Dopo i primi mesi di erogazione dell’Assegno unico l’Inps sta aggiustando il tiro e ha sentito la necessità di pubblicare un documento ufficiale per fare alcune precisazioni sulla gestione delle domande e sull’erogazione degli importi - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
I cinque casi pratici proposti dall’ente previdenziale nel recentissimo messaggio ufficiale incidono sull’Assegno unico percepito da genitori lavoratori, coppie separate, percettori di pensioni, di Naspi. Sono interessante anche famiglie dove ci sono (o ci saranno) figli maggiorenni.
In questo articolo spiegheremo in cosa cambierà l’approccio dell’Inps a questo tipo di domande e daremo le informazioni necessarie per non farsi trovare impreparati.
- Assegno unico, maggiorazione per genitori lavoratori
- Assegno unico, separazione e responsabilità genitoriale
- Assegno unico, figli che diventano maggiorenni
- Auf con figli non conviventi
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Assegno unico, maggiorazione per genitori lavoratori
Ai genitori che siano entrambi percettori di redditi da lavoro spetta una maggiorazione di 30 euro al mese per ogni figlio.
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L’incremento spetta anche ai percettori di Naspi, Dis-Coll e pensione. Più nello specifico i redditi compatibili sono:
- Redditi da lavoro dipendente (anche stagionale);
- Redditi da pensione;
- Redditi da lavoro autonomo;
- Redditi d’impresa;
- Redditi agrari;
- Indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll;
- Redditi da lavoro estero ma a patto che la residenza fiscale sia in Italia.
Evidenziamo, infine, che la maggiorazione sull’Assegno unico non spetta se nucleo è composto da un solo genitore.
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Assegno unico, separazione e responsabilità genitoriale
L’Assegno spetta al 100% al genitore che ha in via esclusiva la responsabilità genitoriale (stabilita dal giudice).
Lo stesso vale se il giudice, in seguito a separazione (di fatto, legale o divorzio), abbia disposto che a usufruire dei contributi pubblici debba essere un solo genitore.
In questi due casi al momento della domanda si dovrà selezionare l’erogazione dell’Assegno unico a un solo genitore.
In tutti gli altri casi si presuppone che la responsabilità genitoriale sia condivisa, per questo l’Assegno spetta in pari misura a entrambi i genitori.
In caso di genitori solo conviventi le cose cambiano ulteriormente.
Assegno unico, figli che diventano maggiorenni
Se un figlio diventa maggiorenne mentre si percepisce l’Assegno unico ci sono due strade che è possibile seguire:
- Il figlio maggiorenne, se rispetta i requisiti, può richiedere di ricevere l’assegno facendo una domanda autonoma;
- Se si decide di non destinare i soldi ai figli va fatta un’integrazione alla domanda, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, per dichiarare che ci sono le condizioni per ricevere l’Assegno unico fino ai 21 anni. In questo caso sarà come fare una nuova domanda (compresa di istruttoria, attesa nei pagamenti e recupero di arretrati).
Assegno unico, figli non conviventi
L’Assegno spetta per i figli maggiorenni anche se non sono conviventi, ma a patto che siano a carico dei genitori.
In questo caso va dimostrato il requisito del «carico» e per farlo va dichiarato che due anni prima rispetto alla domanda (2020 in caso si faccia domanda quest’anno) il figlio non abbia percepito un reddito complessivo lordo maggiore di 4.000 euro.
Ricordiamo che, in caso di figli con disabilità, cade sia il requisito anagrafico che quello reddituale.
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