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Assegno Unico novembre 2023 più basso: chi rischia

L’importo dell'Assegno Unico di novembre 2023 potrebbe essere più basso, vediamo chi rischia la decurtazione e perché.

di Alda Moleti

Novembre 2023

Per alcune famiglie italiane l’importo dell’Assegno Unico di novembre 2023 potrebbe esse ridotto, vediamo perché (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Importo dell’Assegno Unico di novembre 2023 più basso: per chi?

Per chi non ne fosse a conoscenza, l’Assegno Unico è un beneficio economico erogato alle famiglie italiane per sostenere le spese legate all’assistenza e all’educazione dei figli. L’importo varia in base all’ISEE, un indicatore che valuta la situazione economica del nucleo familiare. Maggiore è l’ISEE, minore sarà l’importo dell’Assegno Unico.

Tuttavia, molte famiglie potrebbero a novembre trovarsi in una situazione in cui il loro ISEE dichiarato presenti degli errori, come difformità o omissioni. Cosa accade in questo caso? In realtà, fino a novembre 2023, queste difformità non hanno influenzato l’importo dell’Assegno Unico.

Ad esempio, se avete dichiarato un ISEE di 10.000 euro ma con errori avete continuato a percepire l’importo massimo, ovvero 189,20 euro per figlio, più le relative maggiorazioni. Ma se non provvedete a regolarizzare l’ISEE, vedrete l’importo dell’Assegno Unico ridursi drasticamente.

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È quindi importante agire prontamente. Ma non tutto è perduto, poiché avete ancora la possibilità di aggiornare l’ISEE entro la fine dell’anno. In questo modo, potrete recuperare le somme non erogate tra novembre e dicembre.

Cosa fare se l’importo dell’Assegno Unico viene ridotto

Se notate un calo nell’importo dell’Assegno Unico e di novembre 2023, è importante tenere a mente che una delle cause più comuni di questa riduzione sono errori nell’ISEE familiare.

In questo caso, la soluzione è semplice ma necessaria: è fondamentale aggiornare l’ISEE presentando una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) corretta e accurata.

Questo passo vi consentirà di ricalcolare l’Assegno Unico sulla base dei dati corretti, ripristinando l’importo adeguato. Pertanto, se notate una diminuzione dell’Assegno Unico, non sottovalutate l’importanza di verificare l’ISEE e presentare una DSU aggiornata, poiché ciò può fare la differenza nel garantirvi il sostegno finanziario necessario per la vostra famiglia.

Esempio pratico della riduzione di importo dell’Assegno Unico

Per rendere più chiara la situazione, prendiamo un esempio di un nucleo familiare con due genitori lavoratori e due figli. L’ISEE dichiarato è di 15.000 euro, ma sono state rilevate delle difformità. Da inizio anno, questa famiglia ha beneficiato di un Assegno Unico pari a 189,20 euro per ogni figlio, oltre a una maggiorazione di 32,40 euro ciascuno per il lavoro di entrambi i genitori. Complessivamente, hanno ricevuto 443,20 euro al mese.

Tuttavia, da novembre 2023, l’importo si ridurrà al minimo di 54,10 euro per figlio, quindi 108,20 euro al mese. In questo caso, la famiglia ha due opzioni: lasciare tutto com’è e rischiare di dover restituire un importo considerevole in sede di conguaglio oppure correggere l’ISEE entro il 31 dicembre 2023.

Se l’ISEE rimane al di sotto dei 16.215 euro, l’importo dell’Assegno Unico rimarrà invariato e verranno restituiti 670 euro in sede di conguaglio come arretrati per gli importi non versati.

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Quando viene pagato l’Assegno Unico di novembre 2023?

I pagamenti dell’Assegno Unico di questo mese avverranno in tre diverse date: il 16, il 17 e il 20 novembre 2023. È importante sottolineare che riceveranno il pagamento in questi giorni solo i beneficiari che non hanno subito modifiche nelle somme spettanti rispetto al mese precedente.

Per coloro che hanno invece subito variazioni nell’ISEE o nella composizione del nucleo familiare, con conseguente ricalcolo degli importi, il calendario di accredito rimarrà invariato rispetto a quanto precedentemente stabilito dall’INPS, ossia tra il 20 e il 30 novembre 2023.

Per quanto riguarda i percettori del Reddito di cittadinanza, i quali ricevono l’Assegno Unico sulla carta Rdc, il pagamento avverrà in un secondo momento rispetto alla mensilità standard. In particolare, l’accredito del Reddito di cittadinanza è previsto per il 27 del mese, di conseguenza, i pagamenti dell’Assegno Unico su carta Rdc saranno effettuati dal 28 novembre 2023.

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In foto, lo screen del fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS.

Il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico fino a dicembre 22023

Qui troverete il calendario dettagliato dei pagamenti dell’Assegno Unico per i mesi di novembre e dicembre 2023.

Date di pagamento per chi NON ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedenteDate di pagamento per chi ha subito variazioni nell’importo rispetto al mese precedenteDate di pagamento dell’Assegno Unico su Rdc
16, 17, 20 novembre 2023dal 20 al 30 novembre 2023dal 28 novembre 2023
18, 19, 20 dicembre 2023dal 20 al 31 dicembre 2023dal 28 dicembre 2023
Il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico fino a dicembre 22023

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2022.

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