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Assegno Unico, ricalcolo: cosa sta succedendo?

Ricalcolo dell'Assegno Unico e ritardi: cosa fare? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Giugno 2024

In questo articolo parleremo di ricalcolo dell’Assegno Unico e ritardi e vedremo da cosa può dipendere e cosa fare (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ricalcolo dell’Assegno Unico e ritardi: cosa fare

Alcuni percettori dell’Assegno Unico stanno lamentando ritardi nell’erogazione della mensilità di maggio 2024. In particolare, si tratta di quei percettori che hanno subito un ricalcolo degli importi rispetto al mese scorso o che hanno richiesto la prestazione a maggio, per i quali l’erogazione della mensilità doveva avvenire entro il 31 maggio 2024.

Tuttavia, questi ritardi sono frequenti quando si tratta di ricalcolo degli importi, magari perché le variazioni nel nucleo o nell’ISEE sono state consistenti.

Perciò le cose da fare sono due:

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Come controllare la data di pagamento dell’Assegno Unico

Per conoscere il giorno esatto in cui l’INPS effettuerà l’accredito dell’Assegno Unico, è possibile verificare le disposizioni di pagamento nel fascicolo previdenziale del cittadino.

Per farlo, visita la pagina del fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS e clicca su Utilizza lo strumento.

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In foto, lo screen del fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS.

Accedi poi utilizzando le tue credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

All’interno del fascicolo, selezionando nel menu laterale Prestazioni e successivamente Pagamenti, è possibile consultare lo storico dei pagamenti dell’Assegno Unico per l’anno 2024. Qui puoi verificare se sono presenti disposizioni di pagamento per il mese desiderato, ad esempio maggio 2024, e controllarne la data.

Una volta aperta, la disposizione di pagamento appare come una tabella. All’interno di questa tabella sono presenti diverse colonne che mostrano l’importo spettante e la data in cui l’INPS elaborerà il pagamento.

Come contattare l’INPS se l’Assegno Unico è in ritardo

Se necessiti chiarimenti dall’INPS riguardo a ritardi nel pagamento dell’Assegno Unico o desideri verificare lo stato della tua domanda, puoi contattare l’Istituto utilizzando diversi canali. Ecco tutti i modi in cui è possibile contattare l’INPS in caso di problemi con l’Assegno Unico.

Come contattare l’INPS online

Un metodo efficace per contattare l’Istituto di previdenza è utilizzare il servizio online INPS Risponde.

Per accedere al servizio, visita il portale INPS Risponde. Qui, puoi autenticarti tramite SPID, CIE o CNS, oppure inviare un messaggio senza autenticazione. Tuttavia, è preferibile autenticarsi per permettere all’INPS di avere una visione completa della tua situazione, grazie all’accesso ai dati personali.

Per utilizzare il servizio, clicca su “Accedi” nell’angolo in alto a destra e segui la procedura di autenticazione. Una volta effettuato l’accesso, puoi inviare un messaggio all’INPS per segnalare un problema o richiedere assistenza.

Come contattare l’INPS telefonicamente

In alternativa, un altro metodo per contattare l’INPS è per telefono, attraverso il servizio Contact Center.

Per le chiamate da rete fissa è possibile utilizzare gratuitamente il numero verde 803 164, mentre per le chiamate da cellulare si può comporre il numero 06 164 164. Si noti che le chiamate da cellulare potrebbero essere soggette a una tariffa specifica a seconda dell’operatore telefonico.

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2024?

I pagamenti dell’Assegno Unico di giugno 2024 sono previsti per il 17, 18 o 19 del mese. Queste date si applicano ai beneficiari il cui importo dell’assegno non è cambiato rispetto a quello di maggio 2024.

Per i beneficiari che hanno avuto aggiornamenti nel loro ISEE familiare o cambiamenti nella composizione della famiglia, che hanno influenzato l’importo dell’assegno, i pagamenti saranno effettuati tra il 20 e il 30 giugno 2024.

Quando arriva il primo pagamento dell’Assegno Unico dopo la domanda?

Il primo pagamento dell’Assegno Unico viene di norma effettuato nell’ultima settimana del mese successivo a quello in cui è stata inoltrata la domanda.

Quindi, se hai inviato la domanda per l’Assegno Unico a maggio 2024, il primo pagamento è previsto per l’ultima settimana di giugno 2024. Allo stesso modo, se la domanda viene presentata a giugno 2024, i beneficiari dovrebbero ricevere il primo pagamento entro la fine di luglio 2024.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° febbraio 2024 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di febbraio sarà comunque regolarmente pagata.

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