Assegno unico: tolti 100 euro sul reddito di cittadinanza?

Assegno unico con reddito di cittadinanza. Scopri perché rischi di perdere 100 euro sul nuovo contributo per famiglie.

4' di lettura

Assegno unico con reddito di cittadinanza. Davvero si perderanno 100 euro sull’Rdc? Quali famiglie rischiano di più?

La sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanza, Maria Cecilia Guerra, ha lanciato l’allarme.

La legge relativa all’assegno per famiglie, infatti, prevede la compatibilità con il reddito di cittadinanza, ma non la cumulabilità.

Che significa tutto questo? Lo vedremo all’interno di questo articolo. Faremo degli esempi pratici per rendere tutto più comprensibile. 

Capiremo quali sono le cifre da tenere d’occhio a partire dal 1 luglio 2021. Dal prossimo mese, infatti, dovrebbe entrare in vigore la misura ponte per famiglie.

INDICE

Assegno unico con reddito di cittadinanza: come funziona?

L’assegno unico per figli a carico sarà riconosciuto d’ufficio a chi riceve il reddito di cittadinanza.

Quindi?

Accredito automatico del contributo per chi riceve l’Rdc. “Mi sembra una buona notizia”, starai pensando, “Come toglieranno dei soldi?”.

Facciamo chiarezza.

Nello schema di legge del nuovo contributo per genitori c’è una precisione importante. Si dice che l’assegno unico verrà riconosciuto dopo aver sottratto la quota minori del reddito di cittadinanza.

Quindi, di fatto, si riceveranno più soldi rispetto alle solite ricariche Rdc. Il problema sorge perché, comunque, non si avrà diritto a un assegno pieno.

In media, secondo la Guerra, le famiglie perderanno 100 euro ai quali avrebbero diritto. Un esempio di calcolo.

Leggiamo le tabelle che mostrano quanto spetterà a ogni famiglia per l’assegno unico figli.

Ricordiamo che l’importo previsto per il contributo è legato all’ISEE e al numero di figli a carico. Sono previste delle maggiorazioni per i figli con disabilità. (Se vuoi fare domande specifiche sul nuovo assegno per famiglie, seguici su Instagram)

La storia di mamma Ada e della piccola Mary

Prendiamo l’esempio di Mamma Ada che vive con la sua piccola Mary. Mamma Ada e Mary ricevono ogni mese 600 euro di Rdc (7200 euro x 1,2). La quota di Mary è pari a 100 euro per mese [(6000 x 0,2) : 12)]. 

Per l’assegno unico Mamma Ada, che ha un Isee inferiore a 7mila euro, avrebbe diritto a 167,5 euro. Cifra alla quale bisognerà togliere la quota minori dell’Rdc (proprio 100 euro).

Ogni mese, quindi, la ricarica di Mamma Ada crescerà di 67,50 euro. In sostanza non le vengono riconosciuti 100 euro ai quali avrebbe diritto con l’assegno unico pieno. 

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Assegno unico con reddito di cittadinanza: perché i conti non tornano?

Perché il ragionamento del governo non torna? Il problema è, innanzitutto, concettuale. Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno al reddito. L’assegno al nucleo familiare è nato per stimolare la natalità e sostenere famiglie con figli a carico.

Due obiettivi diversi che non dovrebbero essere sovrapposti. Peggio, non dovrebbero essere in contraddizione. Come sembra emergere, invece, dalla volontà di tagliare l’importo dell’assegno unico.

Lo stesso ragionamento, infatti, non viene applicato per altre misure di sostegno alle famiglie.

Chi riceve il bonus bebè, per esempio, non vedrà ridursi l’importo per l’assegno unico. Le due misure, insomma, verranno sommate. Come dovrebbe essere, secondo noi, anche per il reddito di cittadinanza.

Oggi sembra molto complesso che il Parlamento possa inserire un emendamento alla legge che regola l’assegno unico. 

Una svolta, si spera, potrebbe arrivare nel 2022. Quando l’assegno unico entrerà a pieno regime. Sarà, insomma, reso strutturale.

Conservare questa lacuna finirebbe per penalizzare milioni di famiglie. In un quadro già fosco per l’Italia.  La nostra nazione, infatti, è fra quelle in Europa che spendono meno per le misure assistenziali ai nuclei familiari con figli. 

Hai dei dubbi sull’assegno unico con il reddito di cittadinanza? Scrivici alla mail bonuselavorothewam@gmail.com.

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