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Assegno Unico marzo: chi riceverà meno soldi

Assegno Unico di marzo 2024 e importi ridotti: perché succede? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno Unico di marzo 2024 e importi ridotti e vedremo chi ha avuto una decurtazione questo mese e perché (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico di marzo 2024 e importi ridotti: perché succede?

Alcuni beneficiari dell’Assegno unico per i figli (AUU) hanno ricevuto con la mensilità di marzo un importo più basso di quello del mese precedente. Si tratta di tutti quei beneficiari che non hanno aggiornato l’ISEE entro il 29 febbraio 2024.

Qualora l’ISEE non sia stato aggiornato al 2024 entro la fine di febbraio, l’importo dell’AUU sarà calcolato secondo le somme minime garantite a partire da questa mensilità. In parole povere, chi non ha aggiornato l’ISEE a febbraio ha ricevuto gli importi previsti per le fasce più alte di reddito, senza alcuna maggiorazione. Ad ogni modo, c’è comunque tempo fino al 30 giugno 2024 per aggiornare l’ISEE e richiedere il recupero delle somme arretrate.

L’Assegno Unico è infatti un vantaggio che si rinnova ogni anno, coprendo il periodo da marzo fino alla fine di febbraio dell’anno successivo. Una volta inoltrata e accolta la richiesta per l’Assegno Unico, il rinnovo del beneficio si attua automaticamente, eliminando la necessità di sottoporre una nuova richiesta annualmente.

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Tuttavia, poiché gli importi relativi all’Assegno Unico sono stabiliti in funzione dell’ISEE, per mantenere qualunque incremento è fondamentale rinnovare l’ISEE ogni anno.

Come richiedere l’ISEE 2024

Il calcolo del valore ISEE per un nucleo familiare spetta all’INPS. Per richiedere o aggiornare l’ISEE relativo alla propria famiglia, è necessario compilare e inviare all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).

Mediante la DSU, l’utente comunica all’INPS le informazioni sui redditi e sui patrimoni di tutti i membri della famiglia. Utilizzando questi dati, l’Istituto previdenza calcola il valore ISEE del nucleo ed emette un certificato ufficiale.

Per completare adeguatamente la DSU e determinare l’ISEE, si devono fornire diverse informazioni, tra cui:

La DSU può essere compilata online tramite il servizio ISEE precompilato oppure con l’assistenza di un Caf. È fondamentale ricordare che l’ISEE deve essere rinnovato ogni anno, quindi è essenziale presentare una nuova DSU annualmente per aggiornare la certificazione.

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Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico di marzo 2024?

L’erogazione dell’Assegno Unico su conto corrente avviene seguendo un programma preciso, con le date di erogazione fissate questo mese per il 18, 19 e 20 marzo 2024. Tuttavia, queste date sono valide solo per i beneficiari le cui somme non presentano modifiche rispetto al precedente mese.

Per i beneficiari che hanno riscontrato aggiornamenti nell’ISEE o variazioni nella composizione della loro famiglia, con conseguente impatto sull’ammontare dell’assegno, i tempi di pagamento saranno differenti. In queste situazioni, i pagamenti sono programmati nel lasso di tempo che va dal 20 al 31 marzo 2024.

Il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico da marzo a giugno 2024

La tabella riportata di seguito illustra il programma dei versamenti dell’Assegno Unico dal mese di marzo fino a giugno 2024, come descritto nel messaggio INPS n. 15/2024.

Date di pagamento per chi NON ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedenteDate di pagamento per chi ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedente
18, 19, 20 marzo 2024dal 20 al 31 marzo 2024
17, 18, 19 aprile 2024dal 20 al 30 aprile 2024
15, 16, 17 maggio 2024dal 20 al 31 maggio 2024
17, 18, 19 giugno 2024dal 20 al 30 giugno 2024
Calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico da marzo a giugno 2024

Come controllare la data di pagamento dell’Assegno Unico

Nonostante l’esistenza di un calendario ufficiale per i pagamenti dell’Assegno Unico, le effettive date di accredito possono differire tra i vari beneficiari. Di conseguenza, anche coloro che non hanno registrato variazioni negli importi rispetto al mese precedente possono trovarsi a ricevere i pagamenti in tempi diversi.

Per verificare la propria specifica data di accredito da parte dell’INPS, è consigliabile consultare il fascicolo previdenziale del cittadino. Questo portale online fornisce un servizio personalizzato, offrendo a ogni beneficiario la possibilità di accedere a dettagli accurati riguardanti le proprie erogazioni previdenziali e assistenziali, inclusi i tempi di pagamento dell’Assegno Unico.

Come accedere al fascicolo previdenziale online

Per controllare le informazioni relative ai pagamenti dell’Assegno Unico di marzo 2024, è necessario accedere al fascicolo previdenziale messo a disposizione sul sito dell’INPS. Dopo aver selezionato “Utilizza lo strumento“, si può entrare nel sistema utilizzando le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Assegno-Unico-di-marzo-2024-e-importi-inps
In foto, lo screen del fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS.

Accedendo al fascicolo e navigando fino alla sezione “Prestazioni“, quindi cliccando su “Pagamenti” nel menu a lato, è possibile visualizzare l’elenco dei pagamenti riguardanti l’Assegno Unico. Qui, in formato tabellare, sono esposti elementi come gli importi erogati e le specifiche date di accredito stabilite dall’INPS per i pagamenti di marzo 2024.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° febbraio 2024 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di febbraio sarà comunque regolarmente pagata.

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