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Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Assegno Unico: quanto aumenta nel 2025. Proiezioni ed esempi

Assegno Unico: quanto aumenta nel 2025. Proiezioni ed esempi

Quanto aumenterà l'Assegno Unico nel 2025? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Luglio 2024

In questo articolo vedremo di quanto aumenterà l’Assegno Unico nel 2025 (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quanto aumenterà l’Assegno Unico nel 2025?

L’importo dell’Assegno Unico viene calcolato seguendo le direttive dell’articolo 4, comma 11, del D.lgs. 230/2021.

Secondo questa normativa, l’assegno e le relative soglie ISEE vengono aggiornati annualmente in base alle variazioni dell’indice del costo della vita, comunemente noto come indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Questo meccanismo di aggiornamento assicura che l’importo dell’Assegno rifletta le dinamiche economiche correnti, mantenendo il suo valore reale nel tempo.

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Il Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso aprile prevede un’inflazione dell’1,6% per quest’anno. Quindi sulla base di questo dato possiamo calcolare eventuali aumenti delle soglie ISEE e degli importi dell’Assegno Unico 2025.

Assegno Unico: quanto aumenta nel 2025. Proiezioni ed esempi
Assegno Unico: quanto aumenta nel 2025. Proiezioni ed esempi – In foto, la pagina dell’Assegno Unico sul sito dell’INPS.

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Come cambiano le fasce ISEE dell’Assegno Unico nel 2025

Per calcolare l’impatto dell’inflazione sull’Assegno unico e sul limite ISEE nel 2025, usiamo il tasso di inflazione previsto del 1,6%. Vediamo come questo impatterà i limiti economici per l’accesso all’Assegno unico, basandoci sulle soglie attuali:

  1. Limite ISEE per l’importo massimo dell’Assegno unico:
  1. Limite per il riconoscimento dell’importo minimo:

Questi aggiustamenti aiutano a garantire che l’Assegno unico conservi il suo valore reale nonostante l’inflazione, permettendo alle misure di sostegno di rimanere efficaci nel tempo.

Tabella degli importi dell’Assegno Unico 2025

Se le previsioni sul tasso di inflazione 2024 dovessero essere reali ci sarà anche un aumento degli importi spettanti dell’Assegno Unico, pari a 1,6%. Sulla base di questa previsione possiamo fare una simulazione degli importi dell’Assegno Unico 2025.

Ecco la tabella aggiornata che include gli importi dell’Assegno Unico per il 2023, 2024 e 2025, con un aumento dell’1,6% sugli importi del 2024:

PERCETTOREIMPORTO MINIMO 2023IMPORTO MINIMO 2024IMPORTO MINIMO 2025 (+1,6%)IMPORTO MASSIMO 2023IMPORTO MASSIMO 2024IMPORTO MASSIMO 2025 (+1,6%)
Minore54,10 euro57,02 euro57,93 euro189,20 euro199,41 euro202,66 euro
Maggiorenne27 euro28,14 euro28,58 euro91,90 euro96,86 euro98,41 euro

Tabella delle maggiorazioni dell’Assegno Unico 2025

Ad aumentare nel 2025 saranno anche le maggiorazioni dell’Assegno Unico, che spettano in alcuni casi al nucleo familiare. Nello specifico ecco quali sono le maggiorazioni e come potrebbero aumentare nel 2025.

CategoriaImporto 2024Importo 2025 Stimato
Figli successivi al secondoDa 96,90 euro a 17,10 euroDa 97,53 euro a 17,37 euro
Genitori entrambi percettori34,10 euro34,65 euro
Mamme under 2122,80 euro23,16 euro
Disabilità con non autosufficienza119,16 euro121,07 euro
Disabilità grave108,20 euro109,93 euro
Disabilità media96,90 euro98,45 euro

Esempio di calcolo dell’Assegno Unico con gli importi 2025

Immagina una famiglia composta da due genitori e due figli, con un ISEE alto, a cui spetta l’importo minimo dell’Assegno Unico. Questa famiglia ha due figli: uno minore e uno maggiorenne con meno di 21 anni. Nel 2024, l’Assegno Unico che ricevono per il figlio minore è di 57 euro al mese, mentre per il figlio maggiorenne è di 28,14 euro al mese.

Nel 2025, a causa dell’inflazione prevista del 1,6%, questi importi aumenteranno leggermente. Così, per il figlio minore, l’Assegno Unico salirà a circa 57,93 euro al mese, mentre per il figlio maggiorenne l’importo diventerà circa 28,58 euro al mese.

Quindi, complessivamente, questa famiglia riceverà un po’ più di sostegno economico per coprire le spese legate ai figli, mantenendo il potere d’acquisto nonostante l’aumento dei prezzi.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre.

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