazioni all’Inps, che con una risposta ha chiarito la situazione.
In questo articolo vi spiegheremo prima cosa ha risposto l’Inps in merito, poi approfondiremo l’importo di questa maggiorazione temporanea sull’Assegno unico e i requisiti per poterla ottenere.
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- Assegno unico e maggiorazione temporanea, Inps risponde
- Maggiorazione temporanea, cos’è
- Quali bonus non ci sono più e quali restano
- Che fine hanno fatto le detrazioni
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Assegno unico e maggiorazione temporanea, Inps risponde
In estrema sintesi: i soldi potrebbero arrivare con accrediti in giorni diversi. Quindi chi ha già ricevuto l’Assegno unico questo mese potrebbe vedersi accreditati altri soldi prima della fine di marzo.
Il chiarimento arriva direttamente dall’Inps in risposta alla domanda di un utente, che ha gentilmente condiviso la notizia con noi:
[…] si sta provvedendo a pagare l’assegno non in una unica soluzione, ma in più tranche, per cui le elaborazioni (e i pagamenti) possono essere fatte in tempi diversi. Entro fine mese tutte le tranche saranno comunque pagate. La invitiamo gentilmente ad attendere fine mese per verificare che i pagamenti siano stati completati.
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Assegno unico e maggiorazione temporanea, cos’è
L’articolo 5 del decreto che regola l’Assegno unico prevede una maggiorazione, valida per il triennio 2022-2024, per famiglie con minori a carico che:
- Abbiano un ISEE minore di 25.000 euro;
- Abbiano percepito in busta paga, durante il 2021, gli Assegni al nucleo familiare ANF.
I soldi servono a compensare eventuali perdite dovute all’abolizione degli Assegno al nucleo familiare ANF e ai bonus famiglia cancellati per far posto all’Assegno unico.
Il calcolo dell’importo della maggiorazione temporanea non è difficile, ma è macchinoso. Per chi voglia cimentarsi nella valutazione dell’importo rimandiamo alla lettura di questa guida approfondita.
In questa sede ci limitiamo a ricordare che la maggiorazione viene definita «temporanea» perché durerà fino al 2025. Ogni anno ci sarà un taglio graduale dell’importo fino ad azzerarsi.
Quali bonus non ci sono più e quali restano
Con l’introduzione dell’Assegno unico sono quindi spariti i bonus a sostegno delle famiglie:
- premio alla nascita da 800 euro;
- bonus bebè;
- fondo prestiti ai neo genitori;
- bonus terzo figlio (assegni familiari dei comuni);
- assegno temporaneo per i figli minori;
- assegni al nucleo familiare (ANF).
Sono e saranno operativi:
- reddito di cittadinanza;
- bonus asilo nido;
- indennità di maternità del Comune per mamme disoccupate;
- congedi parentali.
Che fine hanno fatto le detrazioni
Non saranno più applicabili le detrazioni fiscali per i figli a carico con meno di 21 anni, proprio perché l’Auf incide su quella fascia d’età.
Questo significa anche che sopra quell’età non cambierà nulla.
Restano valide, a prescindere da tutto, le detrazioni al 19% per le spese sostenute per salute, attività sportive, formazione e prestazioni previdenziali.
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